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Alcina

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Alcina

HWV 34

Opera in tre atti
Musica di

GeorgeFridericHandel

Libretto di anonimo adattato da "L'isola di Alcina" di Riccardo
Broschi, basato su "Orlando Furioso" di Ariosto

Prima esecuzione: Londra, 16 Aprile 1735











A cura di
Arsace
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Aprile 2003





Personaggi

ALCINA, un'incantatrice, innamorata di Ruggiero
RUGGIERO, un paladino, promesso a Bradamante, temporaneamente schiavo di Alcina
BRADAMANTE, una donna, fidanzata di Ruggiero, travestita a sembianza del proprio fratello
Ricciardo
ORONTE, capo delle guardie di Alcina
MORGANA, sorella di Alcina, amante di Oronte
OBERTO, un giovane, figlio di Astolfo, amante respinto di Alcina
MELISSO, istitutore e consigliere personale di Bradamante


Testo del libretto

ATTO PRIMO

Luogo deserto chiuso da alti e scoscesi monti, a' piedi de' quali
cavato un picciolo antro.

SCENA PRIMA
Bradamante in abito virile guerriero, Melisso pure in abito guerriero

BRADAMANTE
Oh Dei! quivi non scorgo alcun sentiero!

MELISSO
Taci! Da quello speco donna, mi sembra,
ad incontrar ne viene.

MORGANA
Qual felice ventura, animosi guerrieri,
a noi vi reca?

MELISSO
Il mar turbato, il vento qui ne sospinse.

BRADAMANTE
E a chi 'l felice suolo?

MORGANA
Della possente Alcina, il regno questo.

MELISSO
Oh! noi felici!

BRADAMANTE
Intesi il suo poter, la sua belt.
Ma dinne, lice a noi d'inchinar
l'alta regina?

MORGANA
(guardando teneramente Bradamante)
(a Bradamante)
Per te, nobil guerriero, un dolce amore
mi si desta nell'alma.
In questo loco attendetela s: verr fra poco.

O s'apre il riso,
o parla, o tace,
ha un non so che,
il tuo bel viso,
che troppo piace,
caro, al mio cor.
Il primo sguardo,
provar mi f,
vezzosi rai,
Quanto col dardo
Possente Amor.
O s'apre al riso, ecc.
(Parte)


SCENA II
(S'ode strepito di tuoni, e folgori, aprendosi
improvvisamente da pi lati rovinando il monte;
e dileguandosi, appare la deliciosa reggia di Alcina,
d'ond'ella in atto di adornarsi siede presso a Ruggiero,
che le sostiene al volto uno specchio. Il giovinetto
Oberto si tiene da un canto, pagi, e damigelle, che le
apprestano vari abbigliamenti. Altri giovani cavalieri,
e dame coronati di fiori formano il coro, ed il ballo.)

CORO
Questo il cielo di contenti,
questo il centro del goder;
qui l'Eliso d viventi,
qui l'eroi forma il piacer.

Ballo
(Bradamante e Melisso si arrestano alquanto ad ammirare
la magnificenza del luogo, e delle feste. Avanzando poi
verso Alcina, Bradamante riconosce Ruggiero.)

BRADAMANTE
(sotto voce)
Ecco l'infido!

MELISSO
(sotto voce)
Taci.
(avanzando verso Alcina)
Alta regina, con Ricciardo guerriero,
Melisso a' piedi tuoi umil s'inchina.

ALCINA
Fu vostra sorte, amici,
al mio regno approdar.

MELISSO
Diam lode al cielo.
Ti preghiam che pietosa, sin che'l mar
sia placato, ne permetti a restar.

ALCINA
Tanto mi grato. E tu, odi Ruggiero,
anima mia, mostra lor la mia reggia
e caccie, e fonti. Veggan dove scoprimmo
all'ombra amica d'un scambievole amor
fiamma pudica.

Di', cor mio, quanto t'amai,
mostra il bosco, il fonte, il rio,
dove tacqui e sospirai,
pria di chiederti merc.
Dove fisso ne' miei rai,
sospirando, al sospir mio,
mi dicesti con un sguardo:
peno, ed ardo al par di te, ecc.
Di', cor mio, ecc.
(Parte)

CORO (questo coro nel terzo cd, non in questa posizione)
Sin per le vie del sole
una gloriosa prole
il volo sa drizzar, ecc.

SCENA III

OBERTO
Generosi Guerrier, deh! Per pietade
Udiste mai del paladino Astolfo?

MELISSO
DAstolfo?

BRADAMANTE
Del cugin?

MELISSO
Perch?

OBERTO
E mio padre. Dal Naufragio scampati il
Genitor ed io quivi approdammo; e la
Clemente Alcina generosa ne accolse,
anzi donori colm il mio genitor.

MELISSO
Che arriv poi?

BRADAMANTE (sotto voce a Melisso)
Sar con gli altri in fera.

OBERTO (piange)
Pi non lo trovo, e lalma mia dispera.

