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PENITENZIERIA APOSTOLICA

XXVII CORSO SUL FORO INTERNO


Palazzo della Cancelleria,
29 febbraio-4 marzo 2016

Censure, irregolarit e impedimenti allattenzione del Confessore e del Penitente


S. Ecc.za Rev.ma Mons. JUAN IGNACIO ARRIETA

Canonista della Penitenzieria Apostolica

1. Irregolarit e censure nellambito del foro interno.


Il foro interno, in senso stretto, un modo di agire nascosto e senza pubblicit della potest di
giurisdizione della Chiesa, non della potest sacramentale del perdono. Serve a risolvere, a determinate
condizioni e attraverso regole giuridiche proprie, situazioni concrete di irregolarit, impedimenti o divieti presentate dai fedeli, quando le circostanze pastorali lo impongono.
Il foro interno , dunque, un foro in cui viene esercitata lunica potestas regiminis esistente nella Chiesa
(can. 129 CIC), che comporta la realizzazione di atti occulti di giurisdizione. Cosa del tutto diversa dagli
atti sacramentali di perdono dei peccati. Il Confessore non esercita la giurisdizione della Chiesa, ma
amministra il Sacramento del perdono: perdona i peccati in nome di Dio; non assolve da una sanzione
penale n fa dispensa da una legge.
Il foro interno attuazione della giurisdizione e del potere della Chiesa, ma sempre in forma di perdono. Non dato imporre atti giuridici di sottomissione attraverso la giurisdizione di foro interno, ad eccezione di moderate penitenze; tutti i comandi giurisdizionali di autorit sono sempre di foro esterno, e
quindi sono di ricorso amministrativo. Questa una regola di libert.
Qui vedremo oggi due tipi di atti di giurisdizione che vengono spesso realizzati nel foro interno: parleremo prima delle irregolarit per ricevere o per esercitare i sacri ordini, e poi delle censure canoniche.
Irregolarit e censure possono comparire anche fuori della confessione o della direzione spirituale. Anche se faremo cenno anche a questo, nel contesto di questo corso interessa soprattutto considerare le
loro manifestazioni davanti al Confessore o nel foro interno extrasacramentale.

2. Le irregolarit canoniche: questioni generali


Si chiamano irregolarit canoniche determinate proibizioni di carattere permanente stabilite dalla legge canonica dal legislatore umano per ricevere o per esercitare lOrdine sacro. Essendo permanenti
questi divieti, lunica soluzione sollecitarne la dispensa allAutorit che possiede giurisdizione per dispensare.
Simili alle irregolarit sono, poi, gli impedimenti che, per, sono divieti non permanenti, che possono cessare anche senza dispensa dallAutorit, per semplice rimozione della causa che ne allorigine.
Nel Codice orientale la disciplina sostanzialmente uguale, anche se usa una terminologia diversa e non
fa distinzioni tra irregolarit e impedimenti.
Cosa c allorigine delle irregolarit e degli impedimenti? Linteresse che cerca di tutelare questa legge della
Chiesa garantire, nel possibile, la dignit del ministero ordinato e la dignit dellordine sacro.
Come ricorda il n. 1578 del Catechismo della Chiesa Cattolica, nessuno ha un diritto a ricevere il sacramento dellOrdine e subito dopo aggiunge che questo sacramento non pu essere ricevuto che come un
dono immeritato. Questa la premessa basilare.
Perci, anche se la chiamata agli ordini un dono che procede dal rispettivo Ordinario il proprio Vescovo diocesano o il Superiore , la Chiesa ha stabilito a partire, soprattutto, dal Concilio di Nicea (a.
325) can. XVII un sistema di proibizioni e di requisiti tendenti ad assicurare il dovuto rispetto per il
ministero ecclesiastico e la dignit personale dei sacri ministri (can. 1040 CIC): tali divieti configurano
adesso le irregolarit canoniche e gli impedimenti.
Le irregolarit e lo stesso accade con gli impedimenti non hanno carattere penale; non sono pene
canoniche, n hanno la finalit di punire il delinquente o di smuovere il suo pentimento. Lirregolarit
un divieto funzionale alla protezione della dignit del ministero; ha per scopo quello dallontanare dal
ministero chi abbia commesso in passato un determinato genere di atti (normalmente delitti), anche se
loffesa a Dio stata gi perdonata. Lirregolarit , dunque, autonoma dalle vicende della sanzione penale: ad es., chi provoca aborto, oltre al peccato grave e alla scomunica latae sententiae che questo crimine
provoca, diventa irregolare per essere ordinato (o per esercitare il ministero dellordine, nel caso che
gi fosse chierico). Allora, lirregolarit per l'ordinazione sussiste anche dopo lassoluzione dalla scomunica e il perdono del peccato, in attesa di una specifica dispensa che prenda direttamente in esame il
ravvedimento della persona in funzione dellesercizio ministeriale.
Le irregolarit sono, in certo senso, degli ammonimenti rivolti a chi deve ordinare perch ne tenga conto prima di valutare lidoneit per il ministero di un determinato soggetto.
Proprio perch le irregolarit e gli impedimenti non hanno carattere penale, lignoranza delle irregolarit e degli impedimenti non esime dai medesimi (can. 1045 CIC). Un soggetto potrebbe trovarsi in una
situazione oggettiva di irregolarit senza esserne consapevole, perch non dovutamente informato
dal legame che c' tra gli atti da lui compiuti tempo addietro e il ministero che sta per ricevere. Al limite, potrebbe non avere una responsabilit morale per questo se, come diremo pi tardi, lui si comportato correttamente in Seminario, senza nascondere elementi collegati con la sua idoneit al ministero.
3. Le irregolarit canoniche
Le irregolarit sono stabilite per diritto universale, e nessun Vescovo pu crearne altre: anche se costui
pu avere legittimi criteri propri per valutare lidoneit dei candidati, tali parametri nulla hanno a che
vedere con le oggettive irregolarit tracciate dalla legge canonica.
Vediamo, in concreto, quali sono le irregolarit che riguardano la ricezione degli Ordini.

