Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo: il sogno di Giuseppe

Nella Chiesa di Nostra Signora delle Grazie in Corso Firenze è rappresentato, in questi giorni che precedono il Natale, un episodio della venuta al mondo di Gesù.
La vita scorre, scandita lentamente dai ritmi del quotidiano.

In questo luogo semplice dove ognuno è intento a compiere i propri doveri.

È un paesaggio che ha i colori sabbiosi e le luci chiare della Galilea.

E in una di queste umili dimore riposa un uomo, è destinato a compito grande.

È Giuseppe e questo suo sonno gli porta il sogno di un angelo che ha per lui preziose rivelazioni.

E intanto, tutto attorno, la vita ferve.
Un uomo conduce con sé il suo asino che è carico di legna.

Una donna, accompagnata da un piccola ochetta, reca con sé certe erbe raccolte nell’orto.

E il fuoco scoppietta nel forno in questo tempo così speciale.

Nella Chiesa di Nostra Signora delle Grazie, accanto all’allestimento che lascerà poi il posto al presepe, si può leggere il brano del Vangelo Secondo Matteo che narra questo episodio relativo alla nascita di Gesù.
Lo riporto qui per voi alternandolo alle immagini di questa suggestiva rappresentazione che racconta in maniera così semplice ed efficace le parole tramandateci dal Nuovo Testamento.

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.  Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:  Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Il Vangelo secondo Matteo 1,18-24

Il Presepe della Basilica di Santa Maria Immacolata e la Sacra Famiglia

Vi porto con me nella magnificente Basilica di Santa Maria Immacolata sita nella nostra elegante Via Assarotti.
Qui è allestito un semplice e suggestivo presepe composto di statue di grandi dimensioni.

Nella vivacità di questi colori si ripete il miracolo della nascita di Gesù.

E i Magi si avvicinano portando i loro doni.

E c’è un giovane devoto pastore con le sue pecorelle.

E così il piccolo Gesù accoglie il mondo e gli uomini con le sue manine protese.

Il presepe è allestito nella Cappella della Sacra Famiglia dove si trova il dipinto del pittore ottocentesco Cesare Mariani denominato La Sacra Famiglia.

È un quadro che personalmente trovo commovente, per la semplicità e per l’ambientazione così domestica proposta dall’artista.
Si notano gli attrezzi da falegname di Giuseppe e i trucioli di legno frutto del suo lavoro, Maria siede come una mamma amorevole e paziente.
Gesù è già un ragazzino e Mariani ce lo mostra raccolto in preghiera, il suo capo è illuminato dall’aureola lucente e indossa questo abito color rubino che, a mio personale parere, fa spiccare in modo particolare la sua figura.

Qui è stato allestito il dolce presepe di questa bella Chiesa genovese.

E nel tempo del Natale così si ammira anche la tenerezza della Sacra Famiglia di Cesare Mariani.

L’adorazione dei pastori di Antonio Travi

Opera conservata ai Musei di Strada Nuova, questo dipinto fa parte della collezione di Palazzo Bianco e si deve al talento del pittore seicentesco Antonio Travi, detto il Sestri in quanto originario di Sestri Ponente.
La sua arte ci restituisce lo stupore, la meraviglia e la bellezza della scena della Natività.
Dolce e sorridente è Maria, giovane madre amorosa.

E attorno alla Sacra Famiglia si riuniscono adoranti i fedeli: osservano, pregano e nutrono speranze nuove.
È una scena di particolare vivacità e ricca di molti aspetti di normale quotidianità.
Ecco sullo sfondo un uomo che incede portando con sé del pollame e di spalle, in primo piano, osserviamo un giovane pastore così raccolto al cospetto del piccolo Gesù e anche se non possiamo vedere il suo viso grazie alla bravura di Travi riusciamo a immaginarlo così dolcemente commosso.

Ed ecco un altro pastore seguito dalle sue pecore.

E poi c’è uno arriva con il cappello calcato sulla testa, mentre da dietro una colonna si affacciano i curiosi giunti anch’essi ad onorare il figlio di Dio.

Così Gesù porta la luce nel mondo e così l’artista Antonio Travi ci ha narrato l’adorazione dei pastori.

Chiesa di Padre Santo: il Presepe dei Frati Cappuccini

Questo è un presepe suggestivo, antico e molto amato dai genovesi: è il Presepe della Chiesa della Santissima Concezione e Padre Santo sita nella bella Piazza dei Cappuccini.
Il presepe dei Frati Cappuccini è composto da diverse statue settecentesche di magnifica fattura, alcune sono riconducibili al Maragliano e alla scuola genovese.
E si compie, di nuovo e ancora, la gioia della Natività.

E tutti si recano al cospetto di Lui, Gesù è nato.

E c’è il ricco e c’è l’uomo semplice, perché Gesù è venuto per tutti noi.

La luce brilla in lontananza, là dove è caduta la neve.

Qualcuno porta con sé i propri animali.

E sguardi amorevoli e bisognosi sembrano trovare nuova fiducia.

Le ceste sono ricolme, i cuori battono all’unisono.

