HLI3U21
Histoire de la littérature
des XX-XXI° siècles
COURS de S. NEZRI
L2
Fascicule n°2
Résumés des œuvres
1er trimestre 2024-2025
1
Vous trouverez dans ce fascicule le résumé des œuvres auxquelles il est fait
allusion dans la présentation des différents courants.
Lisez-les attentivement au fur et à mesure qu’elles sont évoquées dans le
cours, afin d’avoir une idée précise des contenus et des thèmes traités par
les auteurs étudiés.
-Vincenzo Consolo, Retablo (1987)
La struttura è organizzata tramite piani narrativi a incastro, attraverso i diari
personali di due personaggi fittizi (un monaco spretatosi e la giovane Rosalia
che lo ha “indotto in tentazione”), e un personaggio storico : il pittore
settecentesco Fabrizio Clerici, giunto in Sicilia per effettuare schizzi di
monumenti e anticaglie. Le vicende sono spesso interrotte da pause
descrittive che dipingono paesaggi campestri e marini o scenari urbani
siciliani : la storia è anche il pretesto per creare tabloids vividi di palazzi e
cappelle nobiliari in Sicilia, colme di statue e stucchi, templi e cimiteri fenici
divorati dalla vegetazione, capanne di pastori, covi di briganti saraceni, feudi
minacciati da terremoti : una Sicilia bellisima ma in rovina…
Da alcuni aneddoti risalta un differente atteggiamento nei confronti dei beni
storico-artistici : il Clerici, alla ricerca di opere di valore, si scontra con
l’ignoranza dei siciliani alle prese con altre urgenze rispetto alla preservazione
delle ricchezze storiche della loro terra.
-Umberto Eco, Il nome della rosa (1980)
Nel prologo, l'autore racconta di aver letto durante un soggiorno all'estero il
manoscritto di un monaco benedettino riguardante una misteriosa vicenda
svoltasi in età medievale in un'abbazia sulle Alpi piemontesi. Rapito dalla
lettura, egli inizia a quel punto a tradurlo.
È la fine di novembre del 1327. Guglielmo da Baskerville, un frate
francescano inglese, e Adso da Melk, suo allievo, si recano in un monastero
benedettino di regola cluniacense nei monti dell'Italia settentrionale. Questo
monastero sarà sede di un delicato convegno che vedrà protagonisti i
francescani — sostenitori delle tesi pauperistiche e alleati dell'imperatore
Ludovico — e i delegati della curia papale di Papa Giovanni XXII, insediata a
quei tempi ad Avignone. I due religiosi (Guglielmo è francescano e il suo
discepolo Adso è un novizio benedettino) si stanno recando in questo luogo
perché Guglielmo è stato incaricato dall'imperatore di partecipare al
congresso quale sostenitore delle tesi pauperistiche. Allo stesso tempo,
l'abate decide di chiedere a Guglielmo di far luce sul tragico omicidio, cui i
monaci tra l'altro attribuiscono misteriose cause soprannaturali. Nel
monastero circolano infatti numerose credenze circa la venuta
2
dell'Anticristo.
Nonostante la quasi totale libertà di movimento concessa all'ex inquisitore,
altre morti violente si susseguono mentre i delegati del papa disputano con
i francescani delegati dall'imperatore sul tema della povertà della Chiesa
cattolica. Guglielmo a un certo punto scopre che le morti sono tutte legate
a un manoscritto greco custodito gelosamente nella biblioteca. Nel
monastero sono presenti anche due ex appartenenti alla setta dei dolciniani :
il cellario Remigio da Varagine e il suo amico Salvatore, che parla una strana
lingua fatta da un misto di latino, spagnolo, italiano, francese, inglese.
Remigio intrattiene un commercio illecito con una povera fanciulla del luogo,
che in cambio di favori sessuali riceve cibo dal cellario. Anche il giovane Adso,
una sera, per una serie di circostanze, fa la conoscenza della ragazza e
scopre così i piaceri dei sensi.