3.1. Irregolarit per ricevere gli Ordini


Le irregolarit per ricevere gli Ordini, infatti, si riferiscono a qualunque grado del sacramento
dellOrdine diaconato, presbiterato o episcopato , facendo illecita, ma non invalida, lordinazione avvenuta dopo essere incorso nellirregolarit. Trattandosi di un divieto, la sua trasgressione se dolosamente consapevole non invalida la ricezione del Sacramento, ma determina successivamente una
nuova irregolarit per esercitare lecitamente gli ordini ricevute (can. 1044 1 CIC).
Venendo rapidamente alle fattispecie concrete, il can. 1041 CIC stabilisce sei irregolarit per ricevere gli
Ordini; ad eccezione della prima, tutte le altre sono collegate ad un precedente fatto delittuoso:
1) La prima irregolarit riguarda chi affetto da qualche forma di pazzia o da altra infermit psichica,
per la quale, consultati i periti, viene giudicato inabile a svolgere nel modo appropriato il ministero
(can. 1041, 1 CIC; cfr. can. 762 1 CCEO). Questa irregolarit riguarda situazioni patologiche, diverse dalle fragilit psicologiche del candidato agli ordini, le quali devono essere valutate dallOrdinario
contestualmente alle restanti circostanze concernenti lidoneit del soggetto al ministero.
2) La seconda irregolarit riguarda chi ha commesso il delitto di apostasia, eresia o scisma (can. 1041,
2 CIC; cfr. can. 1364 CIC; cfr. can. 762 2 CCEO). Questa irregolarit esige la commissione oggettiva
del reato; cio lostinata negazione della verit, il ripudio totale della fede o il rifiuto di sottomissione al
Papa (cfr. can. 751), realizzati in maniera formale e consapevole, nonch con la necessaria ricezione,
poich questo reato non deve considerarsi effettivamente compiuto, se nessuno raccoglie quella dichiarazione o manifestazione (can. 1330 CIC).
3) La terza irregolarit riguarda chi, essendo impedito dal vincolo matrimoniale o dal voto pubblico di
castit o dallOrdine sacro ricevuto, ha tentato di contrarre matrimonio civile o canonico o perch
ha tentato il matrimonio chi era validamente sposato o legato dal voto (cfr. can. 1041, 3 CIC; cfr. can.
762 3 CCEO).
4) La quarta irregolarit concerne chi ha commesso omicidio volontario o ha procurato laborto, ottenuto leffetto, e tutti coloro che vi hanno cooperato positivamente (can. 1041, 4 CIC; cfr. can. 762
4 CCEO; cfr. cann. 1397, 1398 CIC). Come si sa, perch in questi crimini vengano coinvolte terze persone, richiesto che abbiano una cooperazione positiva senza la quale non si sarebbe commesso il
fatto delittuoso (cfr. can. 1329 2 CIC). Il caso di omicidio non volontario incidente stradale o difesa
propria, per esempio non rappresenta irregolarit, anche se va eventualmente valutata in altro contesto come circostanze riguardanti lidoneit di un candidato allOrdine.
5) La quinta irregolarit riguarda chi ha mutilato gravemente e dolosamente se stesso o un altro o ha
tentato di togliersi la vita (can. 1041, 5 CIC; cfr. can. 762 5 CCEO). La norma esige, dunque, un atto pienamente deliberato, e non basta la sola negligenza anche se colpevole. Inoltre, nei casi di tentato
suicidio, lirregolarit potrebbe essere legata alla prima delle irregolarit segnalate, concernente qualche
patologia di ordine psichico del soggetto.
6) Infine, la sesta irregolarit del can. 1041 CIC concerne chi ha posto un atto di Ordine riservato a coloro che sono costituiti nellOrdine dellepiscopato o del presbiterato, o essendone privo o avendo la
proibizione di esercitarla in seguito ad una pena canonica dichiarata o inflitta (can. 1041, 6 CIC; cfr.
can. 762 6 CCEO). I diversi casi che rientrano in questa irregolarit sono tutti reati canonici che, se si
tratta del sacramento dellEucaristia o della Penitenza, comportano pene latae sententiae.
Queste sarebbero le sei irregolarit per accedere agli Ordini di cui parla il Codice di Diritto Canonico,
parallele a quelle che il Codice orientale chiama impedimenti. Di esse, tre sono riservate alla Santa Sede,
cio alla Penitenzieria Apostolica sempre che la dispensa venga chiesta nel foro interno: per il delitto di
apostasia, eresia o scisma, per lattentato matrimonio, e per aver commesso un atto di omicidio o di aborto; le restanti possono essere dispensate anche dallOrdinario.
Le irregolarit viste finora vietano la ricezione dellOrdine. Praticamente le stesse circostanze rappresentano anche irregolarit per lesercizio degli Ordini ricevuti, quando si incorsi nellirregolarit dopo
lordinazione.
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Quando lirregolarit stata acquisita prima della ricezione dellOrdine, si apre un problema concernente il giudizio di idoneit del candidato per il ministero clericale. Su questo specifico caso parleremo dopo.
3.2. Irregolarit per esercitare gli ordini
Come si e detto, se si assunta lirregolarit dopo lordinazione, essa vieta lesercizio degli Ordini ricevuti e la ricezione di nuovi ordini. I casi sono sostanzialmente uguali a quelli visti, e mi limito solo ad
elencarli (cann. 1044 1 CIC, 763 CCEO).
irregolare per esercitare gli Ordini:
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chi li ha ricevuti illegittimamente perch irregolare e non stato dispensato;


il chierico che commette delitto di apostasia, eresia o scisma;
il chierico che ha commesso delitto di mutilazione o tentato suicidio;
il chierico che commette reato di usurpazione di funzioni ecclesiastiche o non osserva il divieto ricevuto di esercitare gli ordini;
il chierico che attenta matrimonio nelle condizioni del can. 1394 CIC;
il chierico che commette omicidio o aborto, o coopera positivamente in uno di questi delitti.