OBERTO
Chi mi insegna il caro padre?
Chi mi rende il genitor,
Per far lieto questo cor?
Mi abbandomna la speranza;
Langue in me bella costanza;
Agitato in me lamor.
Chi mi insegna, ecc.

(parte)


SCENA IV

BRADAMANTE
(a Ruggiero)
Mi ravvisi, Ruggier, dimmi?

RUGGIERO
Il tuo volto di Ricciardo rassembra.

BRADAMANTE
Io pur son quello,
germano alla tua cara Bradamante.

RUGGIERO
Mia? no: t'inganni. Io son d'Alcina amante.

MELISSO
Signor, tu senza il brando, e senza scudo?

RUGGIERO
Servo ad amor, che va senz'arme, e nudo.

MELISSO
Della tua prima fama nulla curi?

BRADAMANTE
E la fede, che alla germana mia
di sposa desti?

RUGGIERO
(guardando allintorno, e sotto voce)
E Alcina mia non vien?
(a Bradamante e Melisso)
Siete molesti.

(a Bradamante)
Di te mi rido, semplice stolto.
(a Melisso)
Sieguo Cupido, amo un bel volto,
N so mancar di f.
Il caro bene
Che minnamora,
A me non viene?
Non torna ancora?
Che fa? Dov?
Di te mi rido, ecc.

************(OBERTO
Generosi guerrier, deh! per pietade,
udiste mai del paladino Astolfo?

MELISSO
D'Astolfo?

BRADAMANTE
Del cugin?

MELISSO
Perch?

OBERTO
mio padre. Dal naufragio scampati
il genitor ed io quivi approdammo;
e la clemente Alcina generosa ne accolse,
anzi d'onori colm il mio genitor.

MELISSO
Che arriv poi?

BRADAMANTE
(sotto voce a Melisso)
Sar con li altri
in fera.

OBERTO
Pi non lo trovo, e l'alma mia dispera.
(Piange)

Chi m'insegna il caro padre?
Chi,mi rende il genitor,
per far lieto questo cor?
M' abbandona la speranza;
langue in me bella costanza;
agitato in me l'amor.
Chi m'insegna, ecc.
(Parte) )******************

SCENA V

(Entra, furioso, Oronte)

ORONTE
(a Bradamante)
Qua dunque ne veniste, d'una donna
incostante a involarmi l'amor?
Grave l'offesa...
(tirando la spada)
decida il brando sol la ria contesa.

BRADAMANTE
Qual ingiuria, qual' onta, ricevesti da noi?

ORONTE
La spada il dica.

SCENA VI

MORGANA
(entrando frettolosa, a Bradamante)
Io son tua difesa, io...
(ad Oronte)
...tua nemica.
Ospite, nol curare. E tu superbo!
La reina offendesti.

BRADAMANTE
Volgiamo altrove il pi.

MORGANA
Caro, nol voglio, che di Oronte punir
sapr lorgoglio

BRADAMANTE
(ad Oronte)
gelosia,
(a Morgana)
forza d'amore,
(ad Oronte)
ch'il sen t'affanna,
(a Morgana)
che senti al core,
(ad Oronte)
ma quest' ancora la pena mia,
(a Morgana)
ma pur tiranna la provo in sen.
(ad Oronte)
Per un bel volto,
che ne vien tolto,
tu mesto gemi;
(a Morgana)
noi ci sdegnamo
e tutti amiamo
senza merc.
gelosia, ecc.

(parte con Melisso)

*************Camera, che guarda agli appartamenti di Alcina
(Ruggiero torna dal cercare)

RUGGIERO
Vo cercando la bella cagion delle mie pene;
vieni, deh! vieni a me, caro mio bene!

Bramo di trionfar
sol per piacer d'amor,
ma non contento ancor
m'agita l'alma.

Suol gloria accompagnar
un generoso ardor,
ma senza amor il cor
non pu aver calma.
Bramo di trionfar, ecc.

************ messa come appendice nella versione di Hickox

SCENA VII
ORONTE
Io dunque

MORGANA
Audace Oronte, in te ritorna, e riconosci
Ormai qual mi son, chi tu sei. Voglio, e
Non voglio seguir quel che mi piace;
puoi tu forse vietarmi? Oronte audace?

ORONTE
La f del giuramento?

MORGANA
La port via rapido il vento.

ORONTE
Ma cara, la mia doglia?

MORGANA
Amar, e disamar questa mia voglia.
Men vado, Oronte, addio.

(parte)

ORONTE
Ti arresta; odi, crudele idolo mio.

(Oronte segue)


SCENA VIII

Camera, che guarda agli appartamenti di Alcina.
Ruggero che torna dal cercare.

RUGGERO
La cerco invano, e la crudel non torna.

ORONTE
(entrando, fra s)
Nuovo inganno si trovi:
un geloso amator all'altro giovi.
(a Ruggiero)
Senti, Ruggiero, senti; e credi a' sguardi,
alla mentita frode d'Alcina tua?

