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Sintesi Leggi Della Semplicita

Il documento tratta quattro leggi della semplicità: 1) Fiducia, che deriva dalla fiducia in qualcuno, nel sistema o in sé stessi; 2) Ritmo, inteso come equilibrio tra semplicità e complessità che varia in base al confronto e al movimento; 3) Magia, ovvero la capacità di gestire la quantità di informazioni e di rendere tollerabile il tempo; 4) Fallimento, in quanto alcuni concetti non possono essere semplificati, come le emozioni.

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Sintesi Leggi Della Semplicita

Il documento tratta quattro leggi della semplicità: 1) Fiducia, che deriva dalla fiducia in qualcuno, nel sistema o in sé stessi; 2) Ritmo, inteso come equilibrio tra semplicità e complessità che varia in base al confronto e al movimento; 3) Magia, ovvero la capacità di gestire la quantità di informazioni e di rendere tollerabile il tempo; 4) Fallimento, in quanto alcuni concetti non possono essere semplificati, come le emozioni.

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LE LEGGI DELLA SEMPLICITA

Tratto da Le leggi della semplicit di John Maeda - Bruno Mondadori editore - 2006

INDICE
LE LEGGI DELLA SEMPLICITA
1. FIDUCIA
- IN QUALCUNO
- NEL SISTEMA
- IN SE STESSI
2. RITMO
- CONFRONTO
- CON LOPPOSTO
- CON IL CONTESTO
- MOVIMENTO
- OSCILLAZIONE FRA GLI OPPOSTI
- ALLINTERNO DEL CENTRO
3. MAGIA
- QUANTITA
- RIMPICCIOLIRE
- NASCONDERE
- ORGANIZZARE
- TEMPO
- NASCONDERE IL TEMPO
- MOSTRARE LO SCORRERE DEL TEMPO
- FORNIRE ATTENZIONI EXTRA
- NOVITA
- APPROCCIO INIZIALE
- PRINCIPI DI BASE
- ISPIRAZIONE
- CAMBIARE IDEA
4. FALLIMENTO
- COMPLESSITA
- EMOZIONI

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Avvertenza:
La sintesi dei testi che prendo in esame frutto di una mia personale rielaborazione: anche se utilizzo
spesso le parole degli autori, riorganizzo il materiale e lo riassumo a modo mio, molto schematicamente,
spesso cambiando l'ordine e il titolo dei capitoli, accorpando o dividendo il loro contenuto, cercando di
rendere il tutto omogeneo e il pi chiaro possibile - almeno per me.
In coda una mia brevissima considerazione.
LE LEGGI DELLA SEMPLICITA

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Pagina 1

LE LEGGI DELLA SEMPLICITA


Tratto da Le leggi della semplicit di John Maeda - Bruno Mondadori editore

Semplicit significa sottrarre lovvio e aggiungere il significativo.

1)

FIDUCIA
La chiarezza da sola non rappresenta la migliore delle soluzioni. Ottenere chiarezza non difficile. La
vera sfida ottenere il benessere.
Il benessere deriva dalla serenit, la serenit deriva dalla sicurezza, la sicurezza dalla FIDUCIA: la
fiducia in qualcuno, nel sistema o in s stessi.

2)

RITMO
Comprendere la semplicit implica comprendere anche la complessit: un gioco di equilibri.
Bilanciare la semplicit con la complessit ha un RITMO, che varia da persona a persona e da
situazione a situazione.
Questo ritmo implica due importanti concetti: il confronto e il movimento.

3)

MAGIA
Possiamo rendere le cose e i concetti oggettivamente pi semplici.
Oppure possiamo renderli pi semplici solo in apparenza. Ci che conta leffetto psicologico.
Se il risultato aumenta il nostro benessere, il nostro comfort, la nostra sicurezza il trucco con cui una
cosa complessa viene mostrata come se fosse semplice non un espediente fraudolento, ma un aiuto
ad affrontare meglio ci che altrimenti vivremmo con ansia.
E una MAGIA riuscire a gestire la quantit di oggetti e di concetti che ci circonda, rendere tollerabile
lo scorrere del tempo, apprendere le novit senza restarne sopraffatti.