Solo le due ultime irregolarit per esercitare gli Ordini sono riservate alla Penitenzieria Apostolica.
4. Gli impedimenti riguardo la ricezione o lesercizio dellordine
Simili alle irregolarit, con uguale fondamento ma senza carattere permanente, sono gli impedimenti
per ricevere o per esercitare gli Ordini. Gli impedimenti sono divieti di carattere temporaneo, che possono venir meno senza bisogno di dispensa se la causa impediente viene rimossa. Talvolta possono essere anche dispensati, permanendo la causa dellimpedimento. Ad es. limpedimento di legame matrimoniale pu cadere per susseguente vedovanza o per dispensa della Santa Sede (com capitato nel caso
di tanti pastori protestanti diventati cattolici).
Gli impedimenti hanno per noi minore interesse perch, di regola, si risolvono in foro esterno e non
nel foro interno. Vediamo, per, quali sono.
4.1. Impedimenti per ricevere gli ordini
Nel Codice appaiono tre impedimenti per ricevere gli Ordini (can. 1042 CIC):
1) Luomo sposato, a meno che non sia legittimamente destinato al diaconato permanente. Nella disciplina orientale, com risaputo, non c questo impedimento, anche se pu essere introdotto nel diritto particolare di una Chiesa sui iuris (can. 764 CCEO). Questo lunico impedimento riservato alla Santa
Sede.
2) Chi svolge unamministrazione vietata ai chierici a norma dei cann. 285 e 286 CIC di cui deve rendere conto, fintantoch, lasciato lufficio e lamministrazione e fatto il rendiconto, divenuto libero (can.
1042, 2 CIC; can. 762 1, 7 CCEO).
3) Infine, il can. 1042 CIC considera impedito a ricevere gli Ordini il neofita, a meno che, a giudizio
dellOrdinario, non sia stato sufficientemente provato (can. 1042, 3 CIC; can. 762 1, 8 CCEO).
Neofita ladulto che si converte alla fede ed battezzato dopo i quattordici anni (cfr. can. 863 CIC).
4.2. Impedimenti per esercitare gli ordini
Mentre sussiste la causa impediente, nel caso in cui il soggetto fosse stato ordinato, vi sono due impedimenti per lesercizio dellOrdine gi ricevuto. Il primo, ovviamente, riguarda chi, essendo impedito a
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ricevere gli Ordini, li ha ricevuti illegittimamente (can. 1044 2, 1 CIC). Come accadeva nel caso delle
irregolarit, la ricezione dellOrdine sacro con uno di questi impedimenti in se stessa valida, ma
lordinato diffidato dallesercitare gli Ordini mentre sussiste la causa della proibizione.
Il secondo impedimento per esercitare gli Ordini riguarda chi affetto da pazzia o da altre infermit
psichica (can. 1044 2, 2 CIC). In tale ipotesi, la cessazione dellimpedimento canonico dipender dal
giudizio del proprio Ordinario, dato sulla base di un positivo parere facoltativo.
Ecco, in sintesi, il quadro complessivo delle irregolarit e degli impedimenti concernenti il sacramento dellOrdine. Vediamo brevemente come possono cessare queste due proibizioni.
5. Cessazione e dispensa degli impedimenti e delle irregolarit
Come si detto, le irregolarit, essendo permanenti, possono cessare solo per lintervento giurisdizionale dellAutorit mediante dispensa; gli impedimenti, invece, possono cessare perch viene meno la causa
del divieto o per dispensa.
Lintervento dispensatore avviene alle volte nel foro esterno se le circostanze che hanno prodotto
lirregolarit o limpedimento hanno natura pubblica. Altre volte, invece, latto giurisdizionale di dispensa si realizza nel foro interno.
Trattandosi, per esempio, di irregolarit emerse nel periodo di formazione in Seminario, conosciute e
tenute in conto da coloro che devono valutare lidoneit del candidato agli Ordini, pu capitare che la
relativa dispensa venga formalizzata nel foro esterno. Ritengo, tuttavia, che in tale caso sia giusto chiedere
lassenso del candidato per procedere attraverso questa via, rispettando cos il suo diritto ad avvalersi
del foro interno extrasacramentale per ottenere la grazia della dispensa. In tali circostanze, si dovr procedere di conseguenza con la custodia della relativa documentazione dellarchivio segreto della Curia (cann.
489 CIC; 259 CCEO).
Tuttavia, il can. 64 CIC consente che, nelleventualit che sia stata denegata nel foro estero la dispensa
da parte di un Dicastero della Curia Romana, si faccia ricorso successivamente davanti alla Penitenzieria
nel foro interno, anche senza ottenere lassenso del Dicastero che inizialmente era intervenuto.
Come agire, allora, nei casi di irregolarit o di impedimenti? In questi casi occorre rivolgersi allAutorit
competente sollecitando la dispensa, mediante un succinto scritto e con la dovuta riservatezza. Il modo
concreto di farlo dipender dal contesto in cui sia emersa lirregolarit: nella confessione o in un colloquio con i formatori o il direttore spirituale del seminario.
Nel caso della confessione, il sacerdote dovr fare da tramite al ricorso senza indicare il nome n alcun
particolare che serva per identificare il soggetto (can. 1048 CIC); il confessore un semplice intermediario tra linteressato e lAutorit con giurisdizione per dispensare.
Chi , allora, competente per dispensare? Il principio generale questo: a meno che la causa non sia riservata alla Santa Sede, il proprio Ordinario Vescovo o Superiore maggiore e rispettivi Vicari pu dispensare dagli impedimenti e dalle irregolarit a tutte le persone sottoposte alla propria giurisdizione.
Sono riservate alla Santa Sede le irregolarit per ricevere gli Ordini di eresia e di tentato matrimonio quando i reati sono pubblici e lomicidio o aborto, anche se occulti, nonch limpedimento di vincolo matrimoniale. Negli stessi casi tranne che per il caso di eresia sono ugualmente riservate le irregolarit per
esercitare gli Ordini (cfr. cann. 1047 CIC; can. 767 CCEO).
Le restanti irregolarit o impedimenti non sono riservate e, dunque, le pu dispensare il Vescovo o il
proprio Superiore ai propri fedeli, sia in foro interno che esterno.
Inoltre, dal punto di vista formale, come chiedere la dispensa? Quali dati occorre fornire perch la grazia possa essere accordata? Il Codice ne indica tre (can. 1049 CIC):
1) le domande debbono indicare tutte le irregolarit e tutti gli impedimenti in cui si caduti, anche se poi
la dispensa vale ugualmente per quelli dimenticati e taciuti in buona fede;
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2) nelle richieste di dispensa per omicidio volontario o procurato aborto, necessario ad validitatem indicare il numero dei delitti commessi;
3) la dispensa per ricevere gli Ordini che sar concessa vale, poi, per tutti gli Ordini.
C, infine, il problema di come agire quando ad un chierico che si trova in situazione di irregolarit o di
impedimento gli viene spontaneamente richiesto un atto del proprio ministero. Come comportarsi allora? In tali circostanze le esigenze della salus animarum dei fedeli, nonch il diritto alla buona fama del
proprio interessato, introducono puntuali sospensioni dei divieti a esercitare il ministero (can. 1048
CIC), quando si verificano nel contempo le seguenti tre condizioni:
1) che si tratti di una irregolarit occulta e che il servizio ministeriale sia ritenuto urgente;
2) che in quel momento non sia possibile fare ricorso allOrdinario o alla Penitenzieria apostolica, se il
