{"id":2079,"date":"2023-04-02T18:01:16","date_gmt":"2023-04-02T16:01:16","guid":{"rendered":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/?p=2079"},"modified":"2026-05-28T17:47:38","modified_gmt":"2026-05-28T15:47:38","slug":"la-memoria-del-covid-19-gli-archivi-nati-durante-la-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/2079","title":{"rendered":"La memoria del Covid-19: gli archivi nati durante la pandemia"},"content":{"rendered":"<p>Un ricercatore austriaco, Tizian Zumthurn, ha riflettuto sulle modalit\u00e0 con cui, in tutto il mondo, sono sorti diversi progetti di memorializzazione della pandemia. Zumthurn precisa che i progetti si possono suddividere in due approcci metodologici: quelli che raccolgono dati specifici relativi alla pandemia e quelli che adottano forme pi\u00f9 aperte di <em>crowdsourcing<\/em>. Dieci casi di studio in dieci paesi sono stati selezionati perch\u00e9 rappresentano un\u2019ampia variet\u00e0 di istituzioni coinvolte nel collezionismo partecipativo e nella pubblicazione digitale aperta al pubblico delle loro collezioni online per l\u2019insegnamento e la ricerca. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2085\" src=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image1-300x143.png\" alt=\"\" width=\"306\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image1-300x143.png 300w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image1-500x238.png 500w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image1-768x365.png 768w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image1-720x340.png 720w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image1.png 1037w\" sizes=\"auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><\/a>Quasi tutti i progetti hanno una dimensione nazionale o locale, ma mettono a disposizione del pubblico globale tutti i loro contenuti online. La scelta \u00e8 stata fatta utilizzando due siti che raccolgono molti progetti in tutto il mondo. Il primo sito presso l\u2019universit\u00e0 di Graz in Austria, \u00e8 parte di un progetto maggiore sull\u2019impatto del COVID-19 sulle strategie dei musei.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0<span style=\"margin: 0px;padding: 0px\">Il secondo \u00e8 la mappa proposta dall<em>\u2019International Federation of PH<\/em>\u00a0con (History)<em>\u00a0Made by Us<\/em>, un\u2019associazione che privilegia la co-costruzione di progetti dal basso e promuove il ruolo delle giovani generazioni nel fare storia.<\/span><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0<span style=\"margin: 0px;padding: 0px\">Insieme all&#8217;IFPH-FIPH, hanno pubblicato una raccolta di progetti, intitolata \u201c<em>you are the primary source: COVID-19 Story-collecting initiatives<\/em>\u201d, sollecitando il censimento tramite il profilo Facebook dell&#8217;IFPH, che rinviava alla compilazione di un modulo.<\/span><a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> I progetti registrati sono di ogni tipo e dimensione e provengono dai cinque continenti per preservare la memoria della pandemia di Covid-19. Vediamone alcuni.<\/p>\n<p>Il progetto,\u00a0<em>A Journal of the Plague Year: An Archive of COVID-19\u00a0<\/em>(JOTPY)\u00a0<a target=\"_blank\" rel=\"noopener\">[5]<\/a>, \u00e8 nato il 13 marzo 2020 in Arizona, come sforzo di storici e archivisti per documentare la pandemia con un\u2019archiviazione rapida in una struttura in grado di raccogliere descrizioni di progetti, testimonianze e storie personali in modo etico, sviluppando una cura dei metadati descrittivi.\u00a0<a href=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2086 alignright\" src=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image2-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image2-300x199.jpg 300w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image2-500x332.jpg 500w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image2-768x510.jpg 768w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image2.jpg 918w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>JOTPY \u00e8 ospitato dall\u2019Arizona State University ed \u00e8 forse la pi\u00f9 grande raccolta sulla pandemia esistente oggi al mondo. Il sito di JOTPY permette a chiunque nel mondo di registrare progetti con molti dettagli per curare con precisione i metadati descrittivi basando la raccolta su una piattaforma Omeka S. La diretta partecipazione civica \u00e8 facilitata attraverso un modulo disponibile in spagnolo e in inglese. Il <em>Journal of the Plague Year<\/em>; intende diventare un diario personale, un luogo in cui condividere esperienze individuali di ogni tipo riguardo alla pandemia \u201cinsieme a contributi pi\u00f9 formali da parte delle comunit\u00e0 professionali che studiano la pandemia\u201d. <a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> \u201c<em>Our approach<\/em> -said Mark Tebeau, uno dei coordinatori del progetto in Arizona- <em>has been to build common cause with communities as a way to engage those communities traditionally silenced by archives but also as a more affirmative way of collecting. This is, by definition, a citizen science approach to building a crowdsourced archive because it transforms partners into co-creators of the project<\/em>.