4)

FALLIMENTO
Esistono, per, oggetti e concetti che non possono essere semplificati.
Oppure che non desideriamo semplificare: le emozioni sono un bisogno umano che per esprimersi ha
bisogno di sfumature complesse e irrazionali.
In questi casi il FALLIMENTO inevitabile, ma non per questo deleterio. Anzi, aumenta la
consapevolezza che larmonia non nasce dalla semplicit, ma dallequilibrio fra due opposti.

1)

FIDUCIA

2)

RITMO

- confronto
- movimento

3)

MAGIA

- quantit

- tempo
- novit

4)

FALLIMENTO

- complessit
- emozioni

LE LEGGI DELLA SEMPLICITA

1. in qualcuno
2. nel sistema
3. in s stessi
1. con lopposto
2. con il contesto
1. oscillazione fra gli opposti
2. allinterno del centro
1. rimpicciolire
2. nascondere
3. organizzare
1. nascondere il tempo
2. mostrare lo scorrere del tempo
3. fornire attenzioni extra
1. approccio iniziale
2. principi di base
3. ispirazione
4. cambiare idea
(non possiamo semplificare)
(non vogliamo semplificare)

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1) FIDUCIA
Semplicit uguale serenit
Ci che percepiamo come semplice ci invita a rilassarci, a distenderci. Ma possiamo rilassarci veramente
solo quando confidiamo nel fatto di trovarci nelle mani migliori e di essere trattati con le migliori
intenzioni. Oppure quando riteniamo di avere la situazione sotto controllo.
Fiducia:
1 IN QUALCUNO
Sapere di avere qualcuno su cui contare ci tranquillizza, ci infonde sicurezza, placa lansia.
Attenzione: affidarsi a degli sconosciuti (o a qualcuno di cui non ci fidiamo completamente) aumenta
il rischio e, quindi, lansia.
2

NEL SISTEMA
Un sistema pu semplificare la nostra vita solo quando ci conosce a fondo: maggiore la conoscenza
di un sistema sul nostro conto, minore lo sforzo che dobbiamo fare per pensare. Il sistema pu
pensare per noi, pu scegliere per noi. Pi ci conosce, meglio viene incontro alle nostre esigenze,
minore il rischio che faccia scelte sbagliate.
Attenzione: quanto ci possiamo fidare del sistema?

IN SE STESSI
Imparare a conoscere il sistema per poterlo dominare richiede uno sforzo, ma aumenta lautostima e,
quindi, la sicurezza. Infonde fiducia in noi stessi.
Attenzione: leccessiva fiducia nelle proprie capacit solitamente nemica della grandezza.

2) RITMO
La semplicit non pu fare a meno della complessit. La transizione dal semplice al complesso e viceversa
fondamentale: scandisce il ritmo, il ritmo con cui la semplicit e la complessit si presentano nel tempo
e nello spazio.
Bilanciare semplicit e complessit unarmonia che pu essere raggiunta attraverso listinto umano. Ma
ciascuno di noi ha un istinto differente: non c una risposta univoca per bilanciare al meglio la semplicit
e la complessit. Il bilanciamento pu essere caratterizzato da ritmi diversi (sia in persone diverse sia
nella stessa persona, a seconda delle situazioni che si trova ad affrontare).
Le differenze di ritmo ci catturano. Qualche volta preferiamo la chiarezza (la semplicit), qualche volta il
caos (la complessit). Questo tende a mantenere viva la nostra attenzione e genera la variet.
CONFRONTO
Il ritmo nasce dal confronto. Sappiamo apprezzare meglio qualcosa quando la mettiamo a confronto con
qualcosaltro.
Possiamo mettere a confronto qualcosa con il suo contrario o qualcosa con ci che lo circonda.
1

LOPPOSTO
Non c modo di cogliere il senso di qualcosa quando abbiamo dimenticato cosa sia il suo contrario.
Infatti:
- senza la controparte della complessit non potremmo riconoscere la semplicit;
- la complessit inattesa fa apparire tutto il resto ancora pi semplice di quello che .
Serve anche la consapevolezza che nessuno vuole esclusivamente la semplicit (la complessit pu
essere magnifica).
Bisogna trovare lequilibrio fra una cosa e il suo contrario: bilanciare gli opposti.
Inoltre serve un punto di riferimento.
Per giudicare qualcosa come semplice o complesso necessario un punto di riferimento:
con piccoli cambiamenti di prospettiva si pu passare dalla semplicit alla complessit e viceversa.