caso fosse riservato;
3) che il mancato esercizio del ministero possa comportare rischio di grave danno o infamia.
Tutto ci quanto intendevo dire sulle irregolarit e sugli impedimenti per ricevere e per esercitare
lOrdine sacro. Si tratta, ripeto, di divieti senza carattere penale, volti a proteggere soprattutto la dignit
del ministero ecclesiastico.
6. Osservazioni finali in materia di irregolarit
Prima di passare ad altro argomento vorrei accennare brevemente a due questioni relative a quanto
stiamo dicendo.
6.1. Analogie e differenze con altro genere di divieti
La disciplina ecclesiastica, particolarmente quella pi recente, si riferita ad altre circostanze analoghe
con i divieti finora considerati che, per, non rappresentano n irregolarit n impedimenti e sono particolarmente rilevanti al momento di valutare lidoneit dei candidati agli Ordini sacri. Si tratta dei casi
di celiachia e alcolismo, di omosessualit, e alcune ipotesi dei delicta graviora. Per ristrettezza di tempo mi
limiter a qualche cenno.
1) Celiachia e alcolismo. In materia di celiachia la Congregazione per la Dottrina della Fede si pronunziata recentemente almeno in tre occasioni. Come si sa lincidenza nel soggetto di questa circostanza pu
essere molto diversa a seconda del grado di tolleranza, il che deve incidere nella valutazione da fare al
momento dellammissione del candidato. La Congregazione ha dato agli Ordinari facolt di concedere
licenza per poter usare, in questi casi, pane con poco glutine o, addirittura, per non dover comunicarsi
sotto la forma del Pane nelle concelebrazioni (CDF, Lettera Da molti anni, 24 luglio 2003). La questione
pare sia ancora in evoluzione e, nei casi veramente limite, lorientamento potrebbe essere quello di poter concedere dispensa perch lOstia consacrata sia assunta da un fedele che partecipa allEucaristia.
Abbastanza simile il caso di alcolismo, trattato analogamente in questi documenti della Congregazione.
2) Omosessualit. Con unistruzione del 4 novembre 2005 la Congregazione per lEducazione cattolica,
allora competente in materia, tratt del discernimento vocazionale delle persone con tendenze omosessuali. Tale documento afferma il divieto di ammettere in Seminario o agli Ordini coloro che praticano
lomosessualit, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta
cultura gay. Il divieto, dunque, che deve valutare ogni singola autorit riguarda specificamente queste
tre categorie, mentre la stessa autorit dovr valutare i problemi transitori o legati al periodo
delladolescenza.
3) Graviora delicta. Alcuni anni fa venne ipotizzata la possibilit di configurare una nuova irregolarit nel
caso concreto della pedofilia. Si riteneva che questa potesse rappresentare una risposta forte
dellordinamento canonico davanti a questo crimine. Alla fine si decise di non modificare la disciplina
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vigente, perch necessario che questi reati vengano trattati pienamente nel foro esterno, evitando il rischio di abusare del foro interno che potrebbe risultare, inoltre, estremamente pericoloso e potrebbe,
perfino, deformare la coscienza dei soggetti. Le caratteristiche di questi reati, infatti, sono rilevanti quasi
esclusivamente in ordine allesercizio del ministero, poich richiesta la condizione clericale del delinquente.
6.2. Le irregolarit e il periodo di formazione seminaristico
Finora si parlato delle irregolarit nel contesto del foro interno e della confessione sacramentale. Tuttavia, queste problematiche, ordinariamente, vengono a galla nel periodo di formazione in Seminario,
prima di valutare lidoneit dei candidati e di ricevere lordinazione. Soprattutto adesso, quando aumentata let dei candidati agli Ordini, non infrequente trovare persone che hanno superato periodi
della vita lontani dalla fede, con esperienze che configurano situazioni oggettive di irregolarit, pur essendo stato perdonato il peccato e assolta eventualmente la pena canonica.
Il can. 1043 CIC e lo stesso il can. 771 2 CCEO determina lobbligo di rivelare gli impedimenti
allOrdinario o al parroco. Tale obbligo riguarda tutti i fedeli a conoscenza dei fatti ma, in modo particolare, il proprio interessato. Occultare intenzionalmente tali circostanze dimostrerebbe disposizioni
non positive nella propria preparazione al ministero. Di conseguenza, logico che ci sia portato a conoscenza, in modo discreto e col proporzionale dovere di riservatezza, di quanti dovranno esprimersi
sullidoneit del candidato agli Ordini. Infatti, il rito dellordinazione include questa domanda rivolta
normalmente al rettore del Seminario: Sei certo che ne sia degno?.
La questione pu essere gestita sia nel foro esterno domandando la dispensa del Vescovo o della
Congregazione per il culto divino , sia nel foro interno extrasacramentale, chiedendo la dispensa alla
Penitenzieria apostolica se si tratta di una materia riservata. Come ho detto prima, secondo me deve essere coinvolto linteressato nella scelta della via da seguire, rammentando sempre quanto prescrive il
can. 64 CIC e la possibilit di far ricorso, comunque, alla Penitenzieria apostolica se la Congregazione
avesse rifiutato di concedere la dispensa
7. Le censure nel contesto generale delle pene canoniche
Nella seconda parte di questo intervento devo, invece, riferirmi ad una cosa del tutto differente di cui si
occupa anche la Penitenzieria Apostolica: lassoluzione di censure nel foro interno, cio, lassoluzione di
pene canoniche, propriamente dette, in cui si caduti per la violazione esterna e moralmente imputabile di una legge che porta con s una sanzione canonica, cio, per aver commesso un reato.
7.1. Nozione di censura canonica
Per capire il meccanismo delle censure, senza entrare in tecnicismi, occorre ricordare alcune nozioni:
cosa una censura?; cosa una pena latae sententiae?; quali sono le conseguenze ecclesiali di queste pene
latae sententiae?; come possono essere perdonate?.
Cominciamo con la prima questione: che cosa una censura. La censura un tipo di pena con la quale
il battezzato che ha commesso un delitto ed contumace, privato di alcuni beni spirituali o annessi ad
essi finch cessi dalla contumacia e venga assolto (can. 2241 CIC 17). In sostanza, anche se c
dellaltro, privato di poter ricevere i Sacramenti, tra cui il sacramento della Penitenza: non pu essere
assolto.
Proprio le parole finch cessi dalla contumacia mostrano la finalit ecclesiale della censura che il
pentimento. La censura un tipo di sanzione detta medicinale che non cerca principalmente la punizione del delinquente, bens quella di provocare il pentimento del reo, la sua conversione. Di conseguenza, raggiunto tale scopo, nel momento stesso in cui cessa la contumacia e il soggetto si pente di
aver violato la legge, emerge addirittura un diritto a essere perdonato e assolto dalla censura per ricevere
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i Sacramenti. Perci, ovvio che non sono possibili le censure perpetue n fatte per un tempo: tutto
dipende dal soggetto stesso.
7.2. Le pene latae sententiae
Per questa sua finalit medicinale, le censure sono frequentemente ma non sempre legate alla sola
