Radici Octobre
Radici Octobre
italiennes
Directeur de la publication
et de la rédaction de RADICI
I
l est des régions qui semblent n’avoir jamais découvrir, avec l’aide d’amis, de témoins et de
droit de cité dans le paradis des destinations compagnons de route, celui que certains ont
touristiques les plus prisées de la Péninsule. surnommé le Cartier-Bresson de la Basilicate.
Les Abruzzes par exemple, est l’une d’entre Ses photographies ne s’oublient pas, et les bel-
elles, et c’est totalement injuste. Bien sûr, il y les âmes auront à cœur de les partager !
a Venise et la lagune, Rome et son histoire, Vous trouverez également un article de Fran-
Florence et ses musées, Bologne et sa cuisine, cesca Vinciguerra sur la famille italienne, entre
aucune ne vole la primauté qui les caractérise. modernité et traditions. Ah ! La famille ! Que lui
Pour ce numéro, RADICI a privilégié un itiné- est-il arrivé ces dernières décennies ? Qu’est-
raire du cœur ; d’une région qui bat davantage ce qui fait d’elle, envers et contre tout, l’un des
au rythme de ses habitants que de celui des piliers de la société italienne ?
touristes qui y passent. Une raison de plus Une belle interview enrichit aussi ce numéro :
pour la visiter, car vous vous y sentirez immé- celle du compositeur Ezio Bosso, témoin d’une
diatement en famille. Les Abruzzes – en italien musique vécue et conçue comme élément in-
au singulier, l’Abruzzo – sauront vous surpren- contournable de la vie même.
dre comme, et peut-être même davantage, Sans oublier bien sûr le regard attentif et per-
que les destinations plus connues. Pensez-y et cutant de Giuseppe Santoliquido sur l’actua-
offrez-vous une promenade sur cette terre de lité, et le billet de l’écrivain Vincent Engel sur sa
paysans, de bergers et de pêcheurs, riche de découverte de l’Italie.
grandes traditions culturelles et historiques.
Dans ce numéro, il sera aussi question d’itiné-
raire de l’âme et de l’histoire. Pour cela, nous P.S.
vous proposons un hommage à Mimì Nota- Veuillez nous excuser pour le retard de publi-
rangelo qui fut un insatiable voleur d’âme. Un cation de ce numéro dû à l’intense travail de
personnage tellement dévoué à la valeur du la rédaction pour la réalisation du troisième
témoignage que ses reportages en dérangent et dernier volume de la trilogie sur le cinéma
plus d’un ! Un film qui lui est consacré, réalisé italien « L’Italie au miroir de son cinéma » qui
par David Grieco – le réalisateur de L’Affaire trouvera, nous l’espérons, un accueil chaleu-
Pasolini sortie dernièrement en France –, fait reux auprès de vous.
RADICI -3
6 Itinerari 34 Attualità
Verde Abruzzo. Un tuffo nella natura selvaggia Du pari de l’omnipotence à l’éviction ?
18 Sapori 38 Il biglietto di
Vincent Engel. Mes amours italiennes. Sienne 1985
Les vertus de la cuisine des Abruzzes
26 Brev’Italia 42 Musica
Intervista a Ezio Bosso. La musica lenisce i dolori
4 - RADICI
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& COORDINATION ÉDITORIALE
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TRADUCTION ET RÉVISION
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MAQUETTE
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PHOTOS DE COUVERTURE
Abruzzo © Enrico Della Pietra - stock.adobe.com
Famiglia italiana © 01Distribution
La vérité nue © Domenico Notarangelo
Cuisine des Abruzzes © Babette
52 Personaggi PROCHAIN
Società I Rocco Femia Primo piano
I Giuseppe SANTOLIQUIDO Attualità
I Vincent ENGEL Il biglietto di I Giacomo
Domenico Notarangelo. La vérité nue NUMÉRO DE RADICI RUSSO SPENA Musica I Fabio FERZETTI
SORTIE PRÉVUE Personaggi I Mariangela GALATEA VAGLIO
Pillole di grammatica I
DÉCEMBRE 2019
58 Pillole di grammatica Ce numéro de RADICI
couvre les mois
AVEC LA COLLABORATION
DES MAGAZINES ITALIENS
MICROMEGA
L’ESPRESSO
de septembre FOCUS STORIA
et octobre 2019.
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à la Poste veuillez
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N° CPPAP
(n° de Commission paritaire)
0122 K 82171
ISSN 1635-1231
RADICI -5
25/10/19 16:58:45
FRANCESCA VINCIGUERRA
Dieci anni. Sono passati dieci anni da quel 6 aprile 2009, quando una scossa di terremoto danneggiò gravemen-
te L’Aquila e la regione circostante della Marsica, in Abruzzo. Dieci anni sono trascorsi, e oggi che cosa rimane?
La risposta più consona sarebbe: tutto. Malgrado le fenditure che ancora decorano, come una ruga sgraziata, le
costruzioni dei dintorni nel raggio di chilometri, la vita degli uomini continua. Quella della natura, invece, non si
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u Il Gran Sasso.
q Vigneti e colline.
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tanti dell’esagono. Eppure, in pochi sanno che cilmente raggiungibile dalla costa Adriatica. Se la vetta
anche gli Appennini offrono delle ottime possi- invece preferite rimanere nell’entroterra, quel- le sommet
bilità per praticare ogni tipo di sport invernale lo che fa per voi è il comprensorio sciistico dei il fiore all’occhiello
con in più la scoperta di nuove bellezze. E ben- Parchi. Situato ad un’ora e mezza da Roma, nel le fleuron
ché l’Abruzzo non sia l’unica regione della ca- cuore della Marsica e del parco regionale del l’impianto sciistico
tena montuosa fornita di piste da sci, è qui che Sirente-Velino, comprende le stazioni di Ovin- la station de ski
troverete le piste più lunghe e le vette più alte, doli, Campo Felice e Campo Imperatore, oltre il comprensorio
ma anche le meno affollate. al complesso delle Grotte di Stiffe. L’altopiano sciistico
Il fiore all’occhiello degli impianti sciistici delle Rocche che ospita le prime due stazioni, le domaine skiable
dell’italia peninsulare è il comprensorio sciisti- esposto a nord, offre un bel panorama sull’in- la faggeta
co dell’Alto Sangro e dell’altopiano delle Cin- tero aquilano e sulle vette della catena appenni- la hêtraie
que Miglia, che unisce le imponenti stazioni di nica. Alle spalle dell’altopiano, poco distante, si raggiungibile
Roccaraso e Rivisondoli e le aree – più piccole trova Celano, ricco centro che domina la Conca accessible
e nascoste – di Pescocostanzo, Castel di Sangro, del Fucino, sorta da un antico lago. L’impianto altisonante
Barrea e Pescasseroli. Centocinquanta chilome- di Campo Imperatore, sebbene più piccolo e grandiloquent
tri di piste da discesa e sessanta da fondo sull’al- meno frequentato, merita appieno il suo nome
topiano dell’Aremogna e nella faggeta di S. An- altisonante, cinto dai profili delle vette più alte
t Stazione sciistica
tonio, uno dei pochi ad offrirvi, oltre alla neve ed eleganti dell’intera regione.
di Campo Felice.
sotto i piedi, anche il mare all’orizzonte. L’intero Al crepuscolo, quando il manto nevoso di-
territorio, al confine tra L’Aquila e Chieti, è fa- venta azzurro ceruleo e una ad una appaiono le q Borgo di Scanno.