IL CONTESTO
Confrontare il centro con la periferia significa evitare di focalizzarsi sul problema specifico e guardare
ci che lo circonda, cio il contesto pi generale.
I piccoli particolari dellambiente circostante, presi singolarmente, di solito vengono ignorati, ma
combinati luno con laltro assumono rilevanza. Se siamo costretti a farci attenzione, i particolari
assumono una rilevanza insospettata. La straordinaria attenzione al dettaglio trasforma la paura in
sicurezza.
Attenzione: focalizzarsi troppo sul contesto (sullo sfondo) fa perdere di vista loggetto principale
(loggetto in primo piano).
Bisogna trovare lequilibrio fra loggetto e il suo contesto: bilanciare il generale con lo specifico,
linsieme con i dettagli.

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MOVIMENTO
Il ritmo richiede movimento.
Lequilibrio non un concetto statico: non viene raggiunto una volta per sempre, ma richiede
assestamenti continui. La staticit porta alla stagnazione, allinadeguatezza.
Inoltre, se lequilibrio sta nel mezzo, bisogna muoversi verso gli estremi e oscillare un poco per capire
dove si : se si o no nel centro.
Gli estremi sono concetti necessari. Equilibrio significa non sbilanciarsi troppo verso un estremo o verso
laltro, ma trovare il modo di conciliarli, di oscillare prima in una direzione e poi in quella opposta, mai in
una sola direzione.
Il movimento pu avvenire anche stando nel centro: a volte puoi perderti nel centro.
Oscillazione fra opposti:
La complessit
Linsieme
Il centro
La novit
La chiarezza (razionale)

La semplicit
I dettagli
La periferia (il contesto)
La familiarit
Lemozione (irrazionale)

Loscillazione avviene ponendosi delle domande.


Lequilibrio trovando delle risposte.
Alcune domande:
Quanto posso renderlo semplice?
Cosa merita di sopravvivere?
Meglio che i dettagli siano a fuoco?
Fino a che punto sopporto di essere guidato?
Quanto devo sapere del sistema?
Quanta fiducia ho in me?

Quanto deve restare complesso?


Cosa pu essere eliminato?
Meglio che sia a fuoco linsieme?
Fino a che punto riesco a fare a meno di essere guidato?
Quanto il sistema deve sapere di me?
Quanta fiducia ho negli altri?

3) MAGIA
Tutto ci che pu rendere meno indigesta la medicina della complessit una forma di
semplicit, anche quando si tratta di un trucco. Se linganno percepito non tanto come
cattiveria, ma come magia, allora diventa pi un piacere che un fastidio.
QUANTITA
Avere a disposizione troppe scelte rende la vita pi complessa.
Lavorare con un numero inferiore di oggetti, di concetti o di funzioni semplifica la vita.
Inoltre quando le cose di cui disponiamo sono poche le apprezziamo molto di pi.
Ridurre il modo pi facile di semplificare la vita, quindi, nel dubbio, riduci.
Attenzione: la riduzione deve essere ragionata: bisogna stare attenti a non eliminare ci che serve, a non
eliminare lessenziale.
Tre soluzioni per ridurre la quantit:
1 RIMPICCIOLIRE
Un oggetto leggero e sottile sembra fragile e delicato: d limpressione di essere pi piccolo e pi
modesto di quanto non sia in realt. Loggetto genera compassione, quindi siamo ben disposti verso
di esso, lo tolleriamo meglio.
Se poi loggetto fornisce pi valore di quello che ci aspettiamo, allora loggetto ci sorprende, ci
impressiona, ci stupisce, ci seduce: loggetto genera ammirazione e rispetto. Gioca leffetto sorpresa:
il piacere inatteso prodotto da ci che sembra insignificante (e che altrimenti passerebbe
inosservato).
2

NASCONDERE
Le funzionalit di un oggetto possono restare nascoste fino a quando non se ne abbia realmente
bisogno. Loggetto pu apparire pi elegante se mette in mostra solo lessenziale.
Attenzione: dopo aver ridotto il pi possibile la dimensione delloggetto e nascosto tutto il resto, si
rischia di togliere il valore intrinseco del prodotto. La qualit reale di un prodotto non va nascosta, ma
va resa percepibile: la qualit va incorporata nel prodotto.
Bisogna trovare un equilibrio fra nascondere ci che non serve subito e mostrare la qualit legata al
prodotto.