realizzazione del fatto delittuoso, come pene latae sententiae, senza che nessun giudice imponga la pena.
Com noto, si chiamano latae sententiae le pene canoniche in cui si incorre automaticamente, per il solo
fatto di aver commesso un determinato reato. In questi casi, la pena agisce senza lintervento di alcun
giudice: la coscienza del soggetto a fare da giudice, senza bisogno che traspaia alla collettivit la condizione di condannato. Soltanto lui sa con certezza di essere caduto nella censura.
anche vero che in alcuni casi estremi, quando incombe prevenire lintera comunit sulla condotta di
una persona scomunicata, lAutorit pu dichiarare mediante decreto pubblico che un determinato
soggetto incorso in una pena latae sententiae. Queste sono censure dichiarate, con le quali si cerca di
impedire che il soggetto possa creare ulteriori danni tra i fedeli. In tal caso, lAutorit semplicemente
rende di pubblico dominio questo fatto, non essendo pi una vicenda riservata. Ci accaduto, nei
tempi recenti, con alcune ordinazioni episcopali in Cina. Una volta dichiarata, la censura latae sententiae
assoggettata al foro esterno, come se fosse stata imposta da un giudice, e la situazione giuridica del soggetto si rende pi pesante: c, per esempio, il dovere di rifiutargli lEucaristia.
Le censure latae sententiae previste dal Codice di Diritto Canonico cercano tutte di condannare condotte
contrarie ai tre beni fondamentali della comunione ecclesiale segnalati da San Paolo nellEpistola agli
Efesini (Ef. 4, 5): lintegrit della fede, la dignit dei Sacramenti e la comunione con il Papa e i Vescovi.
Inoltre, c anche una scomunica latae sententiae che punisce il crimine di aborto, proteggendo cos la vita
dei neonati che tanti ordinamenti civili hanno ormai depenalizzato.
7.3. La condizione della contumacia
Per poter far funzionare lautomatismo tra fatto delittuoso e pena che proprio delle latae sententiae, perch non vi sia bisogno di un giudice che apprezzi le circostanze e imponga chiaramente una giusta condanna, occorre che il soggetto agisca in contumacia. Occorre escludere ogni dubbio.
La contumacia significa la chiara consapevolezza da parte del reo del fatto delittuoso e la totale assenza
di circostanze che possano attenuare la sua responsabilit (paura, terrore, ignoranza, eccetera). Lui deve
sapere non solo che tale condotta moralmente cattiva, ma anche che la Chiesa la punisce con una sanzione canonica. Lignoranza tra i casi in cui non funziona la latae sententiae.
Nelle pene imposte dai giudici, spetta a questi indagare sulle circostanze della commissione del reato e
sullatteggiamento di ribellione personale del delinquente. Nelle pene latae sententiae, invece, occorre la
consapevole volont del soggetto, cio, la contumacia; occorre la certezza. Per assicurare che esiste tale
volont evitando che rimanga incerta la pena, il Codice esige lassenza di ogni traccia di attenuante che
possa diminuire o rendere meno chiara la conoscenza del reato da parte della coscienza del colpevole
(cfr. can. 1324 3 CIC).
Nel Diritto canonico orientale mancano le pene latae sententiae. Al suo posto, invece, vi sono i peccati
riservati (cann. 727-729 CCEO) che rappresentano una limitazione alla facolt di assolvere che hanno i
confessori. Alla Sede Apostolica, e quindi alla Penitenzieria Apostolica, riservato assolvere da due
peccati: la diretta violazione del sigillo sacramentale e lassoluzione del complice nel peccato contro la
castit (can. 728 1 CCEO). Nel diritto latino non esistono pi i peccati riservati.
Infatti, il sacerdote latino, munito di regolari facolt ministeriali, pu perdonare tutti i peccati; tuttavia,
se non possiede anche giurisdizione ecclesiastica ed la cosa normale non pu assolvere dalle censure e, di conseguenza, non pu concedere al pentito la possibilit di ricevere i sacramenti, tra cui quello
della Confessione.
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In occasione del Giubileo della Misericordia, stata data ai Missionari della misericordia la facolt cos
viene indicato nel decreto singolarmente consegnato a ciascuno di loro di perdonare tutti i peccati,
anche di alcune facolt riservate alla Santa Sede. Questo un modo efficace di esprimersi che, pur non
essendo preciso, cerca di evitare tecnicismi. ovvio, tuttavia, che chi riceve questo ministero riceve anche le facolt giurisdizionali per assolvere dalle corrispondente censure.
8. Tre tipi di censura
Tre sono le censure canoniche presenti nel Codice: scomunica (can. 1331 CIC), interdetto (can. 1332 CIC) e
sospensione (cann. 1333-1334 CIC); questultima applicabile solo ai chierici. Le tre implicano, soprattutto,
la proibizione di ricevere o di celebrare i principali Beni che la Chiesa possiede e che sono i Sacramenti; la sospensione, riservata solo agli chierici, comporta inoltre il divieto di esercitare altri atti di ministero non propriamente sacramentali. Vediamo brevemente in che cosa consiste ciascuna censura.
8.1. La censura di scomunica
La scomunica comporta la perdita della comunione nella sua dimensione giuridica e sociale. Secondo il
can. 1331 CIC allo scomunicato fatto divieto
di partecipare attivamente alla celebrazione del Sacrificio eucaristico o ad altra cerimonia di culto;
di celebrare i Sacramenti o i sacramentali e di ricevere i Sacramenti;
di svolgere funzioni in uffici, ministeri o incarichi ecclesiastici, o porre atti ecclesiastici di governo.
Inoltre, se la scomunica inflitta per sentenza del giudice ecclesiastico o, essendo latae sententiae, viene
dichiarata dallautorit come prima si detto , ai precedenti divieti ne sopraggiungono altri nuovi.
In tali casi, oltre a proibizioni che riguardano principalmente i chierici (invalidit degli atti di governo,
divieto di usufruire dei privilegi, proibizione di ottenere nuove cariche), allo scomunicato per sentenza
o con dichiarazione dellautorit ecclesiastica non pu essere consentito di partecipare attivamente alla
celebrazione del Sacrificio eucaristico o ad unaltra cerimonia di culto: deve essere addirittura respinto,
fino al punto di interrompere la cerimonia, a meno che non vi osti una causa grave.
Questi sono, in sintesi, gli effetti della censura di scomunica, che prima era chiamata excommunicatio
maior, come ancora la chiama il can. 1434 del Codice orientale.
8.2. La censura di interdetto
Il secondo tipo di censura linterdetto. Linterdetto, come ogni censura, una pena medicinale per la
quale si fa divieto al reo di partecipare a determinati Beni spirituali della Chiesa, senza per comportare,
come nel caso della scomunica, la perdita della comunione ecclesiale.
Nel diritto orientale non c la censura di interdetto: c invece la cosiddetta scomunica minore che ha effetti simili (cfr. can. 1431 CCEO).
In sostanza, a chi interdetto vengono proibite due cose: partecipare attivamente alla Santa Messa o ad
altra cerimonia di culto e celebrare Sacramenti e sacramentali o ricevere sacramenti.
Analogamente a quanto si detto a proposito della scomunica, quando linterdetto inflitto per sentenza o risulta dichiarato dallautorit, al soggetto non pu essere permesso di partecipare alle relative funzioni: deve essere espulso dalle cerimonie di culto pubblico o queste devono essere interrotte.