\u201d<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> JOTPY ha tentato di includere anche le comunit\u00e0 spesso silenziate negli archivi, come gli afroamericani, i nativi americani, le comunit\u00e0 LatinX e gli anziani in povert\u00e0. Per di pi\u00f9, queste comunit\u00e0 sono state le pi\u00f9 colpite dal coronavirus e le loro testimonianze erano ancora pi\u00f9 importanti. Come nota Tebeau, queste comunit\u00e0 con meno risorse hanno incontrato anche maggiori difficolt\u00e0 ad accedere alla piattaforma digitale e hanno avuto meno tempo libero per partecipare agli sforzi di documentazione promossi con JOTPY dall\u2019universit\u00e0 dello Stato dell\u2019Arizona.<\/p>\n<p>La maggior parte dei progetti recensiti nella mappa interattiva dell\u2019IFPH riguarda l\u2019America del Nord e l\u2019Europa. Negli Stati Uniti sono stati molti i progetti che hanno voluto documentare e commemorare il Covid-19, con la partecipazione di chi fosse vicino a chi avesse perso la vita durante la pandemia, gi\u00e0 dal 2020. <a href=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2091\" src=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image3-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image3-300x160.jpg 300w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image3-500x267.jpg 500w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image3-768x410.jpg 768w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image3.jpg 999w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il <em>Covid Memorial<\/em> intende commemorare le vite di quelli che sono stati uccisi dalla pandemia attraverso le testimonianze e le memorie delle loro famiglie e amici. Questo caso di archivio digitale inventato utilizza i social media come Instagram, Facebook o Twitter con l\u2019hashtag <em>#COVIDMemorial<\/em> che permette di includere le storie individuali nel portale del memoriale o di segnalare l\u2019esistenza di un modulo disponibile per pubblicare direttamente una storia.<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a><\/p>\n<p>L\u2019utilizzo di hashtag e moduli \u00e8 infatti diventato un modo comune per popolare gli archivi digitali delle comunit\u00e0. Era stato, per esempio, utilizzato su scala ridotta da una ricercatrice per raccogliere le storie degli emigrati in Lussemburgo con l\u2019hashtag #memorecord.<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> L\u2019hashtag #COVID19FR \u00e8 stato usato in un progetto dell\u2019universit\u00e0 di Lussemburgo per raccogliere i tweet collegati alla pandemia in tre paesi francofoni, Francia, Belgio e Lussemburgo. Collezionando le fonti in tempo reale, gli hashtag in francese raccolgono i tweet per consentire in futuro agli storici di scrivere la storia della pandemia. I tweet raccolti sono fonti primarie. \u201c<em>Twitter ci permette di osservare molteplici aspetti \u2013 politici, culturali, economici e sociali \u2013 della nostra vita quotidiana<\/em>\u201d.<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>Dopo che le prime mis<a href=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2095 alignright\" src=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image4-300x238.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image4-300x238.png 300w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image4-500x396.png 500w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image4.png 748w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>ure di lockdown furono introdotte a met\u00e0 marzo 2020, presso il C2DH, il <em>Luxembourg Centre for Contemporary and Digital History<\/em>, \u00e8 stato lanciato il 3 aprile 2020 il progetto \u201ccrowdsourced\u201d chiamato <em>covidmemory.lu. Una piattaforma online raccoglie ancora oggi, in epoca di pandemia, le storie di ognuno, le foto, i video e le interviste relative al COVID-19 da chi vive o lavora nel paese.