La situazione è complicata dall'arrivo dell'inquisitore Bernardo Gui, che trova
la fanciulla insieme a Salvatore e prende spunto dalla presenza di un gallo
nero, che la ragazza avrebbe voluto mangiare, per accusarli di essere cultori
di riti satanici e responsabili delle misteriose morti. Dopo esser riuscito a
ottenere una confessione dal povero Salvatore, che ammette il suo passato
di dolciniano, Bernardo Gui processa e condanna fra Remigio, Salvatore e la
fanciulla, dichiarandoli colpevoli delle morti avvenute nel monastero.
In un'atmosfera inquietante, alternando digressioni storico-filosofiche,
ragionamenti investigatori e scene d'azione, Guglielmo e Adso si avvicinano
alla verità penetrando nel labirinto della biblioteca e scoprendo il luogo dove
è custodito il manoscritto fatale (l'ultima copia rimasta del secondo libro
della Poetica di Aristotele), che tratta della commedia e del riso, e scoprono
che le pagine del libro sono avvelenate in modo da uccidere chi lo sfoglia.
Alla fine, il venerabile Jorge tenta di uccidere Guglielmo offrendogli il
manoscritto dalle pagine avvelenate. Guglielmo però lo sfoglia con le mani
protette da un guanto, e allora il vecchio monaco, in un eccesso di fanatico
fervore, divora le pagine avvelenate del testo in modo che più nessuno possa
leggerle. Mentre Guglielmo e Adso tentano di fermarlo, Jorge provoca un
incendio che nessuno riuscirà a domare e che inghiottirà nel fuoco l'intera
abbazia. Adso e il suo maestro partiranno infine da quelle macerie, in cui il
giovane tornerà anni dopo, trovando la solitudine più totale, in quello stesso
luogo che era stato teatro di omicidi e intrighi, veleni e scoperte.
-Valerio Massimo Manfredi, Lo scudo di Talos (1988)
Il figlio di Aristarchos, figlio di una delle più grandi famiglie nobili di Sparta, è
nato storpio. E la legge del luogo vuole che il figlio di uno spartano con
problemi alla nascita venga sacrificato. Per questo motivo, in una notte di
pioggia, Aristarchos prende in braccio il figlio Kleidemos storpio, e, dopo aver
percorso un bosco, lo posa all'interno di un tronco d'albero cavo lasciandolo
al suo destino.
3
La mattina seguente Kritolaos, un pastore ilota, viene portato dalle sue
pecore nel luogo in cui Aristarchos aveva depositato Kleidemos, la notte
precedente ; lo raccoglie e lo porta a casa sua. Da quel momento in poi
Kleidemos verrà ribattezzato Talos il lupo, e verrà allenato allo scopo di
difendersi contro gli spartani nonostante il piede storpio, affidandogli l'arco
appartenuto all'ultimo re ilota, Aristodemo, che teneva celato. Dopo essersi
allenato per un anno con l'arma donatagli dal vecchio, Talos andrà in guerra
e sarà a sua insaputa servitore del fratello. Durante la battaglia delle
Termopili il re Leonidas rimanderà i due fratelli a Sparta, con la scusa di dover
recapitare un messaggio. In seguito, Talos combatterà in quanto ilota contro
gli spartani che li perseguitano ma anche come spartano contro i persi, legato
com’è a due popoli dopo aver scoperto la sua vera identità aristocratica.
-Alessando Baricco, Oceano mare (1993)
Il libro è diviso in tre capitoli, “La locanda Almayer”, “Il ventre del mare”, “I
canti del ritorno” : Il primo di essi dà un quadro sommario dei personaggi del
libro che per vari motivi si trovano riuniti nella locanda, luogo che sembra
essere posto al di fuori del tempo e dello spazio. La locanda è situata vicino
al mare e questo permette ai personaggi di entrare in contatto con esso ; il
mare rappresenta la vita, e l’immergervisi equivale ad abbandonare le
resistenze e seguire il destino.
Il secondo libro racconta del naufragio avvenuto all’Alliance, fregata della
marina francese, dopo essersi arenata in un banco di sabbia, al largo della
costa del Senegal. Le conseguenze di questo evento sono disastrose, la lotta
per la sopravvivenza abbruttisce anche gli animi più nobili che sono costretti
ad affrontare la terribile esperienza del cannibalismo.
