Wikipedia, baluardo da 25 anni
Express L'anniversario dell'enciclopedia collaborativa avviata da Jimmy Wales e Larry Sanger il 15 gennaio 2001. Dietro ogni voce, c'è un lavoro incessante: quella dedicata a Nicolás Maduro ha subito dal 2006, quando è stata pubblicata, circa 4500 correzioni, di cui 647 nella settimana successiva all’operazione Absolute Resolve

Express L'anniversario dell'enciclopedia collaborativa avviata da Jimmy Wales e Larry Sanger il 15 gennaio 2001. Dietro ogni voce, c'è un lavoro incessante: quella dedicata a Nicolás Maduro ha subito dal 2006, quando è stata pubblicata, circa 4500 correzioni, di cui 647 nella settimana successiva all’operazione Absolute Resolve
Wikipedia ha appena compiuto 25 anni e dell’anniversario si è parlato moltissimo, ovunque. Giustamente, del resto, perché – con tutti i suoi evidenti difetti – l’enciclopedia collaborativa avviata da Jimmy Wales e Larry Sanger il 15 gennaio 2001 è «il baluardo di quello che Internet è stata un tempo e di quello che potrebbe ancora essere», come ha scritto Troy Farah su Salon – una rivista online che, se non fosse ridicolo, si potrebbe definire «storica», dato che di anni nel 2025 ne ha compiuti addirittura trenta e che ha alle spalle un passato luminoso, soprattutto all’inizio del nuovo millennio.
Ora «Salon», come tante altre, sopravvive a fatica, appellandosi al cuore e al portafoglio dei lettori, ed è forse anche per questo che Farah contrappone «nettamente Wikipedia, a quasi tutte le altre piattaforme online che sono state mandate in merda (in inglese ens**ttified) da algoritmi assetati di profitto, schifezze di IA e bot razzisti».
Il tono è accalorato, ma l’analisi è precisa, ed è difficile non concordare con il giornalista quando osserva che «ultimamente il World Wide Web può sembrare un posto piuttosto buio, ma su Wikipedia – che è attiva in 340 lingue, ospita 7,1 milioni di articoli in inglese ed è costantemente tra i 10 siti più visitati – appare molto diverso, molto più luminoso e più libero».
Speriamo che sia ancora a lungo così, soprattutto dopo avere letto un altro articolo dedicato all’anniversario e uscito su Nieman Lab, una testata che si occupa di informazione ed è legata all’università di Harvard. L’autore, Joshua Benton, attira l’attenzione su un aspetto che può sfuggire ai fruitori di Wikipedia, il lavoro incessante e – si direbbe – assai combattuto, che sta dietro alla redazione di tantissime pagine: per fare un solo esempio, la voce (in inglese) dedicata a Nicolás Maduro ha subito dal 2006, quando è stata pubblicata, circa 4500 correzioni, di cui 647 nella settimana successiva all’operazione Absolute Resolve.
Insomma, su Wikipedia gli errori non mancano, ma la formula aperta e collaborativa consente, almeno in teoria, di limitarli se non di annullarli. Eppure, è la stessa Wikipedia che – onore al merito e alla sincerità – ha segnalato di avere perso oltre 1,1 miliardi di visite al mese tra il 2022 e il 2025, con un calo del 23%. Lo scrive, in una pagina pubblicata proprio il 15 gennaio e intitolata A Wake-Up Call («Un campanello d’allarme»), Christopher Henner, un editor veterano dell’enciclopedia online, che commenta così il calo: «La spiegazione più semplice è ‘sono i riassunti dell’IA’.
Io sono scettico: quello a cui assistiamo è più profondo: un cambio generazionale nel modo in cui le persone si relazionano al sapere. Gli utenti più giovani non cercano. Scorrono. Non leggono gli articoli. Consumano frammenti. Il formato enciclopedico, la nostra scommessa ventennale, potrebbe perdere rilevanza più velocemente di quanto qualsiasi singola tecnologia possa spiegare. L’IA è un acceleratore, non la scintilla».
E la stessa IA sembra dichiararsi d’accordo, o almeno lo fa Claude, il modello di linguaggio sviluppato da Anthropic, che dopo avere ammesso i limiti suoi e dei suoi «colleghi» («per dati precisi, numeri, fatti recenti, un motore di ricerca tradizionale è oggettivamente superiore: noi non abbiamo accesso diretto alle informazioni aggiornate, possiamo ‘allucinare’, cioè inventare informazioni plausibili ma false, non sempre citiamo fonti verificabili»), si scrolla tranquillamente di dosso qualsiasi responsabilità, perché «la gente ci usa comunque, quello che vuole è una risposta veloce». E dunque, brindiamo a Wikipedia, baluardo del sapere. Chi lo avrebbe mai detto, 25 anni fa!
21/01/2026, 22:05 articolo aggiornato