8.3. La censura di sospensione


Infine, la terza categoria di pene medicinali o censure rappresentata dalla sospensione. Questa pena si
applica unicamente ai chierici, in quanto ha per effetto il divieto di realizzare atti ministeriali, sospendendolo dallesercizio dellOrdine, dalla giurisdizione o dallufficio.
Come negli altri casi precedenti, gli effetti giuridici di questa censura variano a seconda del modo di imposizione della pena. Se la sospensione avviene latae sententiae (can. 1334 2 CIC), al chierico proibito
lesercizio di tutti gli atti della potest di Ordine, della potest di governo e di quelli legati alla funzione
o ufficio che occupa.
Di regola, le proibizioni derivate dalla sospensione riguardano solo la liceit degli atti posti dal chierico.
Eccezionalmente, per, possono causare anche linvalidit degli atti di potest di governo.
9. Interruzione degli effetti giuridici delle censure
Queste ultime considerazioni mettono particolarmente in rilievo le conseguenze di ordine pastorale che
pu avere una censura canonica quando viene colpito un ministro sacro. In tali situazioni, il reo privato del Bene prezioso del proprio ministero, ma nel contempo risulta danneggiata la comunit dei fedeli,
perch viene privata del suo servizio ministeriale.
Per questo importante motivo, in ragione della priorit che ha nella Chiesa la salus animarum e la tutela
dei diritti dei fedeli concretamente, il diritto ai sacramenti , il Diritto stabilisce che in alcune situazioni vengano sospesi i divieti delle censure, permettendo cos il servizio ministeriale del reo in favore dei
fedeli. Secondo il can. 1335 CIC, nella necessit di assistere un fedele in pericolo di morte, viene automaticamente sospesa ogni proibizioni di celebrare sacramenti e sacramentali, o di realizzare un atto della potest di governo.
Se si tratta di censure latae sententiae non dichiarate, non nemmeno necessario che la situazione sia di
pericolo di morte, poich il divieto di esercitare il ministero comunque sospeso tutte le volte che un
fedele chieda un sacramento, un sacramentale o un atto di governo per una qualsiasi giusta causa (can.
1335 CIC).
Va, per, adeguatamente capito cosa sintende nel presente contesto per causa giusta. Infatti, una
Declaratio per la retta interpretazione di questo can. 1335, del Pont. Cons. per i Testi legislativi, precisava
che, al di fuori del pericolo di morte, non c giusta causa che renda lecito chiedere la celebrazione dei
sacramenti o dei sacramentali ad un chierico che, avendo attentato matrimonio, sia incorso nella pena
della sospensione latae sententiae del c. 1394 1 CIC, anche se successivamente tale pena non sia stata
dichiarata, dato che il medesimo soggetto si trova comunque in una situazione di oggettiva inidoneit
per lo svolgimento del ministero pastorale secondo le esigenze disciplinari della comunione ecclesiale.
10. La remissione delle censure attraverso lassoluzione
Pentito il reo, si ha diritto alla remissione della censura. Il termine della sanzione sempre funzionale al
raggiungimento di questo pentimento, ma lestinzione della censura richiede un atto di giurisdizione; si
tratta di unassoluzione diversa da quella sacramentale che ogni confessore con licenza pu amministrare al peccatore pentito.
10.1. Lautorit competente per assolvere dalle censure
Lassoluzione dalle censure deferita allAutorit ecclesiastica competente secondo la natura del reato e
le circostanze del reo.
Il principio generale questo: a meno che non si tratti di casi riservati alla Sede Apostolica, pu assolvere lOrdinario che ha inflitto la censura ferendae sententiae o, consultato questo, lOrdinario del luogo dove
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si trova il delinquente. Trattandosi, invece, di pene latae sententiae non dichiarate, qualunque Ordinario
pu assolvere chi gli giuridicamente soggetto. Inoltre, nellatto della Confessione, hanno giurisdizione
per assolvere da queste censure anche i Vescovi (can. 1355 CIC), il Penitenziere (can. 508 CIC) e il
Cappellano di ospedali, carceri, viaggi in mare ecc. (can. 566 2 CIC). A tutti questi, nel presente Anno
giubilare, vanno aggiunti tutti i Missionari della misericordia, tra cui sono da annoverare anche i Penitenzieri delle Basiliche papali e i sacerdoti componenti della Penitenzieria Apostolica.
Nella documentazione scritta c un quadro generale di quali siano le censure. Dir solo che lattuale
Diritto canonico prevede sette delitti punibili con scomunica latae sententiae, e solo sei di questi sono riservati alla Sede Apostolica. I restanti delitti puniti con censure latae sententiae cinque puniti con interdetto e sei con sospensione li pu assolvere sempre lOrdinario.
Le sei scomuniche latae sententiae riservate alla Santa Sede ho gi avvertito che nel Diritto orientale
manca listituto della pena latae sententiae e, quindi, queste condotte vengono punite in altro modo riguardano la profanazione delle specie eucaristiche (can. 1367 CIC; cfr. can. 1442 CCEO), laggressione
fisica al Romano Pontefice (can. 1370 1 CIC; cfr. can. 1445 1 CCEO), la consacrazione episcopale
senza mandato pontificio (can. 1382 CIC; cfr. can. 1459 1 CCEO), lattentato di ordinare donne
(Decr. CFD. 30.V.2008), la violazione diretta del sigillo sacramentale (can. 1388 CIC; cfr. cann. 1456,
728 1, 1 CCEO) e il tentativo di assolvere il complice nel peccato contro il sesto comandamento