RUGGIERO
Cos favella Oronte?

ORONTE
Cos. Tu sol non sai,
che chiudon queste selve
mille amanti infelici, conversi in onda,
in fredde rupi, in belve?

RUGGIERO
Io so ben di quai lacci
per me la strinse amore.

ORONTE
Il laccio sciolto

RUGGIERO
Me sol ama e desia.

ORONTE
Va, che sei stolto;
Ricciardo l'idol suo

RUGGIERO
Gi di lui s'invagh?

ORONTE
Lui solo adora:
e per lui cangeratti in belva ancora

Semplicetto, a donna credi?
Se la vedi,
che ti mira,
che sospira,
pensa e di':
ingannar potrebbe ancor.
Quei sospiri lusinghieri,
Quelli sguardi a volger tardi,
Menzogneri fa cos,
Senza amar, mostrare amor.
Semplicetto, a donna credi? ecc.

SCENA IX
(Oronte parte. Entra Alcina)

RUGGIERO
Ah! infedele, infedel! Questo l'amore?

ALCINA
Mio tesoro, mio ben, anima mia!
chiami Alcina infedele?

RUGGIERO
S, ch lo sei, crudele.
Va, Ricciardo t'attende;
egli a' tuoi prieghi qui volse il pi;
quivi per te dimora.

ALCINA
Tu geloso moffendi, e piaci ancora.

SCENA X

BRADAMANTE
Regina, il tuo soggiorno quanto di raro
Ha il mondo ha in s raccolto; ma il
Portento maggior il tuo bel volto.

ALCINA
Bello sol per Ruggiero.

BRADAMANTE
Egli lo merta.

RUGGIERO
Eh! Torna al patrio lido, torna Ricciardo,
a trattar larme

BRADAMANTE
(sottovoce)
Infido!

ALCINA
Lascia prima, che sia londa palcata.

BRADAMANTE
E pietade.

ALCINA
E dovere.

RUGGIERO (ad Alcina, sdegnato)
E amore, ingrata.

ALCINA
Alla costanza mia cos favella
il tuo core crudele?
E pur ti son fedel,
e pur son quella.

S, son quella,
non pi bella,
non pi cara
agli occhi tuoi;
ma se amar
tu non mi vuoi,
infedel, deh! non mi odiar.
Chiedi al guardo, alla favella,
Se son quella, dillo ingrato
Al tuo core mentitore,
Che mi vuole rinfacciar.
S, son quella, ecc.

(Alcina parte. Entra Bradamante)

SCENA XI

BRADAMANTE
(a Ruggiero)
Se nemico mi fossi, potresti peggio far?

RUGGIERO
Rival mi sei, t'odio, Ricciardo.

BRADAMANTE
Odii il german diletto della tua Bradamante?

RUGGIERO
E perci t' odio ancor.

BRADAMANTE
Perfido amante, tu cos mi dispreggi?

RUGGIERO
Forse d'amor vaneggi?

BRADAMANTE
Indegno amante!

RUGGIERO
Che favelli? ed a chi?

BRADAMANTE
Mirami, altero:
Bradamante cos parla a Ruggiero.

(Melisso entra inosservato)

SCENA XII

RUGGIERO
Bradamante favella? Bradamante
in tal arme? Regina, sei tradita.

MELISSO
Eh! non quella.

BRADAMANTE
S: va della tua maga
a espormi all'ira.

MELISSO
Ruggier, non l'ascoltar.

RUGGIERO
So che delira.

La bocca vaga,
quell'occhio nero,
lo so, t'impiaga;
ma fida ancora;
chi t'innamora
per te non .
Va, che sei stolto;
cangia pensiero!
Piace quel volto,
ma, datti pace,
non per te.
La bocca vaga, ecc.
(Esce)

SCENA XIII

MELISSO
(a Bradamante)
A quai strani perigli
n'espone il tuo parlar.

BRADAMANTE
Nell'altrui mal,
facile il dar consigli.

(Esce Melisso, Morgana entra di corsa)

SCENA XIV

MORGANA
Fuggi, cor mio, ti affretta!
Al geloso Ruggiero
concesse alfin l' innamorata maga
in belva di cangiarti.

BRADAMANTE
Va, lo ritrova, e digli
che Alcina non desio, che amarla
non saprei: che ardo per altro volto.

MORGANA
Io volo, l mio.

BRADAMANTE
(fra s)
*******Dia l'inganno ristoro al mio gran duolo.*********
S

MORGANA
Me beata!

BRADAMANTE
E vanne ad Alcina, co prieghi fa chun
S fido amante a te non nieghi.

MORGANA
A lei rivolgo il piede: e sarai mio?

BRADAMANTE
Tel giuro. Ecco la fede.
(Le d la mano, e poi parte)

SCENA XV

MORGANA
**********Tiranna gelosia dell'amato Ruggier
tormenta il core,
e pur solo per lui mi strugge amore.*************

Tornami a vagheggiar,
te solo vuol amar
quest'anima fedel,
caro mio bene.