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ORGANIZZARE
Lorganizzazione fa s che un sistema composto da molti elementi appaia costituito da pochi.
Raggruppando gli oggetti in categorie, gli oggetti sembrano ridursi.
Organizzare gli oggetti in gruppi riduce la quantit di oggetti visibili e quindi semplifica il lavoro. Si
pu lavorare con pochi gruppi che contengono molti oggetti. Quando necessario lavorare sugli
oggetti basta cercarli nel gruppo in cui sono stati inclusi o archiviati.
Attenzione: leccesso di raggruppamenti negativo. Gestire troppi gruppi difficile come gestire tutti
gli oggetti singolarmente.
Per organizzare gli oggetti bisogna:
- ordinare gli oggetti (mettere vicini gli oggetti con caratteristiche simili: gli insiemi cos creati
formano i gruppi, i gruppi vanno creati in modo che siano pi facili da gestire dei singoli
oggetti);
- etichettare i gruppi (dare un nome ai gruppi: questo facilita la ricerca);
- integrare i gruppi (riunire i gruppi simili in un gruppo solo: questo riduce la quantit dei
gruppi);
- stabilire le priorit (ordinare a loro volta i gruppi a seconda dellimportanza).
I gruppi possono essere a fuoco o sfocati:
- a fuoco: mostrano molti particolari degli oggetti che contengono, sono pi precisi perch pi
dettagliati, ma proprio per questo sono pi complessi.
- sfocati: non mostrano i particolari, sono pi astratti e meno concreti e proprio per questo sono pi
semplici.
Il gruppo pi a fuoco e pi complesso, pi sfocato e pi semplice.
Attenzione ai gruppi a fuoco: possono dare troppe informazioni (sono eccessivamente ingombranti).
Attenzione ai gruppi sfocati: possono dare troppo poche informazioni (non sono utili).
Bisogna trovare lequilibrio fra ci che a fuoco e ci che sfocato: fra il tutto e i particolari.

TEMPO
I risparmi di tempo somigliano alla semplicit, ma accelerare un processo quasi sempre costoso e non
sempre possiamo permettercelo. Quando abbiamo reso lattesa il pi breve possibile (perch non
possibile ridurla ulteriormente o perch non possiamo permetterci di ridurla ulteriormente) dobbiamo
rendere lattesa tollerabile.
Tre soluzioni per rendere lattesa tollerabile:
1

NASCONDERE IL TEMPO
Nascondere gli strumenti che visualizzano lo scorrere del tempo non significa risparmiarlo, ma crea
lillusione che in quel momento il tempo non sia importante: rende pi liberi.
Attenzione: non sapere che ora , quanto tempo passato o quanto tempo bisogna ancora aspettare
pu generare un senso di incertezza e, quindi, di ansia.
Bisogna trovare lequilibrio fra nascondere e mostrare.

MOSTRARE IL TEMPO CHE SCORRE


Dire quanto tempo bisogna ancora aspettare in qualche modo tranquillizzante: la conoscenza
genera tranquillit, genera comfort.
Attenzione: sapere che lattesa lunghissima pu far desistere.
Bisogna trovare lequilibrio fra mostrare e nascondere.

FORNIRE ATTENZIONI EXTRA


Consentire di impiegare il tempo dellattesa in modo piacevole o proficuo. Dare limpressione che
lattesa non sia tempo sprecato.