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fare ressa luci dei rifugi e dei borghi circostanti, ci stupisce prensorio sciistico dell’Alto Sangro e dell’alto-
se presser quanto popolata e viva sia la montagna abruz- piano delle Cinque Miglia, si trovano Opi, di-
(les uns contre
les autres)
zese che di giorno ci era parsa silenziosa e sel- segnato dall’artista incisore olandese Maurits
vatica. I paesi, illuminati nella notte, ci appaiono Cornelis Escher, e poi Pacentro e Palena con i
ammucchiato
isolati tra di loro, mentre le loro case fanno res- loro castelli, Pescocostanzo con la sua atmosfe-
entassé
sa, ammucchiate come per tenersi al caldo nelle ra da fiaba. O ancora Scanno, con il suo lago a
il gregge ore più fredde. forma di cuore e le donne che lavorano al tom-
le troupeau
“A chi guarda Fontamara da lontano, dal bolo indossando i costumi tradizionali. Foto-
il tombolo Feudo del Fucino – scriveva l’abruzzese Igna- grafata negli anni ’50 da Henri Cartier-Bresson,
le fuseau
(pour la dentelle)
zio Silone – l’abitato sembra un gregge di pecore di Scanno appaiono i riti, le andature, l’attacca-
scure e il campanile un pastore”. Ed è proprio mento degli abitanti del borgo alla propria iden-
questa la sensazione che abbiamo: sentirci, an- tità e alla propria terra.
cora con gli sci ai piedi e infreddoliti dalla gior- Uno dei modi più pittoreschi per scoprire
nata sulla neve, riscaldati dalla presenza con- questa parte della regione è salire a bordo della
fortevole dei borghi illuminati in lontananza, Transiberiana d’Italia, un treno che in origine
p Treno come tanti greggi di pecore nell’ovile, o come collegava Sulmona con la città di Isernia nella
storico della tanti piccoli presepi. regione del Molise, e che oggi si è trasformata
Transiberiana L’Abruzzo, con l’Umbria e le Marche, è la in un popolare circuito turistico, con il titolo di
d’Italia.
regione che conta il maggior numero di borghi ferrovia più panoramica d’Italia. Partendo dal-
u Borgo più belli d’Italia, in gran parte concentrati nella la stazione di Sulmona a bordo delle carrozze
di Pacentro. provincia de L’Aquila. Nelle vicinanze del com- originali degli anni ’20 perfettamente restaurate,
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il valico la Transiberiana attraversa Pettorano sul Gizio, morie.” Così lo scrittore Ignazio Silone descri-
le col Campo di Giove, Palena, Pescocostanzo, Rivi- veva il paesaggio che circonda Sulmona, nella
la stesura sondoli e Roccaraso offrendo visite guidate dei quale soggiornò durante la stesura della bio-
la rédaction centri storici, degustazioni, visite delle aree fau- grafia di Pietro da Morrone, il Papa del “gran
lo strapiombo nistiche e dei mercatini di Natale. rifiuto” che al momento della sua elezione pon-
la falaise Che voi seguiate questo itinerario o meno, tificia nel 1294 viveva in una delle tante grotte
il logorio una cosa è certa: ovunque andrete, troverete della Majella. Il Medioevo respira ancora con
l’usure gentilezza e ospitalità, unite alla voglia degli forza tra queste montagne, come testimoniano
la cannella abitanti di condividere con voi la ricchezza della i castelli che decorano il paesaggio, ovunque
le tuyau loro tavola. volgiamo lo sguardo. Visitare l’Abruzzo attra-
ici, la bouche verso i suoi castelli ci permette di percorrerlo
le spoglie CASTELLI, BRIGANTI ED EREMITI nella sua interezza, dai monti fino alla costa,
la dépouille “Una tenera luce verde dorata bagna il passando dalle torri in rovina alle imponenti
avvolto grandioso scenario della Majella e dà una costruzioni medievali che si ergono su stra-
enveloppé proporzione armoniosa a ogni minimo ogget- piombi vertiginosi, fino alle roccaforti costrui-
remoto to. Nessuna montagna mi tocca come questa. te quasi sul mare, a difesa della costa. Partiamo
éloigné Elementi emotivi assai complessi si aggiungono da Tagliacozzo, il cui castello, sebbene in rovi-
all’ammirazione naturalistica. I suoi contraf- na, testimonia della grandezza di una città che
forti le sue grotte i suoi valichi sono pieni di me- fu uno dei centri più importanti della Marsica.
u Castello di Proseguiamo verso Celano e il suo imponente
Rocca Calascio. castello Piccolomini, edificato nel XIII secolo e
q Celano Castello Piccolomini. oggi sede del Museo d’Arte Sacra della Marsi-
ca e della Collezione Torlonia di Antichità del
Fucino. Da qui si va verso L’Aquila, capoluo-
go della regione che un tempo contava sul suo
territorio ben novantanove castelli. Benché
non tutti abbiano resistito al logorio del tempo,
ne rimane la memoria nella fontana delle no-
vantanove cannelle e nel forte cinquecentesco
“Spagnolo”, nel centro della città. A L’Aquila è
d’obbligo visitare la Basilica di Collemaggio,
decorata di marmo bianco e rosa e incorniciata
dalle montagne, nella quale venne incoronato
papa Celestino V e in cui oggi riposano le sue
spoglie. Ma, tra i tanti castelli della regione, il
più scenografico è senza dubbio il castello di
Rocca Calascio, dalle cui rovine si gode di tutta
la valle circostante: Campo Imperatore, il “Ti-
bet” d’Abruzzo. E ancora, potremmo nomina-
re Santo Stefano di Sessanio, gioiello del Gran
Sasso, il castello Piccolomini di Capestrano o,
scendendo a valle, i castelli di Roccascalegna e
quello di Crecchio. Senza neanche accorgerce-
ne, in meno di due ore ci ritroveremmo a valle,
avvolti dal rumore delle onde, a contemplare il
mare dalla torre del massiccio castello Arago-
nese di Ortona.
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LES VERTUS DE
FRANCESCA VINCIGUERRA
Si ce qu’on dit est vrai, c’est-à-dire que pour connaître véritablement un endroit il faut en goûter les spécialités,
quelle histoire nous racontent donc les saveurs des Abruzzes ? Pour mieux nous orienter dans l’abondance
des plats et des traditions de la région, nous avons demandé à un cuisinier abruzzais de nous servir de guide.
Albano Franchella est le chef du restaurant Lo Stivale à Toulouse, une vecchia trattoria comme il aime à le dire,
lieu idéal pour commencer notre voyage.
C
’est au travers des recettes d’une région que
nous en saisissons le mieux son passé. Celui
des Abruzzes a été écrit par les bergers sur
les chemins de la transhumance, les paysans aux
champs et les pêcheurs aguerris sur la côte.
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p Préparation
de la pâte pour
les spaghettis.
u Une fois
la pâte réalisée,
elle est déposée
sur la chitarra,
une pression
est faite à l’aide
du rouleau et
les fils de la chitarra
coupent la pâte.
u Page de droite,
en haut, un troupeau
© Katrinshine - 123RF
de moutons
sur les hauteurs
des Abruzzes.
En bas, préparation
des arrosticini.
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… ET LES PAYSANS AUX CHAMPS la cheminée. Les foglie, les feuilles, sont le nom t Les pallotte
Albano Franchella est né à Vasto, une ville générique donné au mélange de légumes verts cacio e uova,
boulettes au
côtière dont les habitants ne connaissent pas utilisés pour préparer le plat : endive, chicorée, fromage et aux
les difficultés de la vie en haute montagne, mais brocoli, blette, chou frisé ou bourache qui, une œufs dans une
ils sont bien conscients des difficultés de la vie fois ébouillantés, sont cuits dans une poêle avec sauce à base
aux champs ou en mer. « La cuisine de ces en- de l’ail, de l’huile et du piment doux séché. Chez de poivrons.
droits est faite de saveurs diverses, raconte moi, à Vasto, on accompagne le tout d’une por- q La pizza e foglie,
Albano, même s’il existe des points de contact tion d’anchois frits et salés ». pâte à la farine de
entre terre et mer ». C’est le cas avec les pal- Si l’on recherche un plat paysan abruzzais maïs et mélange
lotte cacio e uova, des boulettes au fromage et qui surprenne plus que les autres, il faut citer les de légumes verts,
ici accompagnée
aux œufs aujourd’hui reconnues par le guide virtù teramane, de la ville de Teramo : cette pré- de sardines.
Gambero Rosso comme la street food la plus paration, élaborée traditionnellement le 1er mai
représentative des Abruzzes. Ces boulettes, pour accueillir la belle saison, est une exaltation u Page suivante,
réalisées avec un mélange de fromage de bre- de tous les produits du monde paysan – ses les virtù teramane,
préparation
bis – du pecorino –, des œufs, du pain rassis, vertus – réunis dans un seul et même plat. Ha- réunissant tous
de l’ail et du persil, sont frites dans l’huile avant ricots, pois chiches, lentilles, petits pois, fèves, les produits du
de mijoter dans une sauce à base de poivrons. pâtes de différents formats, parmesan, herbes, monde paysan.
« Mais parmi les plats qui me rendent le plus tous les légumes de saison, viande et œufs ne
nostalgique, confie Albano, il y a la pizza e fo- sont qu’une partie des ingrédients du plat qui,
glie. Il s’agit d’une pâte préparée avec de la fa- plus que tous les autres, rend hommage à la vie
rine de maïs cuite de préférence à la braise, dans paysanne et à son printemps abruzzais.
F. V.
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© By Babette
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L’un des produits les plus précieux cultivés sur les ter-
res abruzzaises est le safran, surnommé or rouge. La
précieuse épice provient des fleurs du crocus, et les
voir fleurir sur le haut plateau de Navelli ou à Campo
Imperatore est un véritable spectacle. Il faut égale-
ment citer les lentilles de Santo Stefano di Sessanio,
les pommes de terre de Fucino, la réglisse d’Atri, le
miel de Torricella Peligna, les dragées de Sulmona, et
la ventricina, une charcuterie typique de Giulmi.