Gi ti donai il mio cor;
fido sar il mio amor;
mai ti sar crudel,
cara mia speme.
Tornami a vagheggiar. ecc.


ATTO SECONDO

Ricca e maestosa sala del palazzo
incantato di Alcina.

SCENA I

RUGGIERO
Col celarvi a chi v'ama un momento,
care luci, crudeli voi siete!
Io vi cerco, e pur voi mi togliete
il contento, la speme d'un sguardo...

(Entra Melisso nella forma di Atlante,
che aveva educato Ruggiero)

MELISSO
Taci, taci, codardo.
Rimira il mio sembiante,
ed arrossisci in rivedere Atlante.

RUGGIERO
Oh! de' primi anni miei fedele educator

MELISSO
Menti.

RUGGIERO
T'abbraccio.
(vuole abbracciarlo, ma esso lo risospinge)

MELISSO
Vanne lunge; io ti scaccio,
molle, infame Ruggiero.
Cosi tu corrispondi
a tanti miei per te sofferti affanni?

RUGGIERO
Amor... dovere...

MELISSO
E poi?

RUGGIERO
Cortesia.. di gentil...

MELISSO
Segui.

RUGGIERO
Pietate...

MELISSO
Ti arresti, e ti confondi?
D'amor vile guerriero:
questo della gloria il bel sentiero?

RUGGIERO
Un fato...

MELISSO
Questa in dito ora ti poni, verace gemma,
e se pi a me non credi,
mira, Ruggiero, e la tua infamia vedi.

(Non cos tosto Melisso porge a Ruggiero
l'anello stato gi della grandissima maga Angelica,
che la sala tutta si cangia in luoco orrido,
e deserto. Melisso in tanto riprende la sua prima forma.)

RUGGIERO
Qual portento mi richiama
la mia mente a rischiarar?
Atlante, dove sei?

MELISSO
Io quel sembiante presi per liberarti.

RUGGIERO
Ah! Bradamante!

MELISSO
A te appunto mi manda...

RUGGIERO
Or vanne ad Alcina. Dille pur,
che Ruggiero pi non l'ama,
che 'l mio core ho tradito,
e la mia fama.

MELISSO
Il tuo sdegno fia caro a Bradamante.

RUGGIERO
Di' a questa, che l'adoro,
che bramo . e che far degg'io?

MELISSO
Ora rivesti tutte pria l'arme usate;
ma taci con Alcina, e fingi
il primo amore, il primo volto.
Mostra desio di caccia,
cosi fuga e salute a te procaccia.

Pensa a chi geme
d'amor piagata,
e sempre teme abbandonata
crudel, da te.
Torna ad amarla, e la consola,
N mesta e sola cos lasciarla
Senza merc.
Pensa a chi geme, ecc.

SCENA II

BRADAMANTE
(entrando, a Ruggiero)
Qual'odio ingiusto contro me?

RUGGIERO
Perdona, vinse la mia ragion
forza d'incanto.
Fin'ora vaneggiai; ecco, a me torno;
rompo l'indegno laccio;
e se rival mi sei, il tuo crudel destin
piango, e t'abbraccio.

BRADAMANTE
Ed ver, mi rammembri?

RUGGIERO
S. Ah! fosse teco ancora,
l'adorata mia sposa, tua sorella.

BRADAMANTE
Ruggier, non mi conosci?
e pur son quella.

RUGGIERO
Numi! ver? Bradamante!
Ma Bradamante! e come?
Un nuovo incanto, s,
che d'Alcina questo.
Non lavria no taciuto chi mofferse il bel dono.
Va, insidiosa maga,
della mia donna amata tu mentir vuoi
la forma, e la favella.

BRADAMANTE
Crudel tu mi discacci, e pur son quella.

Vorrei vendicarmi
del perfido cor,
amor dammi l' armi
m'appresta il furor.

Sei barbaro, ingrato,
ver chi per te langue;
ma prendi, spietato,
se vuoi anche il mio sangue.

Vorrei vendicarmi, ecc.
(Parte)

SCENA III

RUGGIERO
Chi scopre al mio pensiero,
se tradito pur son, o s'odo il vero?


Mi lusinga il dolce affetto
con l'aspetto
del mio bene.
Pur chi sa? temer conviene,
che m'inganni
amando ancor.

Ma se quella fosse mai
che adorai,
e l' abbandono;
infedele, ingrato io sono,
son crudele e traditor.

Mi lusinga il dolce affetto, ecc.


SCENA IV
Cambiamento.
Luogo, che conduce ai giardini reali,
con statua di Circe nel mezzo, che
cangia gli uomini in fiere.

(Alcina, sola, invoca gli spiriti malvagi.)

ALCINA
S'acquieti il rio sospetto, che tormenta
il mio ben.
Vesta Ricciardo ferina spoglia.
O voi temute larve,
al noto imper scendete.
A te, figlia del sole,
porgo i miei prieghi usati.