Il terzo libro racconta il proseguirsi della vita di ognuno degli ospiti della
locanda, e di quello che il destino ha tenuto in serbo per loro. Ma la Locanda
Almayer è anche un luogo dove le esistenze si incrociano, e dove passato e
presente si confondono.
Simboli delle sovrapposizioni dell’universo spaziotemporale sono i bambini,
che appaiono in momenti e modi inaspettati, rappresentando la giovinezza
dei protagonisti. Saranno proprio i bambini che si sono conservati dentro le
persone adulte dei personaggi a salvarli, conducendoli avanti nella loro storia.
-Andrea Camilleri, Il ladro di merendine (1996)
A Vigata, paese immaginario della Sicilia, si susseguono una serie di eventi :
nella notte un peschereccio viene intercettato e mitragliato,
apparentemente in acque internazionali, da una motovedetta tunisina. I colpi
esplosi uccidono un marinaio tunisino che si trovava a bordo
dell'imbarcazione italiana.
Sempre nella stessa giornata avviene l'assassinio di un ex commerciante
4
Aurelio Lapecora, accoltellato in un ascensore e la misteriosa scomparsa di
Karima Moussa, una bellissima donna delle pulizie tunisina. Montalbano
scopre che la ragazza lavorava anche nell'ufficio del commerciante
assassinato di cui era l'amante e che questa aveva un figlio, François,
anch'esso scomparso.
Grazie all'aiuto dell'anziana Aisha, una conoscente di Karima, Montalbano
ritrova anche un libretto di risparmio di proprietà della ragazza con depositati
cinquecento milioni di lire, una somma troppo alta per una giovane immigrata
che avrebbe dovuto avere solo quanto le proveniva dal suo umile lavoro.
Mentre torna in commissariato dalla visita alla casa di Karima, Montalbano
vede davanti a una scuola elementare un gruppetto di madri che si lamentano
con un vigile di alcuni furti di merendine, di cui accusano un piccolo
extracomunitario. Montalbano intuisce che si tratta di François :
appostandosi insieme alla fidanzata Livia ed ai suoi uomini, riesce a ritrovare
il piccolo tunisino che si era rifugiato in una casa abbandonata.
-Carlo Lucarelli, Falange armata (1993)
Il libro ottenne grande risonanza mediatica per la sua trama che "anticipò" la
reale conclusione di una vicenda reale : quella della banda della Uno bianca*.
Il sovrintendente Coliandro, per punizione, viene mandato dal questore a
effettuare il servizio d'ordine durante una partita di calcio. Procede
all'arresto di un naziskin. In seguito, con l’indagine, è a contatto con una
serie di individui dell’estrema destra : il « Francese », un naziskin con un
passato nella Legione Straniera ; il « Professore », un ex docente di
criminologia divenuto un ideologo dell'estrema destra e che si considera un
crociato che combatte per difendere l'Europa dalle invasioni dei nuovi
barbari, e che è spalleggiato da Moretti, collega di Coliandro.
* La banda della Uno bianca : questa banda fu un'organizzazione criminale
operante in Italia, in particolare nella regione Emilia-Romagna, che tra il 1987
e il 1994 commise 103 crimini, provocando la morte di 24 persone e il
ferimento di altre 102. Il nome deriva dal modello di automobile, la Fiat Uno.
La maggior parte dei componenti della banda armata erano membri della
Polizia di Stato, con tendenze di estrema destra che fecero anche da
motivazione ad alcuni dei loro atti criminali.
-Dacia Maraini La lunga vita di Marianna Ucrìa (1990)
Marianna, la protagonista del romanzo, è una bellissima donna sordomuta,
che riesce a affermarsi, nonostante il suo handicap, nel mondo che la
circonda grazie alla sua straordinaria forza di volontà. L’essere sordomuta la
porta a sviluppare gli altri sensi, come l’olfatto e la vista, fino quasi ad
arrivare ad interpretare il pensiero degli altri solo vedendone l’espressione
del viso. Viene data in sposa giovanissima allo zio, uomo da lei non amato,
che la costringe a continui soprusi.