In un’ambientazione raccolta, intima e di grande suggestione, il giorno e la notte si susseguono nel presepe dei Frati Cappuccini.

A Lui ci si avvicina devoti e speranzosi, i Magi venuti da lontano recano a Lui in dono l’oro, l’incenso e la mirra.

E gli occhi amorosi cercano soltanto il Figlio di Dio.

Così si giunge al Suo cospetto, con una dolce preghiera.

Mentre la luce rischiara la capanna dove è nato il piccolo Gesù, venuto al mondo per la salvezza del mondo.

Una storia di Natale

– Davvero tocca a me? – Domandò pensieroso.
– Sì, è stato deciso così, quest’anno è il tuo turno! – Gli venne risposto.
Non che volesse tirarsi indietro, anzi era emozionato: il compito gli pareva decisamente notevole e non era del tutto certo di esserne all’altezza ma non lo disse a nessuno.
Così prese il suo bagaglio e partì, attraversò le colline, costeggiò una verde vallata e giunse infine in un luogo a lui sconosciuto dove si mise in cerca di un posticino adatto a lui.
Non aveva mai viaggiato, quella città era vivace, trafficata, colorata, rumorosa, piena di persone e di voci, in ogni via e in ogni piazza aveva incontrato fiumi di gente, le strade erano illuminate a festa, i portoni ospitavano abeti decorati con le palline luccicanti.
Rimase meravigliato e stupefatto ma aveva un lavoro da portare a termine e lo avrebbe fatto con dedizione.
Oh, non era certo il primo ad essersi occupato di quella faccenda, altri lo avevano preceduto e sapeva bene che tutti si erano adoperati con cura e precisione, del resto era una questione della massima importanza.
Arrivò in un giardinetto e decise che quello sarebbe stato il posto perfetto, certo!
E così si mise all’opera, lavorò alacremente, dimentico di tutto ciò che accadeva attorno a lui.
Ogni tanto qualche passante si fermava a guardare incuriosito ma lui rimase sempre chino sul suo lavoro, senza mai distrarsi.
Poi, a tarda sera, terminò.
Era stanco ma soddisfatto, il risultato era esattamente come lui lo aveva immaginato.
Ed era stato talmente indaffarato con il compito assegnatoli da non accorgersi neppure che alle sue spalle si era radunato un gruppetto di bambini: erano lì seduti per terra uno accanto all’altro e ammiravano il frutto delle sue fatiche.
Voltandosi infine li vide: loro sorridevano allegri e anche il viso di lui si illuminò con un sorriso dolce.
La sua missione era quindi così terminata, era giunto il momento di rientrare alla base.
Piano si allontanò, mentre lentamente si affievolivano le voci gioiose di quei bimbetti che aveva incontrato.
Era felice, emozionato e colmo di gratitudine per essere stato, per quell’anno, l’angelo prescelto per fare il Presepe.

Giardini Pellizzari – San Nicola
Presepe del Movimento Rangers
per l’iniziativa solidale Natale che sia tale

Il Presepe della Cattedrale di San Lorenzo

È un antico presepe in stile napoletano e così è custodito ed esposto agli sguardi dei fedeli nella magnificente Cattedrale di San Lorenzo.

Sotto questa luce chiara ecco compiersi, ancora una volta, il mistero della nascita di Gesù al quale si rivolgono i cuori speranzosi e gli occhi colmi di meraviglia.
Sono belle e raffinate le statuine di questo presepe settecentesco, i loro abiti sono ricchi di dettagli e curati con particolare attenzione.

Spiccano i colori delle stoffe preziose, nel carretto e nei sacchi sono esposti i doni della terra in gran quantità.

Sa essere dolce la vita mentre si culla un bimbo venuto alla luce nello stesso tempo del piccolo Gesù.

E lenti si incede, in devoto e rispettoso silenzio, ripetendo preghiere e avvicinandosi alla Sacra Famiglia.

E i magi si inchinano al cospetto di Lui, colpisce la loro armonia di gesti, il senso di stupore e meraviglia, pare di udire i sussurri e le voci che accolgono il Redentore.

E la vita scorre, nelle case, nelle botteghe, nel semplice fluire del quotidiano, con le sue piccole gioie e le sue fatiche.

Tra la gente semplice e tra coloro che attendevano con emozione la sua nascita, ecco la luce del Figlio di Dio nella mistica bellezza dell’antico presepe della Cattedrale di Genova.

Il Presepe della Chiesa di San Siro

Vi porto ancora con me in una bella chiesa dei caruggi, entreremo nella ricca basilica di San Siro che in altri anni fu cattedrale di Genova.
Viene qui allestito un semplice e suggestivo presepe che trova la sua collocazione nella magnifica Cappella della Natività alla quale tempo fa dedicai questo post.

Così ritorna davanti ai nostri occhi l’umile e piccolo mondo del presepe con le sue casette abbarbicate su alture impervie.

E si scorge, chiaro ed evidente, il richiamo al panorama ligure, come sappiamo le casette colorate sono tipiche dei nostri borghi marinari.