MORGANA
(entrando di corsa)
Ancor per poco sospendi
il suon di magiche parole!

ALCINA
Importuna: mi arresti?

SCENA V

MORGANA (a Ruggiero)
E la tua pace, con tanta crudelt,
comprarsi deve?

ALCINA
(a Ruggiero)
Caro, ti vu appagar.

RUGGIERO
Ci basta, Alcina, pi non chiede
il mio amor.
Veggo a tai segni, che Ricciardo non ami.
Or pago sono; e se fu mio rivale,
io gli perdono.

MORGANA
(a Ruggiero)
Ama, sospira, ma non t'offende;
(ad Alcina)
d'amor s'accende, ma non per te.
Pena, ma chiede
Da me conforto
Pace da me.
Ama, sospira, ecc.
(Parte.)

SCENA VI

ALCINA
Non scorgo nel tuo viso il contento
di pria.
Di': che ti offende?

RUGGIERO
Una oziosa virtute or mi riprende.

ALCINA
Pensa a goder...

RUGGIERO
Concedimi, o regina, almen
che nel mio usbergo, faccia guerra alle fiere,
per ravvivar lo spirto mio languente.

ALCINA
Al tuo voler sempre s'un mia mente.
Vanne; ma sia per poco:
ma pensa al mio martiro.
Temo; partir ti lascio, e ne sospiro.

RUGGIERO
Mio bel tesoro,
fedel son io,
al ben, che adoro,
all'idol mio
prometto f,
(fra s)
ma non a te.
Il caro amante
Non siegue il piede
E fido resta,
(ma non con te)
Con chi li chiede,
Costante e mesta
Pace e merc.
Mio bel tesoro, ecc.
(Parte.)

SCENA VII

(Entra, mesto, Oberto)

OBERTO
(ad Alcina)
Reina: io cerco invano l'amato genitore!

ALCINA
Spera, Oberto, e sta lieto.

OBERTO
Oh Dei! non posso.

ALCINA
Il riso, il brio, la gioia, qui tinvita a goder.

OBERTO
Tutto mannoia.

ALCINA
Disponi de miei tesori.

OBERTO
Io non li curo.

ALCINA
Al mio materno amore
cos mal corrispondi?

OBERTO
Sempre grato ti sar,
se m'insegni il genitore.

ALCINA
(fra s)
Mi fa pietade;
or si lusinghi.
(ad Oberto)
Ascolta; vedrai in breve tuo padre,
io tel prometto.

OBERTO
Comincia a respirar l'anima in petto.

Tra speme e timore
mi palpita il core
n so ben ancora,
s' gioia o dolor.
Suntar la mia stella
Gi parmi pi bella;
Mi mostra laurora
Del giorno il splendor.
Tra speme e timor, ecc.
(Parte.)

SCENA VIII

ORONTE
(entrando, inquieto)
Reina, sei tradita.
Con segreto consiglio degli ospiti malvagi
a fuggir s'apparecchia il tuo Ruggiero.

ALCINA
Numi! che intendo, Oronte?
e questo vero?

ORONTE
Purtroppo: ed...

ALCINA
Ora intendo perch l'arme vest;
crudel, spergiuro!
di lui, di lor farne vendetta io giuro.

Ah! mio cor! schernito sei!
Stelle! Dei!
Nume d'amore!
Traditore!
T'amo tanto;
puoi lasciarmi sola in pianto,
oh Dei! Perch?

Ma, che fa gemendo Alcina?
Son reina, tempo ancora:
resti o mora,
peni sempre, o torni a me.

Ah! mio cor! schernito sei, ecc.
(Alcina parte, mentre Morgana entra)

SCENA IX

ORONTE
(a Morgana)
Or che dici, Morgana?
Il tuo novello amante
con perfidia ed inganno,
t'abbandona; lo sai?

MORGANA
Nol credo, Oronte.
La gelosia ti sprona:
ma pi gli affetti miei per te non sono.
Libera son, n chieggo a te perdono.

(Parte sorridendo, e facendogli una gran riverenza.)

SCENA X

ORONTE
All'offesa il disprezzo giunge l'ingrata?
Su: coraggio, Oronte,
scaccia costei dell'alma;
e se mai torna pentita a riamarti,
deludi l'arti sue con l'istess'arti.

un folle, un vil affetto,
non la sua belt,
che trionfar la fa
superba del mio cor.
Vieni, sul labbro e al ciglio,
Sdegno, che nutro in petto,
Figlio doffeso Amor.
un folle, un vil affetto, ecc.

(Partito Oronte, entra Bradamante seguita da Ruggiero.)

SCENA XI

(BRADAMANTE E OBERTO)

OBERTO
Ed ver che mi narri?

BRADAMANTE
Amato Oberto, del mio cugin Astolfo,
tuo caro genitor, presto il sembiante
vedrai; lempia maga, che il lion lo
cangi, errar confusa. Guarda cauto il
secreto.