5
Marianna passa gran parte delle sue giornate in casa con la servitù, poiché il
marito è spesso via per affari, comunicando con l’esterno solo attraverso
l’uso di carta e penna, anche perché, chiusa nel suo silenzio, si trova a
combattere una lotta personale come donna all’interno di una società
repressiva, che la considera “inferiore” per la sua condizione. Diventerà
madre e nonna e impegnerà gran parte della sua vita nella costruzione della
residenza di famiglia. Alla morte del marito rivestirà anche i panni di
capofamiglia, andando a trattare direttamente con i suoi lavoratori.
-Susanna Tamaro, Va dove ti porta il cuore (1994)
Olga, donna triestina è nell’età in cui si fanno bilanci. Malata, sente il bisogno
di raccontarsi, di ripercorrere la sua giovinezza, il suo matrimonio infelice e
le vicende che hanno condotto sua figlia Ilaria a una morte precoce. Ha così
inizio la sua lunga confessione attraverso lettere alla nipote che è partita
negli Stati Uniti, lasciandola sola. Nel gesto della scrittura, pacata ma intensa,
Olga ritrova finalmente il senso della propria esistenza e della propria identità.
Conclude il diario-lettera rammentando alla nipote di aprire il cuore alle gioie
della vita e di non escludere nessuna delle tante strade e possibilità che la
vita potrà presentarle, ascoltando il suo cuore, il quale sarà l'unico a darle
l'indicazione giusta.
-Rosetta Loy, La parola ebreo (1997)
L’autrice narra i fatti autobiografici, relativi alla propria infanzia fino all'età di
undici anni, intercalati ai fatti storici del periodo fascista, delle leggi razziali
e della deportazione degli ebrei italiani. Racconta i momenti di vita serena e
innocente di lei ragazzina, dei suoi familiari e dei suoi conoscenti, e propone
una documentazione dei fatti storici riguardanti la follia razzista e il dramma
della persecuzione degli ebrei. Esprime le sue sensazioni e il suo modo di
vedere la realtà da bambina ; evoca figure di ebrei che frequentano il suo
ambiente, ma rimane sempre inconsapevole della loro situazione. Solo da
grande, nella stesura del libro, introduce tutte le tragiche informazioni di ciò
che avviene al di là della sua famiglia : la campagna antisemita, la guerra, lo
sterminio, l'atteggiamento indifferente della chiesa. Riflette sul destino dei
vicini ebrei che le erano passati accanto e che non aveva mai “visto” fino in
fondo, persone che nessuno ha cercato di aiutare in modo da evitare la
catastrofe : da persone non particolarmente degne di attenzione, come
erano all'inizio, diventano persone di rilievo di cui Rosetta si preoccupa di
cercare notizie, storie e documentazioni.
-Erri de Luca, Tu, mio (1998)
Il lettore si ritrova su un’isola, in piena estate, in compagnia di un ragazzo
alle porte dell’adolescenza. Un’isola della Campania, l’estasi degli amori estivi,
la freschezza della gioventù, il calore della famiglia, i falò sulla spiaggia. Però,
6
c’è sempre un’ombra ben in vista : il ricordo di una guerra finita da poco e
che comincia ad essere ricordata solo dai libri, ricordata insistentemente dalla
sete di storia del protagonista. Una guerra che viene rimossa a tutti i costi
dalla memoria di chi l’ha vissuta, ma che si rifà viva nella figura di una ragazza,
Caia – il cui vero nome è “Hàiele” –, ebrea che si finge romena per sfuggire
ai pregiudizi sugli ebrei.
Il giovane si ritroverà ad affrontare una relazione particolare con Caia,
interpretando il ruolo del padre perduto, che vuole restituire amore e calore
ad una figlia persa troppo presto, restituita ad un mondo crudele. Si assiste
quindi ad un salto nell’abisso : dalla pre-adolescenza all’età adulta,
dall’inconsapevolezza alla presa di coscienza, dalla cotta all’amore maturo e
paterno, dalla memoria collettiva alla memoria personale di una cultura
sconosciuta.