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Scuola: dispersione
per 1 su 3 al sud
Dati allarmanti sulla dispersio- gendo quindi l’obiettivo posto
ne scolastica per il sud Italia: dall’Ue per il 2020.
in Campania, Calabria, Sicilia 1 giovane su 3 tra i 18 e i 24
e Sardegna riguarda 1 gio- anni nelle regioni del Sud non
vane su 3. Solo il Veneto e la possiede le competenze di
Provincia autonoma di Trento base nella capacità di lettura,
riescono a mantenere la quo- di fare semplici calcoli, per
ta dei dispersi totali al di sotto non parlare della comprensio- la dispersione scolastica riguardare
del 10% dei giovani, raggiun- ne dell’inglese. le décrochage scolaire concerner
Il ponte di Leonardo
poteva funzionare RIDUZIONE
DEL NUMERO
DEI PARLAMENTARI
Parlare di cosa avviene nel mondo
della politica scatena le reazioni più
disparate. Oggi però la buona no-
tizia è che il Parlamento italiano ha
votato sul ridimensionamento di se
Il ponte disegnato nel 1502 da Leonardo da Vinci per unire Istanbul stesso con un discreto risparmio di
a Galata con un’unica campata di 208 metri – la più lunga dell’epo- soldi pubblici, riducendo il numéro
ca –, sebbene scartato dall’allora sultano Bayezid II, è stato invece dei parlamentari (da 945 a 600). Chi
promosso a 500 anni di distanza dagli esperti del Massachusetts parla di un risparmio di 500 milioni
Institute of Technology. Con una stampante in 3D hanno ricostru- di euro l’anno, chi dice 70 milioni,
ito un modellino in scala dimostrando che la struttura avrebbe chi dice qualche decina… Insomma,
funzionato perfettamente, resistendo anche alle eventuali defor- si risparmia.
mazioni del terreno in una zona a rischio terremoti. Secondo gli
esperti del Mit, il ponte si sarebbe dovuto costruire con blocchi scatenare discreto
di pietra e si sarebbe retto senza malta o cerniere, come i vecchi déclancher assez important
ponti romani. il ridimensionamento il risparmio
la réorganisation l’économie
la campata scartato la malta la cerniera
la travée rejeté le mortier la charnière
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Orgosolo e i murales
Ogni strada racconta una storia: di un Paese, della
Sardegna, ma anche quelle che riguardano l’intera
umanità. Storie di lotta, sopraffazione e povertà,
come la rivolta di Pratobello quando la popolazio-
ne ha impedito la nascita di un poligono militare
di tiro, ma anche racconti del mondo da 50 anni a
questa parte: Che Guevara, le madri argentine di
Plaza de Mayo e l’attacco alle torri gemelle. Ogni
dipinto è un affresco con colori accesi e con le
forme del cubismo di stampo picassiano, in gran
parte realizzati dal pittore senese Francesco Del
Casino, il padre di quasi tutti i murales che hanno
trasformato Orgosolo, paese della montagna sar-
da, in un vero e proprio museo a cielo aperto.
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© Nito500 - 123RF
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LA
VALEUR
DE ROCCO FEMIA
L’IMMIGRATION
Publié en Italie au début du mois d’octobre dernier, le « Rapport 2019 sur l’économie de l’immigration » fait le
point sur la valeur économique de l’immigration. Deux données permettent de lire en parallèle la situation de
la Péninsule à ce sujet. La première concerne les 2,5 millions de travailleurs étrangers actifs dans le pays qui ont
généré 139 milliards d’euros. L’autre met en évidence la fuite préoccupante des jeunes Italiens à l’étranger.
N
ous vivons dans un monde dans lequel, personnes qui viennent de l’étranger apportent
hélas, la solidarité n’étant pas une valeur de la richesse à l’Italie ; ensuite, celles qui sont
unanimement partagée, la meilleure façon nées en Italie, surtout les jeunes, sont contrain-
de parler aux gens, si possible en défendant les tes d’abandonner leur pays natal pour aller à
valeurs auxquelles on croit, consiste à parler à l’étranger, ce qui génère, entre autres, des coûts
leur portefeuille. Alors les oreilles s’ouvrent énormes et un gaspillage d’énergie. Tels sont les
grand pour écouter. Mais, me direz-vous, il en faits. Regardons-les de plus près.
a toujours été ainsi. C’est vrai, mais le paradoxe En 2018, en Italie, on a dénombré 2 millions
dans lequel vit l’Italie de ce nouveau millénaire et demi de travailleurs étrangers, soit 10,6 % des
est sans précédant. actifs. La richesse produite par ces travailleurs
À la lecture du « Rapport sur l’économie est estimée à 139 milliards d’euros, soir 9 %
de l’immigration » de la Fondation Leone Mo- du PIB ; ainsi l’État perçoit 3 milliards et demi
ressa, deux vérités émergent, et elles sont dif- d’euro de recettes fiscales et 13,9 milliards de
ficiles à avaler pour certains : tout d’abord, les cotisations sociales.
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Si l’on cessait de considérer l’immigration importantes sont les Roumains (23 %), les Al-
comme un « problème », une « urgence », ou banais (8,4 %) et les Marocains (8 %), et ils sont
pire encore, une « invasion », et si l’on regar- pour la plupart installés depuis plus de 10 ans.
dait plutôt son potentiel économique et social En d’autres termes, cela signifie plusieurs
à la lumière de toutes ces données, on décou- choses. Tout d’abord que les emplois que les
vrirait qu’elle est en fait une « force vitale » Italiens ne veulent plus sont occupés par les
pour le pays. travailleurs immigrés, que ces derniers per-
Ce rapport montre que parmi les tra- mettent de maintenir les services destinés à
vailleurs étrangers, 33,3 % ont un travail sans une population qui vieillit (les aides à domi-
qualification, 60 % sont ouvriers, artisans, cile, les badanti, sont presque toujours des
commerçants ou employés, et seulement 7,6 % femmes et en très grande majorité étrangères).
ont un emploi qualifié. On ne peut négliger leur contribution au sys-
Une autre donnée, non négligeable, est tème de retraite. Ils concourent aussi à limiter
celle relative à la contribution financière des le dépeuplement de zones abandonnées dans
plus de 700 000 entrepreneurs étrangers (9,4 % un pays qui, depuis de nombreuses années,
du total). À la première place, on trouve les est marqué par un fort déclin démographi-
Chinois avec 73 000 entrepreneurs, qui ont dé- que auquel il faut ajouter la fuite des jeunes à
passé les Marocains (72 000), et à la troisième l’étranger.
les Roumains (70 000). Le Rapport 2019 rapproche, à juste titre, les
valeurs économiques de l’économie produite
par les immigrés, à la valeur négative ou, plus
précisément au coût très élevé que représente
DANS LE CONTEXTE ACTUEL, l’émigration des jeunes Italiens à l’étranger. En
LES MOUVEMENTS MIGRATOIRES effet, l’Italie est de nouveau un pays d’émigra-
tion. Depuis 10 ans environ, presque 500 000
INTERNES ET INTERNATIONAUX Italiens sont partis. Parmi eux, 250 000 jeunes
de 15 à 34 ans.
JOUERONT UN RÔLE DE On estime que les départs vers l’étranger
ont coûté 16 milliards d’euros (1,1 % du PIB) :
RÉÉQUILIBRAGE MAJEUR. c’est justement la valeur ajoutée que les jeunes
Italiens émigrés pourraient réaliser s’ils tra-
vaillaient en Italie.
Au niveau fiscal, cela équivaut à 2,3 mil- Inutile de se faire des illusions, la popula-
lions de contribuables. Ce qui n’est pas rien. tion italienne diminue, le taux de fécondité est
Le secteur agricole assure 18 % des emplois 1,32 enfants par femme, et le solde des nais-
étrangers, et celui du bâtiment 17 %. Plus d’un sances et des décès est négatif depuis plus de
million de travailleurs immigrés sont employés 25 ans. Les jeunes sont donc de moins en mois
dans le secteur tertiaire (collectifs et indivi- nombreux contrairement aux personnes plus
duels) et 438 000 dans l’industrie. Ces chiffres âgées. On estime que les plus de 65 ans repré-
sont avant tout des faits concrets, qui ont une senteront 31,3 % de la population en 2038. Le
valeur économique indéniable, et ils suffisent vieillissement démographique est un phéno-
à démasquer la propagande inutile et préjudi- mène qui touche toute l’Europe, mais l’Italie
ciable d’une certaine politique xénophobe et est la lanterne rouge en la matière parmi tous
raciste qui n’aide en rien le pays. les pays du vieux continent. Selon Eurostat, la
Depuis plusieurs années, la présence étran- Péninsule pourrait perdre entre 2 et 10 mil-
gère est stable en Italie, avec 5,2 millions de lions d’habitants d’ici 2050.
résidants étrangers fin 2018, soit 8,7 % de la Dans un tel contexte, les mouvements mi-
population. Le solde migratoire est donc resté gratoires internes et internationaux joueront
positif (+245 000). On note une légère préva- un rôle de rééquilibrage majeur. L’immigration
lence de femmes (52 %), et une nette dominan- doit donc être gérée et appréhendée comme
ce des pays de l’Europe de l’Est (plus de 45 % une richesse, surtout pas comme un problème
du total). Les populations étrangères les plus insoluble. Il en va de notre survie.
