Books by Alvise del Pra'

Il racconto inizia dai primi giorni del- la pandemia, con le fughe per tornare in Italia, o nella... more Il racconto inizia dai primi giorni del- la pandemia, con le fughe per tornare in Italia, o nella propria casa all’estero, con le quarantene dei “ragazzi confina- ti in una stanza d’affitto” – in dubbio se seguire le norme anticontagio italiane o quelle del paese straniero – delle loro paure per i propri cari in Italia, unite a quelle per la perdita del lavoro.
La seconda parte raccoglie gli interventi di parlamentari, funzionari, docenti, esponenti di enti e associazioni che si interrogano sul futuro delle mobilità italiane e sui provvedimenti da adottare per i milioni di italiani all’estero e per quel milione e più di nuovi migranti italiani che hanno lasciato il paese ne- gli ultimi anni.
L’inchiesta, a cui hanno partecipato oltre 1200 italiani all’estero da non più di 15 anni, mostra che gli expat più integrati economicamente hanno affrontato bene il lockdown. La grande maggioranza ha continuato a lavorare, chi normalmente, chi in modalità teleworking, oppure ha usufruito di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, o l’aspettativa retribuita. Da tutte le testimonianze emerge che i più colpiti sono stati gli ‘invisibili’ – quelli arrivati negli anni recenti, i lavoratori precari della ristorazione e del settore alberghiero che spesso hanno perso il lavoro, o sono rimasti a casa senza sti- pendio.
Ma la maggioranza delle centinaia di intervistati, cresciuta nella cultura della mobilità, ha risposto di non aver dubbi sulla propria scelta migratoria.

Negli ultimi anni in Italia è ripresa l’emigrazione giungendo a superare, secondo le statistich... more Negli ultimi anni in Italia è ripresa l’emigrazione giungendo a superare, secondo le statistiche ufficiali, le centomila unità annue. L’attenzione dei media, nel denunciare i tagli alla ricerca, le cattive condizioni del mercato del lavoro e la mancanza di meritocrazia diffusa nel paese, si è focalizzata sulla perdita di giovani talenti verso l’estero. A lasciare l’Italia, però, non sono più solo lavoratori altamente specializzati, o cervelli in fuga, ma anche studenti, professionisti, tecnici, imprenditori, ricercatori, pensionati, cooperanti e altre figure, qualificate e non, che partono da ogni regione. Questo soggetto difficile da definire - emigranti, expat, cervelli in fuga? - non ha nemmeno una dimensione precisa. Come calcolare infatti il numero di chi si muove nell’Europa di Schengen o che attraversa frontiere con un visto turistico o di studio e che poi decide di fermarsi? Cosa differenzia la nuova emigrazione che alle guide dell’emigrante ha sostituito blog e social network, che al posto del telefono usa Skype, da quelle del secolo scorso? Rispetto alle migrazioni del passato cambiano anche le motivazioni, oltre alla ricerca di lavoro, si emigra per studiare, cercare una migliore qualità della vita o per amore. L’inchiesta del Centro Altreitalie intrecciando fonti diverse – statistiche, un questionario e interviste – traccia lo spaccato del nuovo e complesso fenomeno migratorio italiano.
Papers by Alvise del Pra'
Fonti
Accademia University Press eBooks, Nov 15, 2016
5. Conclusioni
Accademia University Press eBooks, Nov 15, 2016
Le seconde generazioni delle nuove mobilità nell’inchiesta on line
Altreitalie
Le donne qualificate nelle odierne mobilità italiane
Studi Emigrazione, 2020

Blog e social network: l'emigrazione raccontata a sé stessi e agli altri
Rivista Il Mulino, 2018
Non è solo la tanto citata «fuga dei cervelli» che viene analizzata in questo volume. Ma più in g... more Non è solo la tanto citata «fuga dei cervelli» che viene analizzata in questo volume. Ma più in generale il fenomeno di una nuova emigrazione (spesso non caratterizzata da lavori altamente qualificati). In particolare, si parla di coloro che, in ragione della loro età, dovrebbero costituire l’architrave del Paese in cui sono nati. Quanti sono? Da dove vengono e dove vanno? Che cosa li ha spinti a lasciare l’Italia? Come vedono la loro esperienza di vita? Suddivisi per area geografica – dai principali Paesi che oggi accolgono l’emigrazione italiana in Europa alle aree meno scontate dell’Est europeo, al continente americano, all’Oceania, all’Africa, al Giappone – quaranta italiani che hanno scelto di vivere all’estero si raccontano in altrettante storie autobiografiche. Qualcuno torna. Ma per quasi tutti la vita prende una strada che li allontana progressivamente. EÌÂÂ anche questo il segno di un declino che, per essere arrestato, richiede all’Italia una visione che possa ridare la fiducia nel futuro che in tanti hanno scelto di cercare altrove. I racconti autobiografici sono preceduti da alcuni saggi di inquadramento sulle caratteristiche qualitative e quantitative dell’emigrazione italiana contemporanea e sono accompagnati da tre contributi dedicati rispettivamente alle forme di rappresentazione dell’emigrazione durante la grande epopea migratoria del secolo scorso, all’autonarrazione all’epoca dei social network, alla rappresentazione cinematografica.