-Erri de Luca, Montedidio (2001)
Il protagonista di questo romanzo non ha nome. Sappiamo che ha 13 anni,
ha terminato da poco la scuola ed è stato “messo a bottega” per imparare il
mestiere del falegname. Soprattutto, per avere un lavoro in questo periodo
così duro, di fine anni Cinquanta. Vive a Montedidio, un quartiere di Napoli.
Egli è l’unico della sua famiglia a parlare correttamente l’italiano, poiché è
riuscito a leggere molti libri. Pertanto, cerca di mettere nero su bianco le
esperienze che vive su un rotolo di carta che ha ricevuto in dono da un
tipografo.
La trama si sviluppa nell’arco di sei mesi. Da giugno - da quando il ragazzo
inizia a lavorare presso la falegnameria- le vicende si concludono a dicembre,
l’ultimo giorno dell’anno. In così pochi mesi, avverrà la maturazione di questo
bambino, costretto a scontrarsi con le avversità della vita. La madre si
ammala gravemente e il padre deve assisterla in ospedale ; l’”ammore”
scoperto con Maria, la matura coetanea che abita nel suo palazzo,
importunata di continuo da un padrone di casa ubriacone e pedofilo. Il fatto
che egli debba, d’un tratto, imparare a cavarsela da solo. Nella bottega di
Mast’Errico è ospite un calzolaio ebreo, don Rafaniello. Quest’ultimo, al quale
un angelo ha predetto che avrebbe raggiunto la Terra promessa con le ali
che lui pensa gli stiano crescendo dentro la gobba, insegna al ragazzo molte
cose sulla vita. Don Rafaniello aggiusta le scarpe ai “puverielli”, e, grazie a
lui, buona parte della popolazione napoletana non va più scalza.
Il ragazzo porta sempre con sé un “bumeràn” di legno, regalo del padre. Ogni
giorno si esercita a lanciarlo, e sarà proprio attraverso questo oggetto
inanimato che egli diverrà consapevole dei cambiamenti che stanno
avvenendo in lui, della sua personale crescita. Tutto è pronto, quindi, per il
grande lancio. Il tutto, avverrà la notte di Capodanno, l’appuntamento è sulla
terrazza dello stabile del ragazzo e di Maria, che ormai sono diventati una
coppia; e che proprio su quel terrazzo si sono incontrati per tante sere, prima
7
di unire le loro solitudini.
-Antonio Moresco, L’Addio (2016)
La città dei vivi e quella dei morti sono vicine, comunicanti, e si assomigliano
molto. La polizia dei vivi e la polizia dei morti sono in contatto e collaborano
quando devono risolvere i casi più difficili. Dispongono di cellulari e di e-mail
criptate che permettono la comunicazione tra vivi e morti. L'ispettore
D’Arco, lo "sbirro morto" protagonista del romanzo, deve tornare nel mondo
dei vivi, nel quale fu ucciso, per fermare un massacro di vittime innocenti,
con l'aiuto di una guida molto particolare : un bambino senza più voce e con
il collo percorso da una cicatrice prodotta da una collana di filo spinato. Una
coppia di eroi fragili e indistruttibili, individui solitari e disillusi ma disposti a
mettere in gioco tutto per difendere chi sia stato umiliato e offeso.
-Antonio Moresco, Gli increati (2015)
Il protagonista ci racconta il suo viaggio post mortem in un aldilà che scardina
tutte le ipotesi formulate fino ad oggi, dove i confini tra vita e morte sono
annullati, ed è in corso una sorta di guerra globale tra vivi, morti e risorti,
che si muovono in modo frenetico in un mondo devastato da continui
terremoti, perché la lotta sembra propagarsi dalle viscere stesse del pianeta.
-Roberto Saviano, Gomorra (2006)
Il libro è un viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra e dei luoghi
dove questa è nata e vive : la Campania, Napoli, luoghi dove l'autore è
cresciuto e dei quali fa conoscere al lettore la realtà.
Una realtà fatta di ville sfarzose di boss malavitosi create a copia di quelle di
Hollywood, fatta di una popolazione che non solo è connivente con questa
criminalità organizzata, ma addirittura la protegge e ne approva l'operato;
l'autore racconta di un Sistema (nome usato per riferirsi alla camorra) che
recluta giovani appena adolescenti, facendogli credere che la loro sia l'unica
scelta di vita possibile, di bambini boss.