Sono le persone semplici a popolare queste vie e ognuno è indaffarato nelle proprie attività.

E sono proprio genovesi le torri che svettano fiere, su una di esse sventola la nostra bandiera di San Giorgio e il sole pare filtrare in quei caruggi con le case alte e le consuete persiane verdi.

Mentre i pastori fiduciosi si avvicinano alla capanna.

E mentre luccica la stella cometa che indica il luogo nel quale verrà al mondo il piccolo Gesù.

Il Presepe della Chiesa di Sant’Anna

È uno dei presepi di Circonvallazione a Monte, lo potete ammirare nella Chiesa di Sant’Anna che si affaccia sull’omonima piazza e che è collegata al Convento dei Frati Carmelitani Scalzi e all’apprezzata Antica Farmacia e Erboristeria della quale molte volte vi ho narrato.
E là, nella bella chiesa, viene allestito un raffinato presepe napoletano donato dall’artista Silvana Giannotti che lo ha progettato e realizzato con l’aiuto Marco Ferrigno, maestro di presepe napoletano al quale si devono le teste di ceramica delle statuine e le mani e i piedi di legno.
Il presepe è collocato in uno scenario di straordinaria bellezza, si trova infatti davanti all’altare della Cappella di Sant’Orsola dove si può ammirare il dipinto denominato Il Martirio di Sant’Orsola e opera di Domenico Fiasella.

In questo presepe gli angeli indossano abiti sontuosi.

E in una dimora rischiarata dalla luce della speranza così avviene l’Annunciazione.

Il popolo del presepe vive con il suo ritmo operoso e costante l’attesa del Redentore, con stupore si volge lo sguardo verso il luogo dove Egli nascerà.

E sono raffinati e preziosi i tessuti degli abiti di queste statuine, sono stoffe antiche, passamanerie e pizzi di un’altra epoca con i quali sono stati confezionati questi magnifici vestiti così ricchi e sfarzosi.

I pastori portano le loro ceste colme di cose semplici e buone.

Ed ecco ancora l’oro brillante e le braccia aperte in un gesto che invita a raccogliersi in preghiera.

In questa splendida armonia, nella bella Chiesa genovese di Sant’Anna, nasce alla luce mondo il Bambino Gesù.

Il presepe della Chiesa della Maddalena

È un presepe dei caruggi e per ammirarlo dovrete recarvi nella lucente Chiesa di Santa Maria Maddalena nella nostra antica Via della Maddalena.
E là, nella navata sinistra, ancora ritorna la rappresentazione del miracolo della nascita di Gesù.

Sono scolpite nel marmo le figure che rappresentano questa suggestiva Natività, si coglie un senso di assoluta meravigliata devozione davanti all’immagine di Maria che regge quel manto a svelare il suo piccolo venuto per la salvezza del mondo.

Un inchino e una preghiera raccontano autentica fede, senso di speranza e fiducia nella salvezza.
San Giuseppe si staglia protettivo e amorevole, tiene le mani giunte e lo sguardo fisso sul piccolo Gesù.

E dolce e ritrosa è la figura della Madonna che così dona al mondo il suo Bambino.

Pensate a quanti occhi speranzosi si sono posati su quei marmi e a quante parole sono state pronunciate per chiedere aiuto e conforto.
Là, nel mistico silenzio della nostra bella Chiesa della Maddalena.

Il Presepe della Chiesa di San Barnaba

Nel tempo dell’Epifania desidero mostrarvi un pregiato presepe genovese e per ammirarlo dovrete recarvi nella piccola Chiesa di San Barnaba attigua al Convento dei Frati Cappuccini in Piazza San Barnaba 29.
Ad animare questo presepe antico e raffinato sono preziose statuine della scuola del Maragliano e del Bissoni.
I gozzi sono tirati a riva davanti a un specchio d’acqua, sullo sfondo si distingue un panorama a noi caro: è la nostra costa, la nostra Genova con la sua Lanterna.

Si cammina per rendere omaggio al Redentore, uomini e donne indossano abiti minuziosamente curati, i più belli sono rifiniti con pizzi delicati.

E c’è chi incede reggendosi ad un bastone.

Nel ricordare la venuta al mondo di Gesù i Frati hanno poi scelto di inserire nel loro presepe alcune frasi tratte dal Vangelo.

Un mistico chiarore avvolge la capanna che ospita la Sacra Famiglia mentre un pellegrino indica agli altri fedeli il luogo verso il quale volgere gli occhi.

E i visi paiono illuminati da gioia vera e fiduciosa speranza per la nascita di Lui.

Il pane e il vino sono poi accompagnati dalle parole belle di San Francesco d’Assisi.

E tutto si compie in questo spicchio di Liguria così magistralmente ricostruito.

Dolce e materno lo sguardo amoroso di Maria si posa sul suo Bambino.

E viene il giorno e poi ancora la notte ammanta questo luogo di devozione.

E così è rappresentata la Natività di Gesù nella piccola Chiesa di San Barnaba sulle alture di Genova.