OBERTO
Non temer .

BRADAMANTE
Tienti pronto; or va, sta lieto.

(Oberto parte)

SCENA XII

RUGGIERO
Eccomi a' piedi tuoi, generosa donzella,
doppio error mi fa reo...
(vuole inginocchiarsi)

BRADAMANTE
Sorgi, Ruggiero! serbiamo a miglior uso
tu le discolpe, io le querele. Andiamo,
temo sempre dovunque il guardo volga,
vedere Alcina ria,
che mi ti tolga.
(si abbracciano)

RUGGIERO
Bradamante, cor mio!

BRADAMANTE
Ruggiero amato, fuggiam l'infame loco.

Morgana, che ha tutto ascoltato in disparte,
si presenta loro infuriata.

MORGANA
(a Bradamante)
Mentitrice, che vuoi?
(a Ruggiero)
Che pensi, ingrato?
Alcina vi dar giusta mercede.
(a Bradamante)
Ospite ingannatrice!
(a Ruggiero)
Uom senza fede!

(Parte sdegnata)

RUGGIERO
Verdi prati, selve amene,
perderete la belt.
Vaghi fior, correnti rivi,
la vaghezza, la bellezza,
presto in voi si canger.
Verdi prati, selve amene,
perderete la belt.
E cangiato il vago oggetto,
all'orror del primo aspetto
tutto in voi ritorner.
Verdi prati, ecc.
(parte)

SCENA XIII
Cambiamento.
Stanza sotterranea delle magie, con varie figure
e strumenti, che appartengono a quest'uso.

ALCINA
Ah! Ruggiero crudel, tu non mi amasti!
Ah! che fingesti ancor, e m'ingannasti!
E pur ti adora ancor fido mio core.
Ah! Ruggiero crudel! ah, traditore!

Del pallido Acheronte spiriti abitatori,
e della notte ministri di vendetta,
cieche figlie crudeli, a me venite!
Secondate i miei voti,
perch Ruggiero amato
non fugga da me ingrato.

(guarda d'intorno, sospesa)

Ma ohim! misera!
e quale insolita tardanza?
eh! non m'udite? (sdegnata)
Vi cerco, e vi ascondete?
Vi comando, e tacete?
Evvi inganno? evvi frode? (infuriata)
La mia verga fatal non ha possanza?
Vinta, delusa Alcina, e che ti avanza?

Ombre pallide, lo so, mi udite;
d'intorno errate,
e vi celate,
sorde da me:
perch? perch?

Fugge il mio bene;
voi lo fermate
deh! per pietate,
se in questa verga,
ch'ora disprezzo,
e voglio frangere,
forza non .
Ombre pallide, ecc.

(Partita Alcina con impeto gittando via la verga magica,
ed allora manifestandosi diversi spiriti, e fantasmi,
questi formano il ballo.)

Ballo


ATTO TERZO

Sinfonia

SCENA I
Atrio del Palagio.

ORONTE
Voglio amar e disamar, cos mi piace.

MORGANA
La tua costanza?

ORONTE
persa.

MORGANA
La tua promessa fede? e il giuramento?

ORONTE
Questi portolli via rapido il vento.

MORGANA
Vendicarti tu vuoi d'un innocente inganno;
e pur t'adoro, Oronte, anima mia.

ORONTE
Per altra io moro.

MORGANA
Credi, ch'uno straniero poteva mai...?

ORONTE
E pur l'amasti, ingrata.
Ma pi gli affetti miei per te non sono.

MORGANA
Oh, se ti offesi, mio ben, chiedo perdono.

Credete al mio dolore,
luci tiranne, e care!
Languo per voi d'amore,
bramo da voi piet!
Se pianger mi vedete,
Se mio tesor vi chiamo,
E dite, che non vamo,
E troppa crudelt.
Credete al mio dolore, ecc.
(Parte.)

ORONTE
M'inganna, me n'avveggo,
e pur ancor l'adoro
Se ben mi fu crudel, 'l mio tesoro.

Un momento di contento
dolce rende a un fido amante
tutto il pianto che vers.
Suole amore dal dolore
tirar balsamo alle pene,
a sanar, chi pria piag.
Un momento di contento, ecc.
(Parte.)

SCENA II

(Ruggiero ed Alcina entrano per parte opposta.)

RUGGIERO
(fra s)
Molestissimo incontro!

ALCINA
Ahim! Ruggero, ver, che m'abbandoni?

RUGGIERO
M'invita la virtute,
che langue nell'amore.

ALCINA
E non pensi, mio caro, al mio dolore?

RUGGIERO
Il passato suo inganno
rimira con orrore un' alma grande.

ALCINA
Ah! che sei mentitore!
Fuggi da me per darti a un'altra amante.

RUGGIERO
Quella mia sposa.

ALCINA
Oh Dei! e scordar tu mi puoi,
mia cara speme?

RUGGIERO
Dover, amor, virt pugnano insieme.