R. F.
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GIUSEPPE SANTOLIQUIDO
DU
PARI DE
L'OMNIPOTENCE
À L'ÉVICTION ?
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Giuseppe Santoliquido,
politologue et écrivain,
revient sur les revirements
récents de la scène politique
italienne et se penche sur
l’échiquier mondial actuel.
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RADICI - 35
N
ous nous étions quittés à l’entame de l’été. noces. Tout sauf Salvini. C’était le mot d’ordre.
À cette période de l’année, un homme Le tout sous la pression parfaitement assumée
semblait tenir la Péninsule dans le creux des instances européennes et des chancelleries
de sa main, la faisant frissonner au gré de son occidentales, craignant, ces dernières, qu’un
humeur belliqueuse, s’en prenant tantôt aux mi- raz-de-marée électoral de la Ligue ne donne
grants tantôt à l’Union européenne, tantôt à ses des idées saugrenues à leurs électorats respec-
partenaires de gouvernement, tantôt aux élites tifs. Débarrassé de son encombrant allié extré-
de tous bords, fort d’une habileté rhétorique miste, les populistes du Mouvement 5 Étoiles
sans pareille et d’un sens de la démagogie hors ne l’étaient plus, populistes, ni pour la gauche
pair, dans la droite ligne d’un Silvio Berlusconi ni pour l’Europe, eux les amis des Gilets jaunes
ou d’un Matteo Renzi des temps de leurs splen- et du raciste et suprémaciste noir Kémi Séba,
deurs. Matteo Salvini célébrait son tout récent connu pour une descente dans un quartier juif
triomphe aux élections européennes, emportait de Paris, proche d’Alain Soral et de Dieudonné.
le gouvernement du Piémont dans la foulée, Giuseppe Conte, le Premier ministre, qui avait
septième région consécutive basculant à droite, signé les textes sécuritaires salviniens et appuyé
et finissait, dans une sorte de délire d’omnipo- sans coup férir sa politique migratoire, ses pro-
tence, par faire tomber le gouvernement, cer- pos haineux, sa guerre contre l’Europe et les in-
tain que ses compatriotes apeurés par les flux tellectuels, qui avait soutenu en laquais servile
migratoires et l’oppression exercée sur eux par la moindre de ses actions, épousait du jour au
les instances européennes, lui octroieraient, lendemain les thèses inverses, s’engageant, une
dans les urnes, l’équivalent moderne de cette première dans les annales parlementaires de
sacrosanctitas (sorte d’immunité, d’inviolabilité la République, à abroger ce qu’il avait paraphé
politiques) que les Romains accordaient aux tri- l’instant d’avant. Sous les applaudissements, une
buns de la plèbe dans l’Antiquité. fois encore, de la gauche et des chancelleries oc-
Mais n’est pas César qui veut. Du moins le cidentales.
César d’avant les Ides. Car il y eut conjuration Vous me direz : la politique a ses raisons
et l’Italien ne vota pas. Pour comprendre les que la dignité ignore. Et vous auriez raison. De
raisons de ce non vote, remettons-nous en à ce même, si vous ajoutiez qu’en l’occurrence, la fin
cher Publius Ovidius Naso, plus simplement ap- devait primer sur les moyens puisqu’il s’agis-
pelé Ovide, dont la queue du patronyme, Naso, sait d’éviter la concentration d’un nombre im-
lui venait de son nez parmi les proéminents de portant de pouvoirs dans les mains d’un seul
tout l’Empire. « J’entreprends de chanter les mé- homme, je répliquerais que je comprends vo-
tamorphoses qui ont revêtu les corps de formes tre raisonnement. Je formulerais toutefois une
nouvelles […]. Ennemis les uns des autres, tous objection : l’alliance sans accord sur le contenu
ces éléments rassemblés en désordre, le froid et de deux ennemis jurés ne risque-t-elle pas de
le chaud, le sec et l’humide, les corps mous et les réduire la démocratie à une forme d’État sans
corps durs, les corps pesants et les corps légers, substance ni ancrage dans une pensée ? La ver-
se livraient une éternelle guerre. » tu de la cohérence, la conformité entre ce que
Ces lignes, vous les trouverez en guise de l’on dit et ce que l’on fait ne constituent-elles
prologue des Métamorphoses, son œuvre la plus pas le meilleur anticorps contre une dérive dé-
célèbre. Or n’est-ce pas de cela qu’il s’est agi à la magogique, populiste ? La politique est égale-
fin de l’été en Italie ? D’un entremêlement de mé- ment une forme d’éducation. Je pense à ce mot
tamorphoses entre ennemis se livrant une éter- du philosophe et poète américain Henry David
nelle guerre ? Faisons-la brève : par peur d’une Thoreau : « Seuls peuvent me contraindre ceux
déroute électorale quasiment certaine, le Parti qui obéissent à une morale plus altière que la
Démocrate (centre-gauche) et le Mouvement mienne. »
Cinq Étoiles, qui quarante-huit heures avant la S’ils abandonnent ces vertus, nos amis les
chute du gouvernement juraient encore de ne démocrates de tous horizons ne prennent-
jamais pouvoir s’allier tant leurs divergences de ils pas le risque de servir le diable en pensant
fond étaient importantes, ont convolé en justes nous amener le bon Dieu ? Combien de temps
36 - RADICI
les citoyens vont-ils continuer de faire un effort villes sur près de 500 km2 carrés afin d’y loger
en faveur d’une entité dépourvue de vérité, de deux millions de migrants, et, surtout, d’anéan-
cohérence, et se sentir encore liés au mot « dé- tir les milices kurdes, principales responsables
mocratie » ? Toujours plus, ces mêmes citoyens de la défaite de l’Isis, au grand soulagement, à
se sentiront étrangers à la vie de l’État, s’en dé- l’époque, des États-Unis et de l’Europe, de bien
sintéresseront. Il ne suffit pas de se gargariser lâches alliés. Cette nouvelle guerre de la honte
de concepts à la mode, comme, par exemple, mettra ainsi un million et demi de civils sur les
la démocratie participative (sur des questions routes de l’exil, avec cette complicité craintive à
le plus souvent secondaires), s’il s’agit, ensuite, laquelle l’histoire de l’Europe nous a habitués.
de se défaire de toute cohérence. Il ne suffit Elle redonnera vie aux forces islamistes, qui
RADICI - 37
38 - RADICI
Vincent Engel
Sienne a fait l’objet d’un magnifique dossier dans le dernier numéro de RADICI.
Vincent Engel y revient cette fois, c’est parce que, dans la chronologie de
ses découvertes italiennes, Sienne est la troisième ville, après Rome et Venise…
D
urant ma première année de licence en Pendant près de vingt ans, j’affirmerai avec
Belgique (la maîtrise en France), je tom- fierté à qui voudra l’entendre que « je suis de
be amoureux de C., étudiante en lettres Sienne » et pas de Florence. La séduction est
comme moi, flûtiste et inscrite en études ita- immédiate, d’autant que j’aurai, cette année, la
liennes. Pendant l’été 1985, elle part suivre des chance d’assister au Palio, noyé dans la foule
cours de langue à Sienne et je reste à Louvain- sur la place. Je commence à pressentir que la
la-Neuve… jusqu’à ce qu’elle m’appelle pour beauté singulière de Sienne, ou celle de San
m’inviter à la rejoindre une semaine. Mon père Gimignano que nous allons visiter, tient à une
m’offre le train pour Florence, où C. viendra me étrange suspension du temps, constat qui nour-
chercher, et m’inonde de conseils de visites mu- rira, dix ans plus tard, la genèse de mon roman
séales, dont je ne tiendrai pas compte. Retour à Montechiarro. Si la Toscane en géné-
Je suis déjà allé avec lui à Florence, et je n’ai ral et la région de Sienne en particulier sont si
pas été séduit. Je garde de la ville une image belles, si préservées, c’est parce que l’Histoire
sombre (il pleuvait), monstrueusement bruyan- s’est arrêtée. Après la terrible peste de 1348
te (la ville n’est pas encore piétonne et les rues et l’effroyable saignée démographique qu’elle
sont envahies de voitures et de motos), avec des impose à la ville (et au reste de l’Europe), tout
musées à n’en plus finir (mon père a failli me dé- semble s’arrêter. Les travaux de la cathédrale
goûter à vie de telles visites, par son insistance à sont suspendus et ne reprendront jamais, et la
m’expliquer pendant des heures la composition grandeur de Sienne ne sera plus qu’un souvenir
des tableaux sans jamais s’intéresser au sujet). gravé dans la pierre et une architecture urbaine
Quand je débarque chez les Médicis, en août préservée à jamais. Au dix-neuvième siècle, la
1985, je n’ai donc qu’une hâte : retrouver C. au révolution industrielle épargnera la Toscane, à
plus vite, l’embrasser et bondir dans le bus qui moitié désertée, pauvre, exsangue, où le Prési-
va nous conduire à Sienne. dent De Brosse raconte que, passant par San
RADICI - 39
Quirico d’Orcia, il doit priver les habitants lo- Après Rome et Venise, Sienne vient défini-
caux du pigeon qu’ils gardaient pour remplacer tivement sceller le pacte que je passe avec l’Ita-
l’agneau pascal. lie. J’ai vérifié mon arbre généalogique ; pas une
Mais avant cet arrêt, Sienne a été riche, feuille ne me rattache génétiquement à ce pays.