Nel suo studio su nuova mobilità e partecipazione politica, Del Pra’ conferma la presenza a Berli... more Nel suo studio su nuova mobilità e partecipazione politica, Del Pra’ conferma la presenza a Berlino, all’interno del gruppo italiano, di diversi milieu con proprie reti sociali, accomunati o distinti non solo dalla comune provenienza nazionale, ma dall’appartenenza a determinati milieu , con determinati habitus e stili di vita e, naturalmente, con alle spalle diversi percorsi migratori (Pichler, 2005, 2006). Presentando i dati sulla partecipazione politica degli italiani di Berlino, Del Pra’ rifl ette sulla questione della cittadinanza nazionale all’interno delle nuove strutture e istituzioni sovranazionali europee, mettendole in riferimento con nuove forme di mobilità e nuove tipologie di soggiorno. Dato che i diritti di cittadinanza e partecipazione politica sono in prevalenza ancora legati a una ben defi nita cittadinanza, di fronte a questi nuovi fenomeni Del Pra’ auspica un allargamento del concetto di cittadinanza verso una cittadinanza europea. L’identità collettiva, infatti, si sta ormai deterritorializzando e a livello transnazionale possiamo osservare la presenza d’identità che hanno sì somiglianza con identità nazionali, ma che allo stesso tempo mettono in discussione il concetto stesso di cittadinanza e identità nazionale.
2, 2006
Saggi Germania. Vecchie e nuove mobilità Giovani italiani a Berlino: nuove forme di mobilità euro... more Saggi Germania. Vecchie e nuove mobilità Giovani italiani a Berlino: nuove forme di mobilità europea Alvise del Pra' Borsista, Centro Altreitalie sulle migrazioni italiane Il prezzo di ogni volume dell'edizione cartacea, ordinabile direttamente all'indirizzo della redazione, è di 16,00. Autorizzazione del Tribunale di Torino n. 4037/89 del 16 marzo 1989 © Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli
Interviews by Alvise del Pra'
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La seconda parte raccoglie gli interventi di parlamentari, funzionari, docenti, esponenti di enti e associazioni che si interrogano sul futuro delle mobilità italiane e sui provvedimenti da adottare per i milioni di italiani all’estero e per quel milione e più di nuovi migranti italiani che hanno lasciato il paese ne- gli ultimi anni.
L’inchiesta, a cui hanno partecipato oltre 1200 italiani all’estero da non più di 15 anni, mostra che gli expat più integrati economicamente hanno affrontato bene il lockdown. La grande maggioranza ha continuato a lavorare, chi normalmente, chi in modalità teleworking, oppure ha usufruito di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, o l’aspettativa retribuita. Da tutte le testimonianze emerge che i più colpiti sono stati gli ‘invisibili’ – quelli arrivati negli anni recenti, i lavoratori precari della ristorazione e del settore alberghiero che spesso hanno perso il lavoro, o sono rimasti a casa senza sti- pendio.
Ma la maggioranza delle centinaia di intervistati, cresciuta nella cultura della mobilità, ha risposto di non aver dubbi sulla propria scelta migratoria.
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La seconda parte raccoglie gli interventi di parlamentari, funzionari, docenti, esponenti di enti e associazioni che si interrogano sul futuro delle mobilità italiane e sui provvedimenti da adottare per i milioni di italiani all’estero e per quel milione e più di nuovi migranti italiani che hanno lasciato il paese ne- gli ultimi anni.
L’inchiesta, a cui hanno partecipato oltre 1200 italiani all’estero da non più di 15 anni, mostra che gli expat più integrati economicamente hanno affrontato bene il lockdown. La grande maggioranza ha continuato a lavorare, chi normalmente, chi in modalità teleworking, oppure ha usufruito di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, o l’aspettativa retribuita. Da tutte le testimonianze emerge che i più colpiti sono stati gli ‘invisibili’ – quelli arrivati negli anni recenti, i lavoratori precari della ristorazione e del settore alberghiero che spesso hanno perso il lavoro, o sono rimasti a casa senza sti- pendio.
Ma la maggioranza delle centinaia di intervistati, cresciuta nella cultura della mobilità, ha risposto di non aver dubbi sulla propria scelta migratoria.