Saviano, basandosi sugli atti processuali e sulle indagini di polizia, descrive
una realtà fatta di terre dove finiscono quasi tutti i rifiuti sfuggiti ai controlli
legali, pari ad una massa grande il doppio del Monte Everest (ogni anno,
secondo una stima di Legambiente, sono quattordici milioni le tonnellate di
rifiuti dispersi illegalmente), di una terra infetta, quella della Campania, dove
i morti di tumore sono cresciuti del 21% rispetto al resto dell'Italia. Evoca le
montagne gravide di rifiuti tossici, le campagne pregne di sostanze mortali
che individui senza morale hanno sparso vendendo fertilizzanti misti a rifiuti
tossici. Tutto questo con la complicità di funzionari pubblici compiacenti e
delle aziende stesse che, facendo finta o non volendo sapere dove i propri
rifiuti andassero a finire, hanno affidato alla camorra quella che ormai è
diventata merce di un traffico di centinaia di miliardi di euro ogni anno, valore
8
inferiore solo a quello del traffico della cocaina.
-Giancarlo de Cataldo, Romanzo criminale (2002)
Nella Roma degli anni settanta, una banda di criminali prende il potere in città
con strategie mafiose. Tutti sembrano sottoposti al ricatto della droga e le
forze dell'ordine sembrano troppo impegnate a combattere il terrorismo per
occuparsi della malavita organizzata, senza accorgersi di quanto la città stia
diventando preda di una organizzazione intelligente e spietata.
Il Libanese, il Freddo, il Dandi e il Secco, accompagnati da altri personaggi,
prendono il potere sulla delinquenza comune e su quella malavita che fino ad
allora si era limitata alla supremazia di quartiere. La conquista del territorio
inizia con un sequestro di persona e soprattutto con la decisione di non
spartirsi i soldi accumulati, ma di reinvestirli nell'acquisto di droga. Riescono
così ad ottenere il controllo su tutta la città. L'organizzazione è capillare :
parte dalla droga, ma riguarda anche altro, dallo strozzinaggio alla
prostituzione e al gioco attraverso la gestione del Seven Climax, quello che
sarà uno dei locali più in della città.
-Gianrico Carofiglio,Testimone inconsapevole (2002)
Si può considerare un giallo giudiziario o legal thriller, poiché è basato
sull'evoluzione di un processo penale osservato dal punto di vista di un
avvocato, il protagonista Guido Guerrieri, avvocato come Carofiglio.
Guido Guerrieri, avvocato a Bari, è appena entrato in una crisi depressiva
scoppiata con la separazione dalla moglie. Il problema psicologico ha anche
riflessi sulla vita pratica : attacchi di panico, insonnia... Intanto il lavoro
continua ma l'impegno, ormai calato, riemerge solo grazie ad un cliente che
ha notevoli pretese e pochi soldi : Abdou Thiam, venditore ambulante
senegalese, è stato arrestato per l'accusa di sequestro, omicidio e
occultamento del cadavere del piccolo Francesco Rubino, un bambino di nove
anni che Abdou aveva conosciuto sulle spiagge di Monopoli. Alcuni testimoni,
come un barista, di idee razziste, assieme all'imprecisione dell'analisi e degli
interrogatori della polizia creano un vero e proprio corpo di prove contro il
senegalese che, oltretutto, non ha alibi e cerca di nascondere i suoi commerci
di accessori dai marchi contraffatti.
L'acuto avvocato riesce però, con la sua convincente arringa e l’assenza di
vere prove, a tirare fuori dai guai Abdou. Nel frattempo, grazie al
soddisfacente lavoro compiuto e ai nuovi rapporti con la vicina di casa
Margherita, riesce ad uscire dalla sua crisi psicologica.
-Antonio Moresco, Repubblica nomade (2016)
Moresco parte da una foto segnaletica di un sovversivo di nome Moresco
- somigliante all’autore di questo libro – ritrovata da un amico al Casellario
Politico Centrale di Roma. Questa scoperta accende la curiosità dello
9
scrittore e lo spinge a esplorare il difficile passato della propria famiglia, a
scoprire memorie scritte e vecchie fotografie, a compiere un lungo viaggio
per incontrare parenti finiti dall’altra parte del mondo.