ALCINA
Per questi sospir miei...

RUGGIERO
Li spargi al vento.

ALCINA
Ti fui sempre fedel

RUGGIERO
Scorda il passato.

ALCINA
Ti adoro ancor.

RUGGIERO
Non pi tempo.

ALCINA
Ingrato!

RUGGIERO
Mi richiama la gloria.

ALCINA
un van pretesto.

RUGGIERO
Mi stimola l'onore.

ALCINA
Va: m'oltraggiasti assai: va, traditore!

Ma quando tornerai
di lacci avvinto il pi,
attendi pur da me
rigore e crudelt.

E pur, perch t'amai,
ho ancor di te piet.
Ancor placar mi puoi,
mio ben, cor mio; non vuoi?
Mi lascia, infido, e va!

Ma quando tornerai, ecc.
(Parte.)

SCENA III

(Melisso appare, accompagnato da Bradamante.)

MELISSO
Tutta d'armate squadre l'isola cinta,
e d'incantati mostri.

RUGGIERO
Mi far via col braccio.

BRADAMANTE
Io colla spada.

MELISSO
Non basta umana forza.
Prendi il Gorgoneo scudo,
prendi il destriero alato,
e a me lo presta.

RUGGIERO
Partir da te, mio ben, alma molesta.

Sta nell'Ircana pietrosa tana
tigre sdegnosa, e incerta pende,
se parte, o attende
il cacciator.

Dal teso strale
guardar si vuole;
ma poi la prole
lascia in periglio.
Freme e l'assale
desio di sangue,
piet del figlio;
poi vince amor.
Sta nell'Ircana pietrosa tana, ecc.
(Parte in fretta.)

SCENA IV

MELISSO
(a Bradamante)
Vanne tu seco ancora;
dove fa seno il mare,
ed la nave ascosa,
ambi vi attendo.

BRADAMANTE
Non partir, se pria,
sciolto ogni infame incanto,
a chi privo ne sta vita non rendo.

(Melisso parte.)

BRADAMANTE
All' alma fedel l' amore placato,
il fato ed il ciel promette piet.
In mezzo ai martiri
La gioia ravviso
E dopo i sospiri
Il riso verr.
All'alma fedel, ecc.
(Parte per raggiungere Ruggiero)

SCENA V

(Alcina entra, seguita da Oronte.)

ORONTE
Niuna forza lo arresta.
Vinse Ruggiero.

ALCINA
Ahim! perfide stelle!
Ma i miei guerrier?

ORONTE
Giaccion dispersi al suolo.

ALCINA
E i mostri miei?

ORONTE
Son vinti.

ALCINA
E quell'ingrato dunque fugg?

ORONTE
No; l'isola minaccia.
(sotto vece, mentre parte)
Rende amore a costei giusta mercede;
di tanti, ch'oltraggi miseri amanti,
val questa pena sua tutti i lor pianti.
(parte)

ALCINA
Mi restano le lagrime;
direi dell'alma i voti;
ma i Dei resi ho implacabili,
e non m'ascolta il ciel.

Potessi in onda limpida
sottrarmi al sole, al d:
potessi in sasso volgermi,
che finirei cos
la pena mia crudel.

Mi restano le lagrime, ecc.
(Parte.)

SCENA VI
Cambiamento.
Prospetto della reggia meravigliosa di Alcina,
attorniata di alberi, di statue, di obbelischi,
e di trofei, con seragli di fiere, che vanno girando:
ed urna rilevata nel mezzo, che racchiude
la forza di tutto l'incanto.

CORO (questo coro nel libretto che hai tu sopra nel primo atto)
Sin per le vie del Sole
Una gloriosa Prole
Il volo sa drizzar.

OBERTO
Gi vicino 'l momento
di cangiar il mio duol tutto in contento;
(Alcina ascolta a parte)
e parmi gi con amoroso core
di stringer al mio seno il genitore.
(Alcina gli si presenta)

ALCINA (col dardo alla mano)
Come lo sai?

OBERTO (si confonde nel risponderle)
Perch il destin... i pianti... il dover...

ALCINA
Ti confondi?

OBERTO
(si d coraggio)
Alta Regina, io ben lo so;
me lo promise Alcina.

ALCINA
(fra s)
Ah! che ancora costui pensa a miei danni.
Ingrato! or proverai gli estremi affanni.

(Alcina si volge verso il seraglio delle fere, e
mormorando qualche parola, si avanza un leone mansueto
verso Oberto, quando Alcina d il suo dardo al
medesimo, dicendogli)

Prendi il mio dardo, Oberto,
e ti difendi da quella fiera.

(Il leone si corica vicino ad Oberto, e gli va
lambendo i piedi.)

OBERTO
Eh! mi si mostra amica.

ALCINA
Non ti fidar: l'uccidi.

OBERTO
Ah! non ho core.

ALCINA (risoluta)
Ubbidisci il Comando.

OBERTO
(fra s)
Ah! ch'io ben riconosco il genitore.

