Improvvisamente

Non ho mai avuto prima una pianta di passiflora, quella acquistata la scorsa primavera è la mia prima passiflora.
È arrivata qui con alcuni boccioli che poi si sono aperti al sole, poi nel corso dell’estate è rimasta discretamente da parte, senza più rifiorire.
Ho avuto quasi l’impressione che patisse il caldo, a volte alcuni di noi sono insofferenti a certe cose e sopportano con pazienza, magari è successo così anche alla mia pianta.
Così l’ho spostata, l’ho messa in un altro vaso sempre in posizione soleggiata ma con la possibilità di metterla all’ombra, eventualmente.
La passiflora ha infine trascorso quietamente l’estate nel suo angolino e poi, all’improvviso, l’altro giorno è sbocciato un fiore.
Non vi dico il mio entusiasmo, sinceramente non ci speravo più!
E invece la passiflora è fiorita: come tante altre cose belle che accadono improvvisamente quando ormai non te lo aspetti più.

Aprile sul terrazzo

È primavera, è il tempo dei fiori e allora voglio presentarvi i nuovi arrivati in questa stagione dei colori e dei profumi.
Poche cose sanno rendermi felice quanto i fiori, i fiori sono bellezza e armonia e ospitarli è un autentico onore.
Così, accanto al plumbago e alle dipladenie, tra i rosmarini odorosi e le lavande da qualche giorno ci sono dei nuovi amici.
Ecco l’elegante fuchsia sui toni del rosa.

E un’altra con i fiori dalle sfumature lilla.

Sono arrivati anche i rossi garofani.

E le dolci lobelie dai piccoli fiori blu.

Non poteva mancare una tenera margherita.

E poi ci sono le sontuose surfinie dai petali colorati.

Così allegre, con queste tinte vivaci.

E ancora, ecco le semplici tagete che sono facili da moltiplicare e garantiscono lunghe fioriture.

E poi la bella verbena dalle molte proprietà.

Piccoli fiori semplicemente perfetti, vita che racconta la grandezza del creato.

E infine da qualche giorno ho anche una pianta che ho sempre amato per i suoi fiori scenografici e vistosi: la magnifica passiflora.
Ora fiorisce così generosa, nei giorni di primavera, davanti alle mie finestre.

Un pomeriggio ai Parchi di Nervi

Un pomeriggio ai Parchi di Nervi è gioia, bellezza e meravigliosa quiete.

Fiorisce l’estate lungo i viali, tra il canto degli uccellini.

Un pomeriggio ai Parchi di Nervi è nostalgia e ricordo, è la memoria di me bambina con la gonnellina a pieghe, i sandaletti blu con gli occhielli e il tempo dell’infanzia con mamma e papà.
Tutti noi bambini di Genova abbiamo vissuto giornate felici ai Parchi di Nervi e al senso di libertà si aggiungeva inoltre lo stupore per la bellezza della natura.
Un pomeriggio ai Parchi di Nervi è anche la memoria degli scoiattoli che un tempo balzavano da un ramo all’altro, come dimenticarsene!
Ai Parchi di Nervi, poi, svettano alberi magnificenti e monumentali e da piccola uno dei miei divertimenti era scoprire i loro nomi e la loro provenienza, è stata certamente la mamma a instillarmi questa curiosità.

E così ancora adesso, attraversando i Parchi di Nervi, amo scoprire queste meraviglie che abitano davanti al nostro mare.
Questo, ad esempio, è un pino di Moreton Bay e proviene dal Nuovo Galles del Sud australiano.

Il verde accoglie, rasserena e dona pace.

Fluttuano leggere le ninfee.

Nella romantica cornice di un luogo dalle molte attrattive.

In questa mirabile quiete.

I Parchi di Nervi sono incanto, armonia, aria fresca e pura.
E verde che lenisce e consola, un balsamo per il cuore e per l’anima.

Sfida l’azzurro e l’infinito l’Acero dell’Himalaya.

E si aprono gentili le sontuose camelie.

E tutto è perfetto, armonioso e semplice.

E si cammina, tra sole e ombra, accanto a gli alberi.

E i viali si perdono in curve tortuose tante volte percorse in momenti diversi delle nostre vite.

Fiorisce la regale passiflora.

E solenne si protende il grande carrubo, uno degli alberi amatissimi dalla me bambina.

E il sole, le panchine, il cielo azzurro.

E poi le rose, le rose regine del roseto dei Parchi di Nervi.

Con le loro sfumature delicate.

Rose romantiche, odorose e magnifiche.

Rose che eleganti si aprono al sole.

Rose dai colori accesi e sgargianti, vivaci di vita e di colori.

Un pomeriggio ai Parchi di Nervi è gioia, bellezza e felicità.
Ondeggiano le palme, la linea del mare pare fondersi con il celeste del cielo e il tempo sa essere infinitamente dolce ai Parchi di Nervi.

La passiflora: il fiore di Gesù

È un fiore magnifico dai colori allegri, brillante come il cielo di primavera la passiflora è delicatamente bianca e azzurra, ha screziature di viola, toni di verde chiaro e note di giallo.
Splendido dono della natura, fiorisce in questo periodo dell’anno nei cespugli rampicanti e rigogliosi.

Questo fiore è per me legato anche a certi dolci memorie d’infanzia forse comuni a molti di voi: il fiore vistoso della passiflora rappresenta in certe sue parti alcuni dettagli della Passione di Gesù, io mi ricordo che quando ero piccola mia mamma mi raccontò alcuni significati di questo fiore in relazione alla storia di Cristo e all’epoca questa scoperta davvero mi colpì.
In seguito mi è capitato di leggere anche diverse altre leggende e interpretazioni più ampie, io però desidero riportare qui soltanto quelle mie personali memorie che sono rimaste impresse nella mia mente.
Da piccola ammiravo la passiflora con autentico stupore, infatti per me fu una vera sorpresa scoprire che quei cinque stami gialli ricordano le cinque piaghe di Gesù e cioè le ferite causate dai chiodi quando Egli fu messo in croce: due alle mani, due sui piedi e una al costato provocata dalla lancia di un soldato.

Invece i tre stili scuri al centro del fiore rappresentano proprio quei chiodi.

Sboccia così gloriosa, in questo tempo di primavera, la passiflora dai fiori grandi che si aprono al sole.
La pianta, nota per le sue proprietà calmanti e rilassanti, regala anche un dolce frutto che tutti ben conosciamo: il frutto della passione.

La corolla azzurra rappresenta infine la corona di spine posta sulla testa di Gesù.

Queste sono le mie dolci memorie a proposito di questa magnifica pianta che possiamo ammirare in questo tempo di primavera.
Io la ritrovo sempre con una certa tenerezza, esattamente con quella ingenuità infantile che ancora ricordo.
Come facevo da bambina ancora conto gli stami, ancora cerco i tre stili al centro del fiore.
E in un certo senso tuttora conservo parte di quello stupore e di questo sono grata: ancora torno a meravigliarmi della bellezza inconfondibile della passiflora.