CONSERVATORIO "BENEDETTO MARCELLO" DI VENEZIA
BIENNIO DI FORMAZIONE DOCENTI A077
A.A. 2013/2014
Corso di Didattica e pedagogia speciale prof. Giuseppe Nicotra
Studente: Francesca Naibo
PROGRAMMAZIONE DI UN'UNIT DIDATTICA PER LO STRUMENTO
CHITARRA
RIVOLTA A UNO STUDENTE NON VEDENTE
TEMA: L'USO DEL TOCCO LIBERO E DEL TOCCO APPOGGIATO
STUDENTE
Ho immaginato uno studente non vedente di 11 anni, al primo anno di scuola media. Immagino un
ragazzino curioso, con voglia di fare e affascinato dallo strumento chitarra, grazie al quale potr
imparare le canzoni che gli piacciono, divertirsi con gli amici e avvicinarsi al mondo della musica
sia con obiettivi alti sia con l'intento di imparare per divertirsi. L'ora di strumento settimanale perci
servir sia per la sua crescita a livello di conoscenze musicali, sia per la nascita di un rapporto
insegnante-allievo basato sulla fiducia e sull'apertura mentale (soprattutto per quanto riguarda la
scelta dei materiali da studiare). Sar dedicata molta attenzione al rapporto fisico con lo strumento:
la postura chitarristica infatti,dal momento che si abbraccia lo strumento, permetter all'allievo di
sentirlo vicino, di percepire le vibrazioni prodotte, di sentire in maniera pi immediata la musica
che produrr.
OBIETTIVI
Come gi detto, sar molto importante far entrare in sintonia il ragazzo con lo strumento. Dovr poi
essere capace di controllare con consapevolezza l'uso della mano destra (mano coinvolta nell'uso
delle due tecniche che affronter, ossia il tocco libero e il tocco appoggiato) affinch riesca a
orientarsi senza confusione tra le sei corde. Il ragazzo dovr essere in grado, nell'ascolto, di
riconoscere con facilit la differenza di suono prodotta dall'uso delle due tecniche. In una seconda
fase di lavoro, il sistema della mano destra verr unito al sistema sinistro, con l'uso quindi di note
tastate e di varie ma semplici figurazioni ritmiche.
CONTENUTI
I contenuti qui proposti sono esempi di una programmazione base per questa unit didattica. I due
argomenti proposti sono inseriti all'interno di una programmazione triennale piuttosto impostata: la
tecnica del tocco appoggiato prevista per il primo periodo del primo anno, ossia tra i mesi di
settembre e dicembre. L'introduzione del tocco libero stata ipotizzata per il secondo periodo, ci
tra i mesi di gennaio e marzo. Questa programmazione da considerarsi modificabile in base alle
esigenze e alle facilit o difficolt che il ragazzo potrebbe avere.
LEZIONE I (da affrontare e sviluppare nel mese di settembre)
Ci sar un primo approccio con lo strumento e le corde e si cercher di favorire un adeguato
orientamento del ragazzo sulle corde.
Si affronteranno semplici esercizi con le prime note a corda a vuoto (senza usare quindi la mano
sinistra sulla tastiera) con tocco appoggiato: questa tecnica consiste nell'appoggiare il dito usato per
pizzicare sulla corda esattamente sopra. Si tratta di una tecnica piuttosto facile per l'approccio
iniziale di un ragazzo, perch consente alla mano di essere molto stabile e solida. Il suono prodotto,
inoltre, risulta pi forte e pieno rispetto a una nota suonata senza l'appoggiato.
Si affronter, nel contempo, anche un primo approccio al tocco libero, cos da capire la differenza
che intercorre tra queste due tecniche. La seconda consiste nel pizzicare la corda senza appoggiare il
dito alla corda superiore, ma muovendo il dito coinvolto verso il palmo della mano. Si tratta di una
tecnica un po' pi difficile da padroneggiare, ma importante iniziare a trattarla fin dalle prime
lezioni, perch richiede abbastanza tempo affinch venga metabolizzata.
Le immagini 1, 2, 3 e 4, qui riportate, mostrano un esempio di semplice esercizio a corde a vuoto
tratto dal Guitar gradus di Ruggero Chiesa, prima da eseguire con tocco appoggiato e poi con tocco
libero.
Si pu iniziare usando un dito alla volta per tutto l'esercizio (pollice, indice, medio, anulare).
Successivamente si procede a prime alternanze di dita, come i-m, i-a, p-i (le pi comode).
Se l'allievo non presenta grandi difficolt, a fine mese si pu provare ad eseguirlo con tutte e quattro
le dita (p-i-m-a).