ALCINA (sdegnata)
Rendimi il dardo; io ferirolla appieno.

OBERTO
Crudel; l'immerger pria nel tuo seno.

(Oberto ritirandosi volge il dardo contro Alcina,
mentre il lione ritorna nel seraglio.)

OBERTO
Barbara! io ben lo so,
quello il genitor
che l'empio tuo furor
cangiato ha in fera.
Ma presto ti vedr
Errar per la foresta,
Vinta, confusa, e mesta,
E non pi altera.
Barbara, io ben lo so, ecc.
(Parte, portando via il dardo di Alcina.)

SCENA VII
(Bradamante entra, accompagnata da Ruggiero.)

BRADAMANTE
Le lusinghe, gl'inganni, non udir pi,
mio caro sposo amato.

ALCINA
Che inganni? Anzi ho piet;
piango il suo fato.

RUGGIERO
Non l'ascoltar.

BRADAMANTE
Detesto le sue offerte, e gli auguri.

ALCINA
(a Ruggiero)
Per questa cara destra...

RUGGIERO
Ormai mi lascia.

ALCINA
Bradamante, a' tuoi piedi...

BRADAMANTE
A me t'invola,

ALCINA
(a Ruggiero)
A morir tu ten vai.

RUGGIERO
Cura del cielo.

ALCINA
(a Bradamante)
Tu vedova dolente lo piangerai.

RUGGIERO
(a Bradamante)
Non l'ascoltar, che mente.

ALCINA
Non amor, n gelosia,
piet,...

BRADAMANTE
Che ascose frodi!

ALCINA
... e desio, che lieta godi.

RUGGIERO
Che fallaci infidi accenti!

ALCINA
Non t'offendo, ...

RUGGIERO
Indegna, taci!

ALCINA
... non t'inganno!

BRADAMANTE
Iniqua, menti!

ALCINA
Cruda donna! rio tiranno!
Non vogl'io da voi merc.

RUGGIERO, BRADAMANTE
Non sperar da noi merc.

BRADAMANTE
Caro sposo!

RUGGIERO
Anima mia!

ALCINA
Solo affanni, e solo pene
premio fian di vostra f.

RUGGIERO
Solo gioie, e solo bene
premio fian di nostra f.

ALCINA
Non amor, n gelosia, ecc.

(Partono, Alcina da una parte e Bradamante per unaltra)

SCENA VIII
(Entra Oronte, a cui Ruggiero rende la spada.)

RUGGIERO
Prendi e vivi. Ruggiero vuol
la tua libert, non il tuo sangue.

ORONTE
Signor, m' grato il dono.

RUGGIERO
Or l'urna infame si spezzi.

ORONTE
Eroico oprar.

RUGGIERO
Va, se paventi; io basto solo.

(Ruggiero si avanza per rompere lUrna collanello incantato: ed Alcina frettolosa lo trattiene)

SCENA IX

ALCINA
Ah, mio Ruggier, che tenti?

RUGGIERO
Voglio la libertade
degl'infelici, che qui chiudi.

ALCINA
Ed io lo far.

BRADAMANTE
Non fidarti: lascia che faccia il colpo
il braccio mio.
(Va a spezzar lUrna)

SCENA X
(Quando Bradamante va per spezzar lUrna, le si oppone Morgana)

ALCINA
Misera, ah no!

MORGANA
(a Bradamante)
Per quella vita, che ti serbai, lascia...

SCENA ULTIMA

MELISSO ( a Ruggiero)
A che tardi? Struggi l'infame nido:
rendi altrui la salute!

RUGGIERO
S.

ORONTE
S.

BRADAMANTE, MELISSO
Spezza, Ruggiero.

ALCINA, MORGANA
O noi perdute!
(Si ritirano.)

(Ruggiero spezza l'urna, e subitamente precipita,
e si dilegua tutto ci, che appariva all'intorno,
sorgendo su quelle rovine il mare, che si vede da
una vasta, e sotterranea caverna, dove molti sassi
si cangiano in uomini, tra quali Astolfo, che
abbraccia Oberto: che formano il cor ed il ballo.)

CORO
Dall'orror di notte cieca,
chi ne reca colla vita
la smarrita libert?

Io fui belva...
Io sasso...
Io fronda...
Io qui sciolto erravo in onda...

Chi ne ha resa umana voglia?
Chi ne spoglia
la gi appresa ferit?

BALLO

CORO
Dopo tante amare pene
gi proviam conforto all'alma;
ogni mal si cangia in bene,
ed alfin trionfa amor.
Fortunato questo giorno,
che ne rese bella calma;
dell'inganno e insidie a scorno
gi festeggia il nostro cor.
[Da sottolineare per che esistono 2 versioni del coro Questo il cielo de contenti, una a ritmo
maestoso, e una a ritmo furioso che nella versione di Hickox posta in appendice.]

FINE DELL'OPERA




A cura di
Arsace
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12 Aprile 2003

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