NOVITA
La conoscenza rende tutto pi semplice.
In un ambiente conosciuto la familiarit ha il pregio di farci sentire a nostro agio, al sicuro perch
sappiamo esattamente dove siamo.
Attenzione alla familiarit: la familiarit, se eccessiva, pu diventare noiosa, monotona, appiattisce.
Un ambiente nuovo pu essere stimolante, eccitante, affascinante.
Attenzione alle novit: la novit, se travolgente, pu disorientare, la sentiamo come un pericolo, una fonte
di ansia e di agitazione.
Imparare ci che nuovo crea sicurezza e aumenta lautostima, per questo bisogna saper imparare e
bisogna saper insegnare. La conoscenza comfort e il comfort lessenza della semplicit.
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APPROCCIO INIZIALE
Lapproccio con le novit deve essere stimolante ma, al contempo, delicato.
Stimolante
La novit deve essere qualcosa di piacevolmente inatteso. Ci che piacevolmente inatteso genera
curiosit e entusiasmo.
Delicato
La novit va affrontata in modo delicato affinch eviti di scioccarci o di impaurirci: non deve farci
fuggire, ma, al contrario, deve prometterci sicurezza.

PRINCIPI DI BASE
I principi di base vanno affrontati subiti perch apprendere i principi di base infonde fiducia in s
stessi.
Il modo migliore per apprendere i principi fondamentali :
- ripeterli spesso (il condizionamento che deriva dalla ripetizione ci fa sentire pi istintivi, quindi pi
sicuri);
- insegnarli a propria volta (mettersi nei panni di chi deve apprendere i principi di base per la prima
volta aiuta a impararli meglio);
- utilizzare metafore: le metafore pertinenti sono utili piattaforme per trasferire una grande massa di
conoscenze da un contesto a un altro con un minimo sforzo (spesso impercettibile).

ISPIRAZIONE
Lispirazione rappresenta il vero compenso: avere fiducia in quello che si sta imparando o in chi lo sta
insegnando rende lapprendimento appagante e alimenta lautostima.
Si pi motivati ad imparare di fronte a:
LA NECESSITA:
i compiti difficili sembrano pi facili quando si ha un impellente bisogno di apprenderli che non
quando sono piacevoli da apprendere.
IL RISCONTRO:
lapprendimento si realizza meglio quando si acquisiscono conoscenze specifiche che possono
essere rapidamente applicate in modo concreto, perch cos si pu vedere subito il risultato.

CAMBIARE IDEA
Rende pi sicuri sapere che la decisione presa non quella finale, non definitiva, ma la si pu
correggere, la si pu annullare, si pu tornare indietro.
Il potere di annullare preserva il nostro istinto di cambiare idea, produce un senso di semplicit
basato sul disinteresse.

4) FALLIMENTO
Accettare che si possono commettere degli errori. Imparare dai propri errori.
Accettare che ci sono cose che non possono essere semplificate.
Accettare che ci sono cose che vanno aggiunte e non tolte: le emozioni.
COMPLESSITA
La semplicit pu avere dei difetti o eccessive carenze. In questi casi la complessit non pu essere
ridotta o semplificata.
EMOZIONI
Esprimere meglio le proprie emozioni un bisogno umano.
Lespressione delle emozioni non pi vista come una debolezza.
Nella vita le sfumature consentono di esprimere o comprendere meglio le emozioni.
Se le emozioni vengono prima di ogni altra cosa, non bisogna temere di aggiungere:
- aggiungere ornamenti, se un oggetto;
- aggiungere strati di significato, se un concetto.
Negli oggetti lequilibrio nasce dalla combinazione di un prodotto base (che rappresenta la chiarezza, la
razionalit, la semplicit) con una molteplicit di accessori opzionali (che esprimono le emozioni,
lirrazionalit, la complessit).
E la scelta degli accessori che consente di esprimere sensazioni e sentimenti nei confronti delloggetto.
Un prodotto merita affetto per quello che , non per quello che fa.

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Considerazioni personali:
Leggendo il libro, ho trovato alcune parti illuminanti, mentre altre mi sono sembrate ovvie (per le parole
scontato, ovvio, risaputo forse rispecchiano il concetto stesso di semplicit).
In ogni caso, alla fine della lettura, ho avuto limpressione che Maeda non volesse parlare di semplicit,
ma di equilibrio, cio della necessit di armonizzare (ognuno a modo suo) la semplicit con la
complessit.
Le leggi della semplicit le ho riorganizzate e credo di averle semplificate ulteriormente perch da 10 le ho
fatte diventare 4.
Chiss se Maeda approva

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