<\/em><a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> Un collaboratore del progetto ha scritto che \u201c<em>when it comes to the content of the contributions on covidmemory.lu, we were surprised by the high number of items with a creative spin and by the fact that many had a rather positive perspective on the situation<\/em>.\u201d<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a> In realt\u00e0, l\u2019impressione positiva che danno le testimonianze di come le popolazioni hanno vissuto la pandemia traspare anche nei diversi progetti locali e nazionali come un elemento comune a quelle esperienze partecipative sulla pandemia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2096\" src=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image5-300x251.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image5-300x251.jpg 300w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image5-500x419.jpg 500w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image5-768x643.jpg 768w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image5.jpg 819w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Anche l\u2019ambizioso progetto <em>Coronarchiv<\/em>,<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a> presso l\u2019universit\u00e0 di Amburgo in Germania possiede molti documenti che testimoniano dell\u2019ingegno con il quale le comunit\u00e0 reagiscono alla pandemia con spesso il sorriso e tratti umoristici e non soltanto con il dramma delle perdite di vite umane per causa del Covid19. Appoggiato per la raccolta su Facebook, Twitter, Instagram e, a differenza di altri progetti, anche su TikTok, il <em>Coronarchive<\/em> nella sua versione in inglese (esistono anche versioni in spagnolo ed in turco), raccoglie le \u201cesperienze, pensieri, media e ricordi\u201d durante la crisi del coronavirus. Il database \u00e8 costituito da un materiale eterogeneo e mira a conservare \u201c<em>l&#8217;intero spettro di esperienze e situazioni in tutta la loro complessit\u00e0<\/em>\u201d. Uno dei suoi promotori, Thorsten Lodge, scrive che \u201c<em>the project grew from a spontaneous PH intervention to a project that explores crowdsourcing as citizen science, participatory historiography and theoretical reflections on traces and sources as foundational elements of historiographical practices<\/em>.\u201d<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a><\/p>\n<p>Un evento epocale come la pandemia di COVID-19 ha suscitato in molti paesi europei la volont\u00e0 di documentare in tempo reale quello che stava<a href=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image6.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2099 alignright\" src=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image6-300x192.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image6-300x192.png 300w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image6-500x319.png 500w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image6-768x490.png 768w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image6.png 880w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> accadendo. Le forme di storia del tempo presente si sono cos\u00ec basate sulle raccolte di documenti eterogenei in tutti i paesi, e numerosi potrebbero essere gli esempi da citare, come risulta anche da una discussione tra alcuni dei promotori di progetti recensiti in queste pagine.<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a> Tuttavia, vogliamo dedicare ancora spazio per parlare di un progetto ucraino che riveste esattamente le stesse caratteristiche dei progetti di DPH, <em>Archives 404,<\/em> realizzato a Leopoli (Lviv) come esperimento del <em>Center for Urban History<\/em> per documentare e registrare il comportamento umano in mezzo alla pandemia in Europa dell\u2019Est. Gli storici del Centro di storia urbana hanno raccolto le fonti e i materiali diversi durante la quarantena per creare uno spazio di rete che ricordasse soprattutto esperienze individuali e riflessioni sulla vita quotidiana delle persone, le relazioni con i propri cari, i cambiamenti, gli stili di vita, i problemi e le sfide che il Covid ha imposto a questa quotidianit\u00e0. La raccolta documentaria dell'&#8221;<em>Archivio 404<\/em>&#8221; \u00e8 stata gestita con la diretta partecipazione della comunit\u00e0 (crowdsourcing) insieme al lavoro dei professionisti della storia del centro che, dopo averli visionati e gestiti, li pubblicano sul sito web <em>dell&#8217;Archivio dei Media Urbani<\/em> del Centro di Storia Urbana.<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image7.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2100\" src=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image7-300x227.