Ne viene fuori un romanzo che, partendo da una piccola storia, si allarga
sempre più fino a raccontare non solo la diaspora della propria famiglia, i
destini di nonni, zii, genitori e cugini, di reduci di guerre e di rivoluzioni
perdute, ma anche la diaspora di un intero mondo. “Brandelli dolorosi e
ancora sanguinanti di vita che mi sono arrivati in mano all’improvviso,
conservati nonostante tutto e passati di mano in mano attraverso il tempo
e lo spazio dai membri di questa povera e tormentata famiglia”. Un viaggio
dentro il pozzo segreto della propria famiglia che diventa a poco a poco
anche un viaggio dell’autore dentro se stesso.
-Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica (2014)
Le sette lezioni raccontano « alcune tappe inevitabili della rivoluzione che ha
scosso la fisica nel secolo XX e la scuote tuttora » e sono dedicate,
vulgarizzandole, alla teoria della relatività, alla struttura e all’origine del
cosmo, alle particelle, ai buchi neri, alla natura del calore e al ruolo dell’uomo
nel nostro universo.
-Erri de Luca, La parola contraria (2015)
E’ un pamphlet di cinquanta pagine di argomenti difensivi in risposta alla
denuncia per istigazione a delinquere presentata nei suoi confronti dalla ditta
LTF (Lyon Turin Ferroviaire) operante in Val di Susa. La denuncia parte da
un’intervista, rilasciata all’Huffington post, nella quale Erri De Luca sostiene
che “la TAV va sabotata”. Il termine sabotare risuona minaccioso e diventa
il corpo del reato ; l’accusa interpreta il termine in maniera restrittiva,
vedendoci dentro l’istigazione rivolta dallo scrittore a compiere atti criminosi
contro i cantieri TAV.
“Se avessi inteso il verbo sabotare in senso di danneggiamento materiale,
dopo averlo detto sarei andato a farlo” afferma Erri de Luca a sua discolpa.
Ha presentato il suo pamphlet per tutta l’Italia ; a quel libretto i cittadini
hanno risposto, da Nord a Sud, con una presenza significativa, con letture
spontanee e gruppi social, al grido di #iostoconerri (= io sto con Erri (de
Luca)). Una vera e propria mobilitazione popolare, che sostiene la causa de
La parola contraria.
-Antonio Moresco Zingari di merda (2008)
Il libro è la storia di un viaggio verso la Romania compiuto da Antonio Moresco
e un fotografo, sulla vecchia Bmw di Dimitru, uno degli zingari sgomberati
dalla Snia, fabbrica abbandonata dove lui e molti altri rom si erano rifugiati,
vivendo miseramente. « Zingaro di merda » è un insulto (però è anche un
modo affettuoso di rivolgersi a chi è fratello) che Dimitru, dopo averlo sentito
10
tanto spesso rivolto contro di lui e contro i suoi, ama ripetere. Il viaggio non
è né rapido né confortevole : la macchina si rompe, il paesaggio è poco
accogliente, gli incontri sono rari. Ma ora dopo ora, in quelle intere giornate,
Moresco si avvicina sempre di più alla conoscenza dell'universo rom,
contraddittorio e complesso per il quale ogni semplificazione è
assolutamente impossibile.
-Milena Agus, Mal di Pietre (2006)
Cagliari, anni Quaranta. La nonna della narratrice ha trent’anni e ancora non
ha trovato l’amore. Non è affatto brutta, solo che, per un qualche motivo
misterioso, i suoi pretendenti fuggono ancor prima di aver chiesto la mano a
suo padre. Ma un giorno, nel maggio del 1943, il futuro marito arriva in paese
e si sposano, anche se nessuno dei due ama l’altro. Ma la nonna ha un grosso
male : il mal di pietre, terribili coliche renali che non le permettono di restare
incinta. Così le vengono ordinate le cure termali in Continente ed è lì che
conosce il Reduce, un uomo che vive a Milano con il suo stesso male e che
con la sua poesia e la sua musica le fa conoscere l’amore. Quello vero. Quello
che ha sempre aspettato. Quando la nonna torna a casa resta subito incinta
e il figlio che nasce sarà un grande musicista che porterà la sua musica in
tutto il mondo, che avrà con il padre un rapporto privilegiato e che quando
si sposerà con una flautista, lascerà la propria figlia nelle mani della nonna,
perché la possa crescere.