del Decalogo: dico tentativo perch, in questo caso, lassoluzione invalida, a meno che non si tratti
di pericolo di morte (can. 1378 1 CIC; cfr. can. 728 1, 2 CCEO).
Come si sa, nel caso di pericolo di morte, il can. 976 CIC precisa che ogni sacerdote, anche se privo
della facolt di ricevere confessioni [o addirittura sotto censura che vieti lesercizio dellordine (can.
1335 CIC)], assolve validamente e lecitamente tutti i penitenti , da qualsiasi censura [anche se riservata alla Santa Sede] o peccato; perfino del peccato turpe, come indica il can. 977 CIC, anche se presente un altro sacerdote idoneo. Tuttavia, nel caso di pene imposte, dichiarate o riservate alla Sede Apostolica, cessato il pericolo di morte e ristabilita la salute del reo, costui ha lobbligo di ricorrere alla Santa
Sede.
10.2. Lassoluzione delle censure. I casi di peso morale (can. 1357 1 e 2)
Quando in Confessione il penitente manifesta di voler essere assolto da una censura latae sententiae, il sacerdote, che generalmente non sar in possesso della necessaria giurisdizione, dovr dirgli di tornare di
nuovo dopo un certo lasso di tempo per consentire al Confessore di fare ricorso allAutorit competente chiedendo di concedere lassoluzione dalla censura e la penitenza appropriata.
C, tuttavia, una modalit particolare di cessazione che conviene conoscere ed dovuta proprio a questo lasso di tempo a cui sottoposta la richiesta dellassoluzione dalla censura. Pu darsi, infatti, ed
ben comprensibile, che il penitente senta dispiacere e disagio morale per dover attendere a lungo senza
essere perdonato e ricuperare lamicizia con Dio: addirittura tale disagio da provocare da parte del
confessore, almeno nella maggioranza dei casi.
In tali casi, il Confessore pu rimettere nel foro sacramentale le censure di scomunica e di interdetto,
che sono quelle che non consentono di ricevere lassoluzione Sacramentale. Cos, il reo viene assolto
dal peccato e almeno provvisoriamente anche dalla censura.
Da parte del penitente motivo sufficiente per poter fare questa petizione il desiderio sincero di ricevere l'assoluzione sacramentale e di voler ricuperare lo stato di grazia, che ovviamente include la cessazione di ogni contumacia e, come si detto, fa sorgere il diritto ad essere assolto. Ma deve trattarsi unicamente di censure latae sententiae di scomunica o interdetto non dichiarate, e non serve per i casi di sospensione, che si applicano ai chierici (can. 1357 2 CIC).
Nella disciplina orientale prevista una situazione sostanzialmente analoga. Il can. 729 CCEO dice, infatti, che qualsiasi riserva di assoluzione dal peccato perde ogni valore in tre casi:
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1) se si confessa un malato che non pu uscire di casa o un fidanzato o fidanzata per celebrare il matrimonio;
2) se, a giudizio prudente del Confessore, la facolt di assolvere non pu essere richiesta allautorit
competente senza un grave disagio del penitente o senza pericolo di violazione del sigillo sacramentale;
3) fuori dei confini del territorio nel quale lautorit che ha posto la riserva del peccato esercita la potest.
Bibliografia
Per la trattazione storica, vedi G. SARACENI, Riflessioni sul foro interno. Nel quadro generale della giurisdizione della
Chiesa, Padova 1961; A. MOSTAZA RODRGUEZ, De foro interno iuxta canonistas postridentinos, in PONTIFICIA COMMISSIO CODICI IURIS CANONICI RECOGNOSCENDO, Acta Conventus Internationalis Canonistarum,
Citt del Vaticano 1970, 269-294.
Per il dibattito scientifico recente, vedi F.J. URRUTIA, Il criterio di distinzione tra foro interno e foro esterno, in R. LATOURELLE (ed.), Vaticano II: Bilancio e prospettive. Venticinque anni dopo (1962-1987), I, Assisi 1988, 550; V.
DE PAOLIS,Natura e funzione del foro interno, in PONTIFICIA UNIVERSIT GREGORIANA (ed.), Investigationes
Theologico Canoniche, Roma 1978, 115-142; J.M. POMMARS, Le deuxime principe pour la rforme du Droit
canonique du Synode des vques de 1967, La coordination des fors dans le Droit canonique revisit trente ans aprs, in
J. CANOSA (ed.) I Principi della Revisione del Codice di Diritto Canonico, Milano 2000, 103-125; J.I. ARRIETA,
Il Foro interno: natura e regime giuridico, in Iustitia et Iudicium. Studi di Diritto matrimoniale e processuale canonico in
onore di Antoni Stankiewicz, a cura di J. Kowal e J. Llobell, III, Citt del Vaticano 2010, pp. 1249-1265;
ID., Fuero interno, in Diccionario General de Derecho Cannico, J. Otaduy-A. Viana-J. Sedano dir., IV, Pamplona 2012, pp. 134-138.
Sulle irregolarit, vedi P. PAVANELLO, Irregolarit e impedimenti a ricevere lordine sacro, in Quaderni di diritto
ecclesiale 12 (1999), 279 ss.; J.M. GONZLEZ DEL VALLE, Comentario al can. 1040, in ComEx III/1, pp.
973-976; vedi anche T. RINCN-PREZ, La liturgia y los sacramentos en el derecho de la Iglesia, Pamplona
1998, pp. 277 ss.; ID., El orden de los clerigos o ministros sagrados, Pamplona 2009, pp. 115 ss.; A MIRALLES,
Il pane e il vino per lEucaristia: sulla recente lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede, in Notitiae 31
(1995), pp. 616-626.
Sulle censure, vedi J. BERNAL, voce Censura (Pena canonica), in Diccionario General de Derecho Canonico, II,
Pamplona 2012, pp. 49-51; V. DE PAOLIS- D. CITO, Le sanzioni nella Chiesa, Roma 2000, pp. 106 ss.; B.
PIGHIN, Diritto penale canonico, Venezia 2008, pp. 187 ss.; A. MARZOA, Comentario al tit. III De subjeto poenalibus sanctionibus obnoxio, in ComEx, IV/1, pp. 239 ss.