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image7-300x227.png 300w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image7.png 376w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le proposte di commemorazioni digitali e di raccolte di testimonianze attraverso pratiche di crowdsourcing, un metodo per coinvolgere le comunit\u00e0 che \u00e8 alla base dei progetti di PH per favorire la partecipazione delle persone, sono estremamente diversificate e non solo per consentire di scrivere la storia politica, sociale, economica o medica della pandemia. Anche gli artisti sono stati coinvolti, adottando le stesse pratiche per raccogliere racconti e testimonianze individuali. Un progetto di <em>public art<\/em> \u00e8 stato allestito presso il Museo di Brooklyn dall\u2019ottobre 2021 all\u2019agosto 2022. <a href=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2104 alignright\" src=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image8-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image8-300x225.jpg 300w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image8-500x375.jpg 500w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image8-768x577.jpg 768w, https:\/\/dph.hypotheses.org\/files\/2023\/04\/Image8.jpg 935w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019artista dei media Rafael Lozano-Hemmer (nato a Citt\u00e0 del Messico nel 1967) si chiede come possiamo commemorare e visualizzare il numero eccezionale di decessi dovuti al COVID-19.\u00a0<span style=\"margin: 0px;padding: 0px\">Egli ha creato, con\u00a0<em>A Crack in the Hourglass,<\/em> un memoriale digitale e partecipativo, un &#8220;antimonumento&#8221; transitorio per accompagnarci durante la pandemia.<\/span><a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a> In questa opera d&#8217;arte partecipativa, un plotter robot modificato deposita granelli di sabbia da una clessidra su una superficie nera per ricreare le immagini di chi \u00e8 morto a causa del COVID-19. Dopo che ogni ritratto \u00e8 stato completato, la superficie si inclina e la stessa sabbia viene riciclata nel ritratto successivo, riecheggiando la natura collettiva e continua della pandemia. Tutti coloro che piangono i propri cari persi durante la pandemia sono invitati a partecipare a questo progetto, caricando sul sito del progetto una fotografia del defunto, accompagnata da una dedica personalizzata, che verr\u00e0 poi stampata dal plotter.<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a><a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Si veda di Tizian Zumthurm, \u201cCrowdsourced COVID-19 Collections: A Brief Overview\u201d, <em>International PH<\/em>, 4, n. 1 (2021), pp.77\u201283, <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1515\/iph-2021-2021\">https:\/\/doi.org\/10.1515\/iph-2021-2021<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <em>Museum digital initiatives during the Coronavirus Pandemic<\/em>, <a href=\"https:\/\/digitalmuseums.at\/about.%20html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/digitalmuseums.at\/about. html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/historymadebyus.com\/\">https:\/\/historymadebyus.com\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> <a href=\"https:\/\/ifph.hypotheses.org\/3225\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/ifph.hypotheses.org\/3225<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Mark Tebeau, \u201cA Journal of the Plague Year: Rapid-Response Archiving Meets the Pandemic.\u201d In <em>Collections: A Journal for Museum and Archives Professionals<\/em>, 27 Jan. 2021, <a href=\"http:\/\/doi.org\/10.1177\/1550190620986550\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">doi:10.1177\/1550190620986550<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> JOTPY, <a href=\"https:\/\/covid-19archive.org\/s\/archive\/page\/Share\">https:\/\/covid-19archive.org\/s\/archive\/page\/Share<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Thorsten Logge, Stefan Krebs, Mark Tebeau e Tizian Zumthurm: &#8220;Documenting COVID-19 for Future Historians?&#8221; in <em>History of Intellectual Culture 1\/2022<\/em>, curato da Charlotte A. Lerg, Johan \u00d6stling e Jana Wei\u00df, Berlin, Boston: De Gruyter Oldenbourg, 2022, pp.225-252. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1515\/9783110748819-011\">https:\/\/doi.org\/10.1515\/9783110748819-011<\/a> qui, p.237.