LEZIONE II (da affrontare e sviluppare nel mese di ottobre)
Verr introdotto l'uso di figurazioni ritmiche semplici e pi complesse (da eseguirsi sempre su corde
a vuoto), sia date sia, successivamente, inventate dall'allievo.
Le immagini 5 e 6 propongono l'esercizio 15 de Il mio primo libro di chitarra di Alessandro
Petrosino. Pu essere eseguito inizialmente solo con un dito per poter focalizzare l'attenzione sulla
ritmica. Poi si continuer il lavoro alternando le dita con le semplici alternanze citate per la lezione
precedente.
LEZIONE III (da affrontare e sviluppare nel mese di novembre)
Verr introdotto l'uso della mano sinistra, legato al tocco appoggiato della destra. Saranno proposti
quindi esercizi contenenti note tastate e a vuoto, con figurazioni ritmiche semplici.
Nelle immagini 7 e 8 seguenti viene proposto l'esercizio 10 del Guitar gradus di Ruggero Chiesa.
Si tratta di un esercizio abbastanza semplice ma completo, perch in ciascuna misura c' l'alternanza
di nota tastata e nota a vuoto. Verr proposta fin da subito l'esecuzione con l'alternanza di dita di
mano destra, in quanto gi ampiamente approfondita nei mesi precedenti.
LEZIONE IV (da affrontare e sviluppare nel mese di dicembre)
Verr curata l'esecuzione di scale di un'ottava con tocco appoggiato.
Le immagini 9 e 10, che vengono qui sotto riportate, presentano l'esempio della scala di do
maggiore.
Non sar proposta l'esecuzione con un solo dito, ma subito con l'alternanza.
La scala verr ampiamente lavorata con la tecnica del ribattuto, cio ripetendo ciascuna nota due
volte. La diteggiatura di mano destra consigliata per questo esercizio m-i, perch l'allievo
difficilmente si pu confondere se inizia a suonare ciascuna nota sempre con il medio; inoltre
questa diteggiatura fa evitare scomodi accavallamenti di dita nella mano destra.
LEZIONE V (da affrontare e sviluppare nel mese di gennaio)
Ci sar un approccio pi approfondito del tocco libero su corde a vuoto. Saranno proposti esercizi
che prevedono l'uso di figurazioni ritmiche semplici e pi complesse (da eseguirsi inizialmente su
corde a vuoto e poi anche con alcune note tastate), sia date sia, successivamente, inventate
dall'allievo.
Le immagini 11 e 12 propongono l'esercizio 26 de Il mio primo libro di chitarra di Alessandro
Petrosino.
Pu essere eseguito inizialmente solo con un dito per poter focalizzare l'attenzione sulla ritmica. Poi
si continuer il lavoro alternando le dita con le semplici alternanze citate nelle lezioni precedenti.
LEZIONE VI (da affrontare e sviluppare nel mese di febbraio)
Verr curata l'esecuzione di scale di un'ottava con tocco libero.
Le immagini 13 e 14, che vengono qui sotto riportate, presentano l'esempio della scala di do
maggiore.
Non sar proposta l'esecuzione con un solo dito, ma subito con l'alternanza.
La scala verr ampiamente lavorata con la tecnica del ribattuto con diteggiatura m-i, per gli stessi
motivi spiegati precedentemente.
LEZIONE VII (da affrontare e sviluppare nel mese di marzo)
Verr affrontata la gestione contemporanea delle due tecniche nello studio di brani composti da
accompagnamento semplice e linea melodica con tocco appoggiato.
Esistono vari esempi di brani utili per studiare e approfondire questo tipo di difficolt. Lo studio in
classe che verr proposto sar, inizialmente, a parti divise, per focalizzare l'attenzione sulle due
tecniche. Bisogna specificare che la linea del basso verr eseguita sempre dal pollice, mentre la
linea melodica appoggiata sar eseguita da indice e medio alternati.
Nelle immagini 15 e 16 seguenti proposto l'esempio dell'esercizio 42 tratto da Le prime lezioni di
chitarra di Julio Sagreras
STRUMENTI
Per stendere questa unit didattica, gli strumenti utilizzati sono stati il programma Word (per
scrivere il testo), il programma MuseScore (per scrivere gli esercizi con la notazione musicale
tradizionale), il programma Braille Music Editor (per esportare i file, con estensione .xml
precedentemente creati, in notazione Braille).
VERIFICA
La valutazione sar costante e basata sulle verifiche svolte durante le lezioni individuali.
Verranno considerati vari aspetti: l'interesse, la partecipazione e la costanza; le capacit di
esecuzione musicale rapportate alla situazione di partenza; la capacit di realizzare quanto creato a
lezione in situazioni di performance pubbliche; la capacit di riconoscere i propri errori e di riuscire
a trovare delle soluzioni alle problematiche.