glorieuse, puissante, guerrière, cultivée… La Mais quelle importance ? L’Italie est désormais
peste et la décadence économique ont parado- ma patrie de cœur, ses paysages sont mon ho-
xalement préservé les traces de ce passé ma- rizon et ses parfums m’accompagnent toute
gnifique, pour l’offrir aujourd’hui en pâture aux l’année, lorsque je suis obligé de retourner vers
hordes de touristes. Mais autre chose m’intri- les terres froides et humides de ma Belgique.
gue, que j’approfondirai quelques années plus Je commence à baragouiner l’italien et j’adore
tard en découvrant Pienza et le Val d’Orcia : ce la manière toscane de prononcer les « c », moi
que nous lisons aujourd’hui comme des beau- qui ai les accents en horreur. Mes leçons, je les
tés architecturales attrayantes furent jadis des ai prises dans les livrets d’opéra classiques et
signes de puissance et des lieux d’une violence sur les marchés. Mon vocabulaire est à la fois
extrême. Les tours populaire et suranné,
de San Gimignano et ma syntaxe plus
n’avaient pas pour q u ’a p p r ox i m a t i v e ,
fonction d’anticiper APRÈS ROME ET VENISE mais là encore, quelle
les gratte-ciel de New importance ? Quand
York, mais de per- SIENNE VIENT on aime, même les
mettre aux familles erreurs de langue sont
riches de se protéger
DÉFINITIVEMENT SCELLER des mots d’amour.
des attaques de leurs LE PACTE QUE JE PASSE La veille de notre
voisins ; les encoches départ, notre hôtesse
sur les façades des AVEC L’ITALIE. nous emmène en voi-
palais siennois ser- ture à l’extérieur de
vaient, elles, à placer la ville. J’ai pris mon
des couloirs permettant à ces mêmes familles appareil photo. Elle s’arrête dans la campagne
de passer d’un palais ami à l’autre, sans risquer et je suis sous le choc ; sous mes yeux, se dé-
de se faire assassiner dans la rue. voilent les plus beaux paysages que j’ai jamais
Et même la beauté du Palio est-elle autre vus. Des vallons tissés de champs labourés, aux
chose que la ritualisation de la violence et de la mille nuances d’ocre et de gris, des prairies aux
compétition ? camaïeux dorés, des oliviers nonchalants, des
En 1985, je suis encore loin, cependant, cyprès qui prennent la pose avec désinvolture…
de toutes ces réflexions. Je savoure la ville, les Je mitraille, le cœur battant, j’ai presque peur
parfums, les bruits et ce qui achève sans doute d’être victime d’une illusion qui va s’effacer en
de me séduire, outre l’amour pour C., c’est cer- un clin d’œil. La personne qui nous a conduits
tainement la musique qui ruisselle sur la ville. ici perçoit-elle encore cette exceptionnelle
Je ne peux pas vivre sans musique, et Sienne beauté ? Sans doute, puisqu’elle nous l’a fait dé-
– surtout en été – est musique. Dans les cours couvrir. Et peut-on se lasser d’un tel spectacle ?
des palais, les universités d’été organisent des Je n’ai pas encore de réponse à cette question.
concerts ; dans les rues, vous êtes accompagnés Pour l’heure, en ce mois d’août 1985, je savoure,
par les instrumentistes qui travaillent leur ins- ou plutôt je me goinfre d’images pour survivre
trument, les chanteuses et chanteurs qui exer- le temps qu’il faudra loin de Sienne.
cent leur voix. Quand le moment vient de remonter en
Je découvre aussi ces boutiques où l’on vend voiture, je m’arrête un instant et contemple une
des carnets au beau papier et aux reliures de dernière fois le paysage. Douze ans avant d’écri-
cuir. Attrape-touriste ? Peut-être. Toujours est- re ces mots, je murmure le serment qu’Adriano,
il que j’en fais une provision qui me servira à le jeune orphelin qui ouvrira la première partie
écrire mes romans « italiens », et que je pren- de Retour à Montechiarro, prononcera en re-
drai toujours un plaisir infini à y laisser glisser la gardant son village au détour du chemin : « Je
plume de mon stylo. reviendrai ».
V. E.
40 - RADICI
La musica
INTERVISTA A EZIO BOSSO
Il pianoforte è il cuore pulsante di Ezio Bosso. Una malattia degenerativa che lo ha costretto alla sedia a rotelle è solo
un minuscolo puntino che non gli impedisce di andare avanti pur in mezzo a tanta sofferenza. Si chiacchiera di musica
e di vita con un direttore d’orchestra, compositore e pianista ormai riconosciuto sulla scena italiana e internazionale.
lenisce i dolori
È
“ la musica che mi ha scelto”. Si sente un da insegnare nelle scuole fin dalla più tenera età:
privilegiato, malgrado la vita l’abbia co- “Continuo a vedere la società come una multi-
stretto a lottare contro una malattia formità di differenti età, di differenti esistenze,
neurodegenerativa. La musica gli ha riempito di differenti singolarità – spiega il Maestro – È
l’esistenza oltre ad avergli fatto ottenere rico- ovvio che a un bambino piccolo non farò ascol-
noscenze, premi e cittadinanze onorarie. Va tare tutto Wagner. Di musica ce n’è tanta: Bach,
avanti anche se, nel settembre 2019, ha annun- Monteverdi, Palestrina... Credo che questo di-
ciato la cessazione dell’attività di pianista. penda sempre dal modo in cui si fa ascoltare. Se
Ezio Bosso – uno dei pianisti, compositori io fossi un bambino, per esempio, vorrei che mi
e direttori d’orchestra di maggior talento del raccontassero le storie. Mi piace anche oggi”.
panorama musicale internazionale – ci aspetta
in un bar del centro di Roma. Sorseggia birra, Si è avvicinato alla musica a soli quattro anni.
insieme alla sua assistente. Mi accoglie con un Che ricordo ha di quel tempo e quanto l’è ser-
sorriso, col suo solito ciuffo ribelle. Pacato, di vita tale esperienza per diventare l’artista che
una sensibilità unica. Ci racconta subito il suo è oggi?
sodalizio con il regista Gabriele Salvatores per Ho iniziato lo studio all’età di 4 anni, ma alla
cui ha firmato la colonna sonora di Io non ho musica mi sono avvicinato anche prima. Prati-
paura, Quo vadis, baby e Il ragazzo invisibile. camente, ho imparato a leggere le note prima
Poi si inizia a ragionare sul valore della musica, delle parole. Tale studio è la base di quello che
la sedia a rotelle
le fauteuil roulant
costringere
contraindre
sorseggiare
siroter
il ciuffo
la mèche
pacato
paisible
il sodalizio
le partenariat
il regista
le réalisateur
RADICI - 43
sono oggi. È la conferma di come quella discipli- zia. Esistono metodi assai efficaci, come il me-
na, anche se a volte complessa e faticosa per un raviglioso e inclusivo metodo Orff, grazie a cui
bambino, si rivelò per me qualcosa di meraviglio- qualsiasi bambino può imparare le note attraver-
so, un’esperienza fondante. La musica è stata di so una partecipazione attiva, anche solo con un
fatto tutta la mia vita. Devo ringraziare quella zia piattino, e insieme agli altri. Lo stare insieme è
che mi vietava di suonare il pianoforte prima di di fondamentale importanza e serve a superare
studiare le note: “Se non impari a leggere la mu- le proprie difficoltà, le proprie paure. Ma questo,
sica – mi diceva – non lo tocchi”. Perché l’edu- per quel che mi riguarda, vale anche alla mia età.