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Censure latae sententiae


e irregolarit e impedimenti per ricevere o per esercitare gli ordini sacri
nel Codice di Diritto Canonico

1. Le censure latae sententiae


a) Scomuniche latae sententiae
canon

delitto

1364 1

apostasia, eresia, scisma

1367

Profanazione specie eucaristiche

1370 1

Violenza fisica contro il Papa

1378
1382
1388 1

pena
scomunica
latae sententiae
scomunica
latae sententiae
scomunica
latae sententiae

Assoluzione del complice in peccato contro


scomunica
il 6 comandamento
latae sententiae
Lassoluzione invalida
Consacrazione di Vescovo senza mandato scomunica
apostolico
latae sententiae
scomunica
Violazione diretta del sigillo sacramentale latae sententiae

CDF,
Decr. gen.
23.IX.88

Registrare le parole del confessore o del


penitente

scomunica
latae sententiae

1398

Procurare aborto effectu secuto

scomunica
latae sententiae

riserva
Non riservata
Riservata Sede Ap.
Riservata Sede Ap.
Riservata Sede Ap.
Riservata Sede Ap.
Riservata Sede Ap.
Non riservata
Non riservata

b) Interdetti latae sententiae


canon
1370 1
1378 2,1
1378 2,2
1390 1
1394 1

delitto

pena
interdetto
latae sententiae
Violenza fisica contro un Vescovo
se chierico anche
sospensione *
Attentato di celebrazione eucaristica senza interdetto
lordine sacerdotale
latae sententiae
Tentare lassoluzione sacramentale o ascol- interdetto
tare confessioni senza capacit
latae sententiae
interdetto
latae sententiae
Falsa denuncia di sollecitazione
se chierico anche
sospensione **
Religioso di voti perpetui che attenta ma- interdetto
trimonio
latae sententiae
13

riserva
Non riservata
Non riservata
Non riservata
Non riservata
Non riservata

c) Sospensioni latae sententiae (solo per i chierici)


canon
1370 1
1378 2,1
1378 2,2
1383
1390 1
1394 1

delitto

pena
sospensione
Violenza fisica contro un Vescovo
latae sententiae
pi linterdetto*
Attentato di celebrazione eucaristica senza sospensione
lordine sacerdotale
latae sententiae
Tentare lassoluzione sacramentale o ascol- sospensione
tare confessioni senza capacit
latae sententiae
sospensione
Chi ordinato senza le lettere dimissorie
latae sententiae
sospensione
Falsa denuncia di sollecitazione
latae sententiae
pi linterdetto**
sospensione
Chierico che attenta matrimonio
latae sententiae

riserva
Non riservata
Non riservata
Non riservata
Non riservata
Non riservata
Non riservata

2. Irregolarit e impedimenti per ricevere gli ordini


a) Irregolarit per ricevere gli ordini
canon
1041, 1

1041, 2
1041, 3
1041, 4
1041, 5
1041, 6

fatto di base

riserva

Chi affetto di pazzia o altra infermit psiNon riservata


chica

osservazioni
piuttosto un
impedimento non
perpetuo

Riservata alla Santa


Aver commesso delitto di apostasia, eresia
riservata solo se il
Sede (can. 1047 2.
o scisma
delitto pubblico
1)
Aver tentato matrimonio essendo sposato o Riservata alla Santa
riservata solo se il
vincolato dallordine o da voto pubblico Sede (can. 1047 2.
delitto pubblico
perpetuo
1)
Riservata alla Santa
Aver commesso omicidio o aborto o cooSede (can. 1047
perato positivamente
2.2)
Mutilazione o tentato suicidio
Non riservata
Usurpazione di funzione sacre del vescovo
o sacerdote o trasgressione del divieto di Non riservata
esercitare

Se il fatto su cui si fondano stato deferito al foro giudiziale, la dispensa dellirregolarit riservata sempre alla Santa
Sede (can. 1047 1)

14

b) Impedimenti per ricevere gli ordini


canon
1042, 1

fatto di base

riserva
Riservato alla Santa
Uomo sposato, salvo destinato al diaconato
Sede (can. 1047 2.
permanente
3)

1042, 2

esercitare funzioni vietate ai chierici dai


cann. 285 286 in cui si deve rendere con- Non riservato
to dellamministrazione

1042, 3

Il neofita

Non riservato

osservazioni

cessa
quando
non si pi tenuto al rendiconto
salvo che il vescovo lo ritenga
provato

3. Irregolarit e impedimenti per esercitare gli ordini


a) Irregolarit per esercitare gli ordini
canon
fatto di base
riserva
osservazioni
1044 1. 1 Chi riceve gli ordini essendo irregolare
Non riservata
Aver commesso delitto pubblico di aposta1044 1. 2
Non riservata
sia, eresia o scisma
Riservata alla Santa
Aver tentato matrimonio essendo vincolato
riservata solo se il
1044 1. 3
Sede (can. 1047 2.
dallordine o da voto pubblico perpetuo
delitto pubblico
1)
Riservata alla Santa
Aver commesso omicidio o aborto o coo1044 1. 3
Sede (can. 1047
perato positivamente
2.2)
1044 1. 3 Mutilazione o tentato suicidio
Non riservata
Usurpazione di funzione sacre del vescovo
1044 1. 3 o sacerdote o trasgressione del divieto di Non riservata
esercitare
Se il fatto su cui si fondano stato deferito al foro giudiziale, la dispensa dellirregolarit riservata sempre alla Santa
Sede (can. 1047 1)
b) Impedimenti per esercitare gli ordini
canon
1044 2. 1
1044 2. 2

fatto di base
riserva
Chi impedito a ricevere gli ordini le
Non riservato
ha ricevute illegittimamente
Chi affetto da pazzia o infermit
Non riservato
psichica

15

osservazioni

Fino a quando
lordinario tolga il
divieto
can. 1044 2. 2

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