Una storia a Colonia Tre, parte 1

Si può riassumere una campagna pluriennale in pochi articoli di blog? Ho deciso di provarci con questa mini-serie.

Quando ho lanciato la mia idea di open table stile west marches, ormai tre anni fa (vedi: Marciamo a ovest?), diverse persone hanno manifestato curiosità su se e come potesse funzionare. Io stesso avevo dei dubbi sulla sua sostenibilità nel lungo termine. Questi racconti sono una parziale risposta (che spero di integrare con considerazioni più “tecniche” quando potrò).

Inoltre, magari potranno essere utili a qualche persona nuova che in futuro volesse giocare con noi: di solito mando il file dell’ambientazione, certo, ma in tre anni di gioco si sono evolute tantissime cose, e può essere utile (benché non obbligatorio) “rimettersi in pari” a grandi linee.

Continua a leggere “Una storia a Colonia Tre, parte 1”

Lo schema a stella: una doppia traduzione

Per conto del forum Dragons’ Lair ho tradotto in italiano due recenti articoli di Ben Robbins, che trovo molto interessanti:

A seguire, metto qui un mio breve commento personale.

Continua a leggere “Lo schema a stella: una doppia traduzione”

Digressione: coltelli da minestra e caffettiere da tè

Gente che prova a mangiare la zuppa col coltello (al posto del cucchiaio): quante volte abbiamo sentito critiche del genere, nelle discussioni sul GdR? Di solito, riferite a qualcuno che si ostina a usare lo stesso regolamento (in genere D&D) anche per cose per cui è palesemente inadatto, o contro chi pubblica un manuale con claim pubblicitari esagerati e fuorvianti, che lo fanno sembrare una panacea.

Di recente, in Per un’ottica non commerciale sul GdR, ho parlato di regolamenti come utensili, e c’è chi mi ha fatto notare che il mondo è pieno di utensili usati male, o presentati male.

Vero. E tuttavia

Continua a leggere “Digressione: coltelli da minestra e caffettiere da tè”

Per un’ottica non commerciale sul GdR

Mi sembrava ovvio, ma di questi tempi è utile ribadire anche le cose ovvie. Quindi:

Quando parlo di gioco di ruolo parlo dell’attività che facciamo al tavolo,
non di prodotti editoriali e relativo mercato (che non mi interessano).
Se parlo di regole / regolamenti, è solo in quanto utensili per quell’attività.
Mi interessa solo quello che un regolamento fa, non quello che dice di fare.
La mia prospettiva è fieramente amatoriale.

Ora, per chi vuole, approfondisco.

Continua a leggere “Per un’ottica non commerciale sul GdR”

Una tesi sul GdR

Con vero piacere offro questo spazio a Sofia Ferrarese. L’ho conosciuta al Play di Modena del 2024, dove mi ha intervistato per la tesi triennale che stava scrivendo sul GdR. L’argomento è interessante e ci tenevo a portarlo all’attenzione. La tesi non è ancora pubblica, ma se vi interessa posso mettervi in contatto con l’autrice per una copia.

Da qui in poi lascio la parola a lei (solo i titoli per spezzare il testo sono miei).

Continua a leggere “Una tesi sul GdR”

Play, don’t show – Play, don’t tell

È frequente che le teorie di ambito letterario / cinematografico / drammaturgico siano usate per dare consigli a chi gioca di ruolo. “Show, don’t tell” è uno dei princìpi più basilari: mi sono imbattuto, di recente, in un post su Instagram che ne parlava in questo modo.

Sapete come la penso: per me il GdR non è teatro, è molto lontano dagli altri media; e, così come ruolare non è recitare, anche fare il Diemme ha ben poco a che vedere con il “narrare”.

Eppure l’apertura di quel post, “i personaggi sono quello che fanno”, mi trovava molto in sintonia.

Continua a leggere “Play, don’t show – Play, don’t tell”