cazione è anche questo: meritare qualcosa con il
fondante proprio lavoro e non per capriccio. E questo è un Lei ha dichiarato che, oltre alla musica, ren-
fondamental concetto importante, da non sottovalutare. derebbe obbligatorio in tutte le scuole l’opera
vietare Pierino e il Lupo di Prokofiev.
interdire La musica è indispensabile, fin dalla scuola Penso che utilizzare la storia insieme alla
sottovalutare materna? musica, la musica insieme alla storia, sia un
sous-estimer Noi siamo naturalmente composti della ma- percorso formativo fondamentale per la forma-
convogliare teria dei suoni: abbiamo il senso del ritmo fin da zione di un adolescente. E in questo percorso
canaliser quando siamo molto piccoli, fin dall’età di uno o renderei obbligatorio in tutte le scuole Pierino e
lo stupore due anni. E l’aspetto ludico del ritmo, per i bambi- il Lupo di Prokofiev, un testo determinante nella
l’émerveillement ni, è di fondamentale importanza, fa la differenza crescita di un bambino. E anche di un adulto.
la scuola anche dal punto di vista fisico. Come dimostrano
dell’infanzia gli studi scientifici, la capacità di convogliare il La scuola d’infanzia è sempre più meticcia
l’école maternelle
ritmo aiuta anche a camminare meglio. Nell’età con figli di migranti di prima o seconda ge-
puntualizzare evolutiva si tratta di un aspetto fondamentale nerazione che soffrono problemi di integra-
préciser
per l’equilibrio della crescita. E ugualmente im- zione, in primis linguistica. L’educazione
il collante sociale portante è coltivare l’ascolto e lo stupore. Che si musicale è uno strumento di inclusione e di
le ciment social
utilizzi un registratore o uno xilofono, l’accesso argine alle discriminazioni?
il collegamento al suono, alla produzione del suono associata La musica classica è una forma oggettiva-
le lien
all’ascolto è un aspetto fondamentale della forma- mente meritocratica: se uno non arriva significa
avulso zione e della cultura in tutta la nostra esistenza. che non è ancora arrivato. Spinge alla coopera-
étranger
La musica come strumento di benessere sociale, zione, non all’eliminazione, e spesso cura anche
guardare a come valore fondante di una società migliore, per il dolore e riappiana le differenze sociali. Più
considérer cambiare la vita, per salvare la vita. ancora che uno strumento di inclusione, è uno
tentare la sorte strumento di parificazione. Uno dei problemi
tenter sa chance Concretamente che tipo di musica va inse- principali è stato proprio quello di rendere la
avanzatissimo gnata, secondo lei, nelle scuole dell’infanzia musica qualcosa di elitario. È sbagliato. È una
avant-gardiste e come? cosa con cui mi scontro ancora oggi. Malgrado
il piattino Innanzitutto va puntualizzato che la musica, le mie debolezze, fragilità, stranezze non ve-
la petite cymbale essendo un grande collante sociale, è associabile nivo denigrato, ma suscitavo curiosità perché
lo stare insieme a tutto, persino al cibo, potrebbe rappresentare emettevo un suono che affascinava chi mi stava
le vivre-ensemble un collegamento tra una materia e l’altra, ren- intorno. La musica è fondamentale, lo dico per
superare dendole meno avulse ed evitando il rischio di esperienza personale perché elimina pregiudizi,
surmonter cadere in nozionismi morti che peraltro, è uno bullismo, difetti persino fisici, cancella le età e
meticcio dei problemi non solo della musica, ma della lenisce i dolori di qualsiasi forma siano.
métis stessa educazione. Io sono un umanista, conti-
l’argine nuo a sognare un mondo che guarda alle cose, “La musica cambia la vita perché è di tutti
le barrage non che tenta la sorte. e pone tutti sullo stesso piano.” Sono parole
scontrarsi sue. La musica è un linguaggio davvero uni-
s’opposer Ma esiste in Italia una metodologia didattica versale, senza proprietari né confini?
il bullismo ben sperimentata? Più precisamente, la musica è un patrimo-
le harcèlement L’Italia vanta una pedagogia musicale avan- nio universale. Non un bene comune, ma una
lenire i dolori
zatissima. Torino, per esempio, è all’avanguardia necessità comune. E dunque se ne deve garanti-
apaiser les douleurs nel campo della pedagogia musicale per l’infan- re l’accesso a tutti.
G. R. S.
44 - RADICI
TRA MODERNITÀ
E TRADIZIONE
Ah, la famiglia! Vi siete mai chiesti come sarebbe
stata la vostra vita se foste nati in Italia?
FRANCESCA VINCIGUERRA
Immagini del film di Gabriele Muccino, A casa tutti bene (2018)
© 01Distribution
RADICI - 47
P
ranzi domenicali, una mamma che non al di fuori dei confini dello stesso quartiere e
vi considererà mai un adulto indipen- non di rado si dividono gli appartamenti di
dente, una zia che vive poco più in là, uno stesso palazzo. Così, se i vostri genitori
una nonna al piano di sotto. Ecco, non siete non saranno a casa quando voi tornerete da
poi così lontani dal- scuola, non ci sarà
la realtà: in Italia, tra di che preoccuparsi:
problemi e contrad- una nonna desidero-
dizioni, la famiglia
era ed è ancora l’uni- Ancora oggi, il 60% sa di viziarvi con la
sua cucina aspetterà
ca boa di salvataggio
durante la tempesta. dei giovani italiani dietro lo spioncino
della porta del pia-
Ma se anche questa
tribù compatta che dai 18 ai 34 anni vivono no di sotto, pronta
a captare il minimo
è la famiglia stesse
conoscendo un mo- ancora sotto lo stesso movimento rivelato-
re del vostro ritorno.
mento di crisi? I tassi
di natalità sono tra i tetto dei propri genitori, Alla famiglia non
si scappa. Spesso
più bassi al mondo,
i giovani tardano ad anche nel caso in cui però succede che
questa rete di inter-
uscire di casa, men-
tre il conflitto tra abbiano un contratto dipendenza sociale e
affettiva allevii ogni
famiglia tradizionale
e famiglia moder- di lavoro stabile. voglia di scappare:
ancora oggi, il 60%
na occupa le strade, dei giovani italiani
la scena politica e il (dai 18 ai 34 anni)
dibattito pubblico. vivono ancora sotto
la boa Cos’è successo alla famiglia in questi ultimi lo stesso tetto dei propri genitori, anche al
la bouée
decenni? Cosa la rende, ancora e nonostante nord Italia e anche nel caso in cui abbiano
il cardine tutto, uno dei cardini della società italiana? un contratto di lavoro stabile, contro il 35%
le pilier dei loro coetanei d’oltralpe. “Bamboccioni” è
palese FAMIGLIE, FAMILLES il nome che la stampa e le statistiche hanno
évident “Un uomo che sta troppo poco con la sua dato a quest’esercito di giovani spaventati
in fretta famiglia, non sarà mai un vero uomo”, senten- dall’indipendenza della vita adulta. E se in
rapidement zia Don Vito Corleone ne Il Padrino, uno dei molti casi si tratta di giovani in lotta costante
non di rado film che hanno contribuito a rendere la fami- con un mercato del lavoro spietato e com-
souvent glia italiana un’istituzione anche agli occhi di petitivo, la comodità del loro nido d’infanzia
lo spioncino chi in Italia non ha mai messo piede. impedisce agli altri di spiccare il volo oltre
l’œilleton Miti, congetture e pregiudizi, nascondono la soglia di casa, per la gioia di una madre
viziare sempre qualche verità. Nel caso della famiglia apprensiva o malgrado la disperazione di
gâter italiana, la verità non prova neanche a na- genitori che, loro sì, vorrebbero la loro dose
allievare scondersi. Anzi: volteggia palese nell’atmosfe- d’indipendenza.
diminuer ra, dolce e onnipresente come la promessa del
spietato
mito che la circonda. Se avrete la possibilità IL WELFARE: UN AFFARE DI FAMIGLIA
impitoyable di viaggiare in Italia, ve ne renderete conto Solidarietà e coesione vanno d’accordo
da soli: la famiglia è ovunque. E non si tratta con l’idea di famiglia italiana, anche quando la
la comodità
le confort solo di genitori e fratelli o sorelle. Quando un solidarietà sfocia in consigli non richiesti e la
italiano nomina la parola famiglia, il cerchio coesione diventa invasione dello spazio priva-
spiccare
il volo
delle persone coinvolte è già più largo e com- to. Non dobbiamo però credere che dietro la
prendre prende nonni, zii e cugini, che sanno tutto solida istituzione della famiglia si nascondano
son envol di lui come lui sa tutto di loro. Abituatevi in solo affetto e tradizione: in realtà, la debolezza
sfociare in fretta a questa presenza costante: raramente dell’apparato delle politiche sociali statali spie-
déboucher sur i componenti della famiglia italiana abitano ga in gran parte il motivo per il quale ogni fa-
48 - RADICI
miglia italiana nei momenti di difficoltà faccia riceve un sostegno economico da parte dello
più affidamento alla sua rete privata di soste- Stato, ma continua ad avere scarse possibilità
gno che a quella ufficiale dello Stato. di accesso agli asili nido pubblici, poco nume-
Se il Welfare State era già una realtà in In- rosi ed estremamente cari.
