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In questi ultimi tempi non si fa che parlare di indipendenza, non solo nelle tv o sui giornali, ma anche sui social network, a proposito della Catalogna o dei Referendum di Lombardia e Veneto, per ottenere una maggiore autonomia. Molti non sanno, che nel passato, c’era una terra in particolare,che con le sue genti, ha lottato molto e fino alla morte, per ottenere l’indipendenza o anche un pò di autonomia. Questa terra oggi è inglobata nella regione Marche. Già nel periodo romano, come non ricordare Ascoli, che nel 91 a.C. deiede il via all’episodio che originò la Guerra Sociale contro Roma. Ascoli insieme atri popoli italici si ribellò ai romani per avere maggiori autonomie. Ascoli insieme ad altri popoli italici fondò una Lega contro Roma, battezzata “Italia”. Roma in questo scontro ebbe la meglio su Ascioli e sull’intera Lega, infatti nell’89 a.C.,il generale romano Gneo Pompeo Strabone, dopo aver assediato a lungo la città, la fece capitolare, uccise i comandanti ascolani ed esiliò quasi tutti i suoi cittadini. Secoli dopo, successivamente al crollo dell’Impero Romano, e alla disfatta dei Goti, gran parte del territorio delle Marche, con l’arrivo del Longobardi, venne compreso nel Ducato di Spoleto.
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I Franchi, invasero successivavente queste terre, mettendole sotto la giurisdizione della Chesa. Ma tale gestione, generò una spaventosa crisi economica, sociale e culturale. il popolo si ribellava a tutto questo spesso in modo violento, tentando di rimettere al potere i vecchi governanti longobardi. Infatti, sotto la dominazione longobarda, godevano di una grande autonomia economica e culturale, che avevano perduto da quando erano caduti sotto l’egemonia papale. Questo fece si che le rivolte continuarono frequenti, tanto da costringere l’Imperatore Carlo Magno a far ricadere tutte queste terre,anche se formalmente continuavano ad appartenere alla Chiesa, sotto la giurisdizione imperiale, creando la nuova contea della Marca.
Poi le città delle Marche, goderono di una notevole autonomia. In seguito si formarono i liberi comuni, grazie a queste autonomie alcune città iniziarono ad diventare ricche e potenti si pensi ad esempio ad Ancona, che alla fine del XII secolo era anche una potente Repubblica marinara.
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Ma tutto terminò quando Francesco Sforza, sempre alla ricerca di soldi e potere, iniziò la sua campagna nelle Marche, incominciò a conquistare con il suo esercito alcune di città marchigiane. Ma non avendo una forza militare così forte, da riuscire a conquistare la maggiorpatre delle città marchigiane, dovette ricorrere ad altre vie. Servendosi di una persona di nobile origine, ma dall’animo corrotto fino al midollo, che non aveva nessun scrupolo ad assassinare i propri parenti, ottenne ciò che il suo esercito non gli poteva dare; il controllo delle Marche. Francesco Sforza temendo la potenza militare dei Varano, signori di Camerino, Chiavelli siogniori di Fabriano e Ottoni signori di Matelica, insieme ad altri loro potenti alleati, riuscì ad eliminarli grazie ad un piano diabolico. Incaricò un parente dei Varano e dei Chiavelli per organizzare delle congiure per ucciderli. Arcangelo di Fiordimonte, ma in realtà possiamo ipotizzare che il suo vero nome era Arcangelo Chiavelli, un uomo che ai giorni nostri non esiteremo a definire psicopatico. Per Francesco Sforza era la chiave per poter organizzare, dall’interno, la strage di queste importanti famiglie, che avevano la forza militare per distuggere i suoi sogni di gloria. Infatti , queste famiglie si fidavano di Arcangelo di Fiordimonte, perchè era un loro parente, i Varano erano imparentati con i Chiavelli. Nel 1434 si ebbe la strage dei Varano, nel 1435 quella dei Chiavelli. Francesco Sforza ottenne il suo scopo, le Marche persero la loro indipendenza, iniziando quel processo che vide questa regione ,nell’arco di poco tempo, soggiogata dallo Stato pontificio.
Paolo Carnevali
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