-Helena Janescek, Lezioni di tenebra (1997)
È possibile trasmettere conoscenze ed esperienze non con il latte materno,
ma ancora prima, attraverso le acque della placenta ? A partire da questa
domanda Helena Janeczek tenta di raccontare la sua storia, quella di figlia di
sopravvissuti ad Auschwitz. La memoria della Shoah emerge proprio dalla
storia familiare e in particolare della madre nata in Polonia e vittima del
nazismo. La famiglia di Helena è ebrea ma ha sempre tentato di prendere le
distanze dalla propria comunità associata alla tragedia della Seconda guerra
mondiale. Helena si domanda cosa si nasconda realmente tra i non detti di
sua madre, tra le vicende del passato che nessuno ha avuto il coraggio di
rivelare, tra i vuoti che verranno presto colmati da ricordi e scoperte durante
un viaggio in Polonia e ad Auschwitz.
E’ un romanzo autobiografico in cui l'indagine tra le tenebre del passato si
unisce al rapporto madre-figlia segnato da sospetti, bugie e da un percorso
esistenziale doloroso. Ma Helena vuole sapere. La tenebra, il buio che non si
può sconfiggere, può essere almeno ridotto per far emergere un po’ di luce
necessaria per conoscersi e accettarsi, per rispondere alle domande più
insistenti che hanno accompagnato la scrittrice nel corso di tutta la sua vita.
11
-Elena Ferrante, L’Amica geniale (2011)
La narrazione viene condotta in prima persona da Elena, che conduce il
lettore attraverso le vicende raccontate. Lila e Lenù abitano nello stesso
quartiere degradato di una Napoli che funge da sfondo, ma anche da
protagonista della loro storia. Lila è figlia di un calzolaio e la sua famiglia vive
in condizioni piuttosto modeste ; mentre Lenù vive un’esistenza più agiata,
dato che il padre è impiegato comunale. La loro amicizia nasce fin dalla
primissima infanzia e si consolida durante gli anni della scuola elementare,
quando le due bambine diventano inseparabili, anche perché entrambe
vivono con grande insofferenza le rigide regole di comportamento imposte
dal rione. Il loro più grande desiderio è quello di poter evadere, un giorno, da
quella soffocante atmosfera.
Fin da subito la personalità di Lila emerge dalle pagine del romanzo, per la
sua forza che sconfina quasi nell’irresponsabilità. Infatti, quando è necessario
prendere una qualsiasi decisione, la pacata Lenù si appoggia all’amica. Lila è
molto intelligente e incute soggezione. Parla in dialetto con i coetanei, ma,
quando è a scuola, sfoggia, con la maestra, vocaboli che nessuno conosce.
Sembra disprezzare tutti. Lenù osserva tutto, spinta dall’ammirazione e
forse dall’invidia per quella sua amica geniale. Alla fine della scuola
elementare, dopo cinque anni di frequentazioni assidue, le due amiche sono
legate da un sentimento profondo e complesso. Poi, le loro esistenze si
separano ; Lenù continua a studiare frequentando prima la scuola media e
poi il ginnasio. Lila, invece, per ragioni economiche, non può proseguire gli
studi. E’ costretta a lavorare nella bottega paterna, senza però perdere la
sua trasgressiva creatività.
Nonostante un’apparente distanza, le esistenze delle due ragazzine si
intrecciano ancora più di prima, soprattutto quando hanno inizio le prime
vicende sentimentali ; è allora che le due amiche si invidiano, ma si amano,
si respingono. Sono sempre legate da un sentimento profondo. Il romanzo
termina con il matrimonio di Lila. Lenù e Lila sono ormai due donne, la vita
adulta le aspetta, e, pur avviandosi verso strade separate, il loro legame non
si è rotto.
12