Operette morali/Il Parini, ovvero Della Gloria/Capitolo primo - Wikisour e
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Giacomo Leopardi - Operette morali (1827)
Il Parini, ovvero Della Gloria
Capitolo primo
Il Parini, ovvero Della Gloria - Capitolo secondo
Dialogo della Natura e di un Islandese
Giuseppe Parini fu alla nostra e oria uno dei poc!issi i Italiani c!e all"eccellen#a nelle lettere congiunsero la profondit$ dei pensieri, e olta noti#ia ed uso della filosofia presente% cose ora ai s& necessarie alle lettere a ene, c!e non si co prendere''e co e (ueste se ne potessero sco pagnare, se di ci) non si vedessero in Italia infiniti ese pi* +u e#iandio, co e , noto, di singolare innocen#a, piet$ verso gl"infelici e verso la patria, fede verso gli a ici, no'ilt$ d"ani o, e costan#a contro le avversit$ della natura e della fortuna, c!e travagliarono tutta la sua vita isera ed u ile, finc!- la orte lo trasse dall"oscurit$* .''e parecc!i discepoli% ai (uali insegnava pri a a conoscere gli uo ini e le cose loro, e (uindi a dilettarli coll"elo(uen#a e colla poesia* /ra gli altri, a un giovane d"indole e di ardore incredi'ile ai 'uoni studi, e di espetta#ione aravigliosa, venuto non olto pri a nella sua disciplina, prese un giorno a parlare in (uesta senten#a* /u cerc!i, o figliuolo, (uella gloria c!e sola, si pu) dire, di tutte le altre, consente oggi di essere colta da uo ini di nasci ento privato% cio, (uella a cui si viene talora colla sapien#a, e cogli studi delle 'uone dottrine e delle 'uone lettere* Gi$ pri iera ente non ignori c!e (uesta gloria, con tutto c!e dai nostri so i antenati non fosse negletta, fu per) tenuta in piccolo conto per co para#ione alle altre% e 'ene !ai veduto in (uanti luog!i e con (uanta cura Cicerone, suo caldissi o e felicissi o seguace, si scusi co" suoi cittadini del te po e dell"opera c!e egli poneva in procacciarla0 ora allegando c!e gli studi delle lettere e della filosofia non lo rallentavano in odo alcuno alle faccende pu''lic!e, ora c!e sfor#ato dall"ini(uit$ dei te pi ad astenersi dai nego#i aggiori, attendeva in (uegli studi a consu are dignitosa ente l"o#io suo0 e se pre anteponendo alla gloria de" suoi scritti (uella del suo consolato, e delle cose fatte da s- in 'eneficio della repu''lica* . vera ente, se il soggetto principale delle lettere , la vita u ana, il pri o intento della filosofia l"ordinare le nostre a#ioni0 non , du''io c!e l"operare , tanto pi1 degno e pi1 no'ile del editare e dello scrivere, (uanto , pi1 no'ile il fine c!e il e##o, e (uanto le cose e i soggetti i portano pi1 c!e le parole e i ragiona enti* 2n#i, niun ingegno , creato dalla natura agli studi0 nl"uo o nasce a scrivere, a solo a fare* Perci) veggia o c!e i pi1 degli scrittori eccellenti, e assi e de" poeti illustri, di (uesta edesi a et$0 co e, a cagione di ese pio, 3ittorio 2lfieri0 furono da principio inclinati straordinaria ente alle grandi a#ioni% alle (uali ripugnando i te pi, e forse anc!e i pediti dalla fortuna propria, si volsero a scrivere cose grandi* N- sono propria ente atti a scriverne (uelli c!e non !anno disposi#ione e virt1 di farne* . puoi facil ente considerare in Italia, dove
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(uasi tutti sono d"ani o alieno dai fatti egregi (uanto poc!i ac(uistino fa a durevole colle scritture* Io penso c!e l"antic!it$, special ente ro ana o greca, si possa convenevol ente figurare nel odo c!e fu scolpita in 2rgo la statua di /elesilla, poetessa, guerriera e salvatrice della patria* 4a (uale statua rappresentavala con un el o in ano, intenta a irarlo, con di ostra#ione di co piacersene, in atto di volerlosi recare in capo0 e a" piedi, alcuni volu i, (uasi negletti da lei, co e piccola parte della sua gloria516* 7a tra noi oderni, esclusi co une ente da ogni altro ca ino di cele'rit$, (uelli c!e si pongono per la via degli studi, ostrano nella ele#ione (uella aggiore grande##a d"ani o c!e oggi si pu) ostrare, e non !anno necessit$ di scusarsi colla loro patria* Di aniera c!e in (uanto alla agnani it$, lodo so a ente il tuo proposito* 7a perciocc!(uesta via, co e (uella c!e non , secondo la natura degli uo ini, non si pu) seguire sen#a pregiudi#io del corpo, n- sen#a oltiplicare in diversi odi l"infelicit$ naturale del proprio ani o0 per) innan#i ad ogni altra cosa, sti o sia conveniente e dovuto non eno all"ufficio io, c!e all"a or grande c!e tu eriti e c!e io ti porto, renderti consapevole s& di varie difficolt$ c!e si frappongono al consegui ento della gloria alla (uale aspiri, e s& del frutto c!e ella , per produrti in caso c!e tu la conseguisca0 secondo c!e fino a ora !o potuto conoscere coll"esperien#a o col discorso% acciocc!-, isurando teco edesi o, da una parte, (uanta sia l"i portan#a e il pregio del fine, e (uanta la speran#a dell"ottenerlo0 dall"altra, i danni, le fatic!e e i disagi c!e porta seco il cercarlo (dei (uali ti ragioner) distinta ente in altra occasione)0 tu possa con piena noti#ia considerare e risolvere se ti sia pi1 spediente di seguitarlo, o di volgerti ad altra via* Note
1* Pausania, li'* 2, cap* 28, p* 197*
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