ghilterra e nel resto d’Europa all’inizio del XX Le famiglie italiane si trovano dunque nel-
secolo, l’Italia comincia a lavorare sul suo ap- la situazione non solo di dover organizzare gli
parato di società assistenziale soltanto a par- aiuti ricevuti da parte dello Stato – come av-
tire dal secondo dopoguerra, con la nascita viene altrove in Europa – ma anche di dover
della Repubblica. Coincidendo questo perio- creare da zero un sistema di sostegno interno
do storico con l’alba della società dei consu- alla famiglia, per sopperire a quelle mancan-
mi e – poco tempo dopo – con il boom eco- ze che lo Stato italiano non ha mai risolto. Ci fare
affidamento a
nomico, il Welfare italiano costruisce le sue si spiega allora perché gli anziani rimangano se fier à
prime linee guida su questo modello: sin da tra le colonne portanti della famiglia in Italia,
il welfare
subito, lo Stato incentiva il consumo privato non solo a livello affettivo, ma anche econo-
la protection
anziché fornire strutture collettive efficienti. mico: i pensionati ancora abili, oltre a poter sociale
Ma se in un primo momento questo tipo di offrire un servizio di baby-sitting per i nipoti
scarso
politica contribuisce al benessere economico e di aiuto in casa ai figli, contribuiscono con faible
delle famiglie italiane, sul lungo termine porta la loro pensione a riempire gli eventuali buchi
i buchi
una lunga serie di carenze nel campo dei ser- nel bilancio di tutta la famiglia. Circa il 40%
nel bilancio
vizi pubblici essenziali. Così ancora oggi, ad dei pensionati italiani aiuta i parenti a rista- les trous
esempio, per la nascita di un figlio, la famiglia bilire l’equilibrio economico, sostenendo un du budget
© 01Distribution
RADICI - 49
© 01Distribution
Gli anziani rimangano tra le colonne portanti della famiglia in Italia: i pensionati
oltre a poter offrire un servizio di baby-sitting per i nipoti e di aiuto in casa ai figli,
contribuiscono a riempire gli eventuali buchi nel bilancio di tutta la famiglia.
figlio che ha improvvisamente perso un lavoro nare sul mercato del lavoro dopo un’assenza di
o un nipote che deve ancora trovarne uno. anni però costringe molte donne a rimanere
Le grandi perdenti di questo sistema assi- inchiodate in questo limbo domestico.
stenziale sono le donne: la scarsità di servizi Per fortuna che c’è la famiglia, allora. Que-
pubblici ai quali fare appello durante la gravi- sto sistema di soluzioni parallele però, appa-
danza e i costi elevati che comporta in Italia la rentemente ben congegnato e fino a qualche
scelta di avere un figlio, in troppi casi spingono anno fa estremamente efficiente, sembra che
biasimare la neomamma ad abbandonare il lavoro per ri- stia cominciando ad incassare dei colpi: l’at-
en vouloir à manere a casa fino all’età scolare dei figli. Se il tuale generazione di giovani italiani è la prima
inchiodato costo di un asilo nido è pari o superiore al loro a conoscere un calo della natalità di tale im-
cloué, coincé stipendio, come biasimarle? Tanto vale cerca- portanza, accompagnato da un innalzamento
congegnato re di contribuire al bilancio familiare evitando dell’età media per la prima gravidanza, senza
conçu spese superflue, si dicono. La difficoltà di tor- parlare dello scarso numero di coppie che deci-
50 - RADICI
dono di convolare a nozze, religiose o civili che resto di quella famiglia allargata che continua di ogni leva
siano. Il ritardo delle nascite, unito all’esigenza a far parte – per fortuna – del loro orizzon- de tous bords
sempre più frequente di doversi allontanare da te sociale. E questo a causa di una mancanza antiabortista
casa per trovare soddisfazione professionale, di assistenza da parte dello Stato, non certo di anti-avortement
sta cambiando profondamente la società ita- una modernità che corromperebbe le tradizio- il raduno
liana alle sue basi, creando una situazione del ni della società italiana. le rassemblement
tutto nuova e della quale è ancora difficile pre- Questa era la posizione sulla famiglia ita- trascurare
vedere le conseguenze. liana del governo precedente. Ora possiamo négliger
solo sperare che chi ne ha preso il posto abbia strenuo
VERONA 2019 le idee più chiare sulle necessità delle giovani acharné
TRADIZIONE O MODERNITÀ? generazioni italiane. Quelle che, in un modo o i conuigi
Giornali e telegiornali ne hanno parla- nell’altro, vogliono per loro i mezzi per costru- les conjoints
to, intellettuali di ogni leva si sono recati sul ire una nuova famiglia.
posto per ascoltare con le proprie orecchie i F. V.
propositi dei partecipanti alla tredicesima edi-
zione del Congresso mondiale delle famiglie,
tenutosi a Verona dal 29 al 31 marzo 2019. Il
World Congress of Family (WCF) riunisce i
movimenti globali antiabortisti, antifemmini-
sti e anti-LGBTQI e quest’anno ha richiesto di
organizzare il suo raduno mondiale in Italia,
rispondendo alla crisi – vera o presunta – della
famiglia tradizionale, causa secondo loro del 1970 Legge sul divorzio n. 898/1970.
calo delle nascite. Malgrado i propositi confusi 1975 Riforma del diritto di famiglia, con la quale cambia
e obsoleti gridati per strada e proclamati nelle profondamente la posizione della donna nella società.
conferenze, l’importanza dell’evento non è da Viene abolita la figura del capofamiglia e i due coniugi
trascurare. hanno pari diritti e doveri. Viene introdotto il regime di
Da un lato della barricata gli strenui difen- comunione legale dei beni.
sori della famiglia tradizionale, patriarcale ed 1978 Legge sull’aborto n. 194/1978.
eterosessuale, dall’altro lato le esponenti dei L’aborto non è più un reato.
movimenti femministi Metoo e Nonunadi- 1981 Legge n. 442/1981.
meno, altra novità non meno importante sulla Sparisce dal codice penale il “delitto d’onore”.
scena sociale italiana, si affrontano con vee-
menza. Nel frattempo, fanno il loro ingresso in
sala conferenze gli invitati ufficiali del governo,
accreditando le posizioni dei primi.
Che i problemi relativi ai tassi di natalità
siano reali, non è da mettere in dubbio. Che “Mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell’Interno, sui
questi problemi stiano portando ad un pro- moduli per la carta d’identità elettronica c’erano ‘genitore 1’ e
fondo mutamento della società italiana, nem- ‘genitore 2’ ”, dice Salvini all’inizio del mese di aprile 2019. “Ho
meno. Ma credere che queste problematiche fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione ‘ma-
siano dovute alla legge sull’aborto, all’esistenza dre’ e ‘padre’. È un piccolo segnale, ma farò tutto quello che è
di famiglie omosessuali, all’ambizione profes- possibile e che è previsto dalla Costituzione. Difenderemo la
sionale delle donne e a tutte le piccole e gran- famiglia naturale fondata sull’unione tra un uomo e una don-
di conquiste che negli anni la società italiana na”. L’intervento di Salvini, a livello simbolico, è stato uno dei
è riuscita a raggiungere, questo non possiamo più importanti a difesa della famiglia detta tradizionale e in
accettarlo. Non quando sappiamo quanto sia opposizione aperta alle famiglie con genitori omosessuali.
difficile per i giovani italiani raggiungere l’in-
dipendenza economica e scegliere consapevol- ripristinare a difesa di
mente di fondare una famiglia, mantenendo rétablir pour la défense de
vivi i sogni professionali di entrambi i coniu-
gi e prendendosi nello stesso tempo cura del
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© Adamo Morgese
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LA VÉRITÉ
Notarangelo ladro di anime est un film de David Grieco qui remet en lumière les archives photographiques de
Domenico Notarangelo (1930-2016), reporter et témoin du sud de l’Italie pendant un demi-siècle. Un trésor
dispersé à préserver : les Christs en croix de Matera, les visages magnifiques et anonymes des paysans, les
enfants qui jouent parmi les Sassi. Un monde à son crépuscule et pourtant bien vivant.