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> <em>Covid memorial<\/em> <a href=\"https:\/\/covidmemorial.online\/\">https:\/\/covidmemorial.online\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Anita Lucchesi: <em>Memorecord,<\/em> <a href=\"https:\/\/memorecord.uni.lu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/memorecord.uni.lu\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> \u201cAll&#8217;inizio di gennaio 2021, erano gi\u00e0 stati raccolti pi\u00f9 di 44 milioni di tweet, la stragrande maggioranza scritta in francese e la maggior parte dalla Francia\u201d. (Fr\u00e9d\u00e9ric Clavert: <em>Social media and the process of memorialising a pandemic<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.c2dh.uni.lu\/report\/2020\/covid-related-projects\/covid19fr\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.c2dh.uni.lu\/report\/2020\/covid-related-projects\/covid19fr<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> <a href=\"https:\/\/covidmemory.lu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/covidmemory.lu\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Tizian Zumthurm, \u201cCrowdsourced COVID-19 Collections: A Brief Overview\u201d, cit., p.82.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> <em>Coronarchiv<\/em>, <a href=\"https:\/\/coronarchiv.blogs.uni-hamburg.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/coronarchiv.blogs.uni-hamburg.de\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> \u201cDocumenting COVID-19 for Future Historians?&#8221; cit., p.236.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Ibid.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> <a href=\"https:\/\/archive404.lvivcenter.org\/en\">https:\/\/archive404.lvivcenter.org\/en<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> La performance si pu\u00f2 seguire su Youtube <a href=\"https:\/\/youtu.be\/-68FdSEgrD0\">https:\/\/youtu.be\/-68FdSEgrD0<\/a>, vedere la pagina del progetto presso il muso di Brooklyn, <a href=\"https:\/\/www.brooklynmuseum.org\/opencollection\/exhibitions\/3404\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.brooklynmuseum.org\/opencollection\/exhibitions\/3404\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.acrackinthehourglass.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.acrackinthehourglass.net<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ricercatore austriaco, Tizian Zumthurn ha riflettuto sulle modalit\u00e0 con le quali sono nati, in tutto il mondo, diversi progetti di memorializzazione della pandemia. Zumthurn precisa che i progetti si possono dividere in due approcci metodologici diversi: quelli che raccolgono qualcosa di specifico relativamente alla pandemia e invece quelli che generano forme pi\u00f9 aperte di crowdsourcing. Dieci casi di studio in dieci paesi sono stati selezionati perch\u00e9 rappresentano un\u2019ampia variet\u00e0 di istituzioni coinvolte nel collezionismo partecipativo e nella pubblicazione digitale aperta al pubblico delle loro collezioni online per l\u2019insegnamento e la ricerca<\/p>\n","protected":false},"author":1541,"featured_media":2085,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_license":"","publish_to_discourse":"0","publish_post_category":"0","wpdc_auto_publish_overridden":"","wpdc_topic_tags":"","wpdc_pin_topic":"","wpdc_pin_until":"","discourse_post_id":"","discourse_permalink":"","wpdc_publishing_response":"","wpdc_publishing_error":"","footnotes":""},"categories":[34135,412378,904,749168,57,292006],"tags":[2687881,1142808,1659544,2687798,2687876],"ppma_author":[2687910],"class_list":["post-2079","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-actualites-news","category-contemporary-history","category-digital-humanities","category-digital-public-history","category-open-access","category-public-history","tag-covid-19","tag-crowd-sourcing","tag-digital-public-history","tag-international-public-history","tag-user-generated-content"],"authors":[{"term_id":2687910,"user_id":1541,"is_guest":0,"slug":"sergenoiret","display_name":"Serge Noiret","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/60935d4b01018e30fdb60e08ae78df9cd169d2e0579e08e5a26a04453481846b?s=96&d=blank&r=g","1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1541"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2079"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2079\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2688,"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2079\/revisions\/2688"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2085"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2079"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/dph.hypotheses.org\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=2079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}