C
« e n’est pas nous qui regardons la misère
des autres, c’est la misère des autres qui
nous regarde. Ce n’est pas nous qui regar-
dons les Sassi de Matera, ce sont les Sassi qui
nous regardent. »
Dans ces deux phrases, prononcées par
Domenico Notarangelo, journaliste, reporter,
photographe, opérateur, pendant des décennies
correspondant pour le journal L’Unità à Potenza,
il y a tout le sens de la parabole accomplie par
l’un des plus grands témoins du Mezzogiorno
durant la seconde partie du XXe siècle. Grand,
et méconnu car, pour redécouvrir l’incroyable
patrimoine d’images accumulées pendant un
demi-siècle par Domenico dit Mimi, il a fallu
faire un film : le passionnant Notarangelo ladro di
anime (voleur d’âmes) que David Grieco a tourné
en convoquant les amis, les témoins, les compa-
gnons de route de celui qui a déjà été rebaptisé
le Cartier-Bresson de la Basilicate, mais surtout
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q Enrique Irazoqui en exhumant des cartons dans lesquels repose, contexte, de chaque visage (les yeux qui nous
et Pier Paolo en attente d’inventaire, une partie extraordinaire regardent dans ces clichés sont si nombreux),
Pasolini pendant
mais numériquement restreinte de l’incroyable de chaque moment exploré par l’objectif de ce
une pause sur le
tournage du film patrimoine de photos et de films laissés par cet brillant amateur amoureux de sa terre.
L’Évangile selon infatigable « anthropologue sauvage ». Qui, à la Né dans les Pouilles en 1930 à San Michele
Matthieu devant différence de nombreux érudits voyageurs, ap- di Bari et installé à Matera à la fin des années
le panorama
partenait au monde immortalisé par son objectif 1950, Notarangelo est issu d’une famille mo-
des Sassi de Matera,
en juin 1964. et en saisissait chaque nuance au premier regard. deste. Il a passé trois ans au séminaire pour
« David, mais as-tu vraiment compris ce pouvoir étudier, de 1943 à 1946, avant d’être
que j’ai fait ? », s’était entendu dire David Grieco renvoyé parce qu’il allait aux meetings du PCI
par le photographe, à la fin de sa vie, en 2016. Il habillé en séminariste. Au début, il ne pouvait
l’avait tellement bien compris qu’il allait consa- pas se permettre les Leica et les Hasselblad des
crer presque trois années de travail à ce film, grands photographes et il a longtemps utilisé
présenté au Bif&st, festival international du une autarchique Comet. Même ses films – 700
film de Bari, et aussi à Matera. Avec les yeux heures de prises de vue muettes ou dotées de
rivés sur l’objectif final : enregistrer et mettre son enregistré à part avec un magnétophone
en valeur des archives multimédia uniques non Geloso – se partagent de façon spartiate entre
seulement pour leur étendue et leur variété, Super8 et 16 millimètres. Pourtant, à voir les
mais aussi pour la qualité des photographies photos choisies pour le film, quelques dizaines
de Notarangelo. Parfois célèbres, comme celles sur les centaines existantes, on s’émerveille de
prises sur le plateau de tournage de L’Évangile la sagesse, de l’intelligence de la lumière, du
selon Matthieu de Pasolini, mais le plus souvent regard presque spirituel du grand portraitiste
inconnues malgré la vie qui jaillit de chaque qui raconte, comme nul autre, un monde à son
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Gasperi, Carlo Levi en visite à Aliano, le village bon nombre de gens. Comme le film de David
du « Christ s’est arrêté à Eboli », où il sera enter- Grieco le rappelle, entre les lignes, quand il ar-
ré, comme le rappelle la première femme maire rive aux années des réformes et des espoirs,
d’Italie, Maria Ippolita Santomassimo. avec l’évacuation des Sassi de Matera et la fon-
Il y a aussi le plateau de tournage de L’Évangi- dation de La Martella, bourg modèle voulu par
le selon Matthieu de Pasolini, à qui, en plus d’être l’ingénieur et politicien Adriano Olivetti d’après
second photographe, Domenico Notarangelo un projet de l’architecte Ludovico Quaroni. Un
sert de guide ; mais avant encore, il y a les nom- monde s’achève, et même les images de Do-
breux Christs en croix photographiés à Matera, menico Notarangelo semblent moins denses.
et qu’il a l’impression de retrouver dans le travail Dernier chapitre d’un morceau d’Histoire que
du poète réalisateur. Et puis, inoubliables, les trop personne n’a pourtant raconté plus fidèlement.
nombreux enfants morts après quelques jours de C’est pourquoi les archives de Notarangelo, re-
vie seulement, parés d’habits de fête dans leurs connues depuis 2011 comme « Bien historique
cercueils, témoignage d’une époque où la morta- d’intérêt national » par le ministère italien pour
lité infantile à Matera frôlait les 50 % (« Les en- les biens et activités culturels, doit survivre. Ou
fants sont des étincelles », disait-on avec philo- plutôt commencer à vivre vraiment. Dispersées
sophie). Au point que l’on attendait une semaine dans des maisons, des caves et des garages, pour
avant de les déclarer. Et quand ils ne survivaient l’instant, son destin est pour le moins incertain.
pas, un homme mettait les petits corps sous un Pour sauver ces archives, l’Istituto Luce Cinecittà
grand manteau noir – également photographié et le Centre expérimental de Cinématographie
par Notarangelo – et les emmenait au cimetière à Rome ont manifesté leur bonne volonté. Mais
sans même passer par l’état civil. cela suffira-t-il ? Sans mémoire, nous ne sommes
On comprend qu’un personnage aussi dé- plus rien, dit quelqu’un dans le film. Et c’est juste-
voué à la valeur du témoignage dérangeait un ment de ce rien dont on a envie aujourd’hui.
F. F.
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“Ci hanno” E “
Queste frasi con ci infatti sono tipiche
del linguaggio colloquiale. Insomma,
si usano quando si parla, specie fra
amici e in situazioni molto familiari.
E quando si scrive, allora, sono corrette?
C
i ho un caldo oggi che brucio!” È corretta
“ questa frase? E, ampliando il discorso,
sono corrette tutte le frasi che usano il
verbo averci? In realtà il ci in questo caso è un
avverbio di luogo che ormai ha perso il suo
significato, e viene usato solo come sottoli-
neatura emotiva. Tutte queste frasi con ci in-
fatti sono tipiche del linguaggio colloquiale.
Insomma, si usano quando si parla, specie fra
amici e in situazioni molto familiari. E quando
si scrive, allora, sono corrette?
Qui bisogna rispondere con un diplomatico
“dipende”. Dipende infatti, e davvero, dal tipo
di testo che stiamo scrivendo. Se è un testo
I TRANELLI DELL’ A
V
È l’unica “muta” oi pensate la frustrazione. In una lingua Nel corso dei secoli la “h”, che appunto non
come l’italiano, in cui le lettere si pro- veniva pronunciata, si è persa anche nella
del nostro alfabeto, nunciano tutte come sono scritte, lei no, forma scritta. È rimasta solo in alcuni casi, per-
e si vendica è l’unica che non si sente. Muta. ché altrimenti, togliendola, sarebbe difficile
Non stupisce che debba trovare il modo di capire esattamente cosa viene detto. Se io
comparendo
vendicarsi. E, infatti, la “h” in italiano si vendica scrivo “a ragione” è diverso da “ha ragione”. È
nelle forme del comparendo nelle forme del verbo avere ap- necessario dunque che “a” preposizione sem-
verbo avere, parentemente a caso: ho, hai, ha, hanno. plice e “ha” voce del verbo avere si scrivano
Il motivo per cui la “h” c’è in queste forme è in maniera differente. La stessa cosa avviene
praticamente legato alla storia della nostra lingua. Il verbo con anno/hanno: una cosa è dire l’anno pas-
a caso. Ecco come avere in italiano deriva dal latino habere, che sato altra dire l’hanno passato.
cominciava con l’h. Un vecchio trucco per riconoscere quando
non farsi ingannare.
ci troviamo di fronte al verbo avere e si deve
mettere la “h” è quello di sostituire nella frase
il presente (ho, hai, ha, hanno) con l’imperfet-
to. Se la frase continua ad avere senso anche
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Vocabolario
AIUOLA
Parole
dimenticate
Dal latino areola, diminutivo di aera,
spazio libero e piano. L’aiuola è uno
scompartimento di terreno negli
orti e nei giardini di limitata esten-
sione per coltivazioni ornamentali.
Di solito è vietato calpestare le aiuo-
l’albore l’albeggiare
les premières lueurs le point du jour
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///// MUSICA
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