Si affaccia sul golfo di Santa Margherita Ligure la bella villa che appartenne alla famiglia Durazzo dalla quale prende in nome.
Ed era una giornata d’ottobre, con il cielo appena velato dalle nuvole.
E in quel giorno sono entrata nel giardino degli dei.

Gli dei sono silenziosi, tengono nascosti i loro misteri.
Nel giardino degli dei sbocciano le rose.
E tra gli alberi si celano certe creature magiche che conoscono le parole delle foglie, dei fiori e dei venti.
Sono le ninfe, le ninfe dal passo leggero, calpestano il suolo con un movimento lieve, un suono quasi impercettibile.
Gli dei sono i signori di questo giardino.
Forse le ninfe soffiano sui boccioli chiusi delle rose e il loro respiro fa dischiudere i petali nel giardino degli dei?
E nel loro giardino gli dei dominano l’infinito.
E sotto di loro hanno il mare immenso e attorno alberi e verde e vialetti ombrosi.
E nulla può disturbare la loro pace, nulla può infrangere questo silenzio.
E’ possente Apollo, figlio di Giove.
Colui che guida il carro del Sole e dona la luce è fulgore, bellezza e lucente perfezione.
E potenza e forza, fierezza e splendore.
L’amore, nel giardino degli dei, è fuga disperata e desiderio che brucia.
E non si può resistere ai fatali dardi di Cupido, il figlio di Venere è dispettoso e li scocca dal suo arco senza alcuna pietà.
Alcune frecce infiammano i cuori, altre invece li gelano e così Apollo ama non riamato la ninfa Dafne.
E lei lo respinge, scappa via da lui, corre a perdifiato e cerca di sfuggire al suo abbraccio.
Ma Apollo non si arrende, c’è solo una via per preservarsi dall’amore di lui e il padre di Dafne trasformerà la figlia in odoroso lauro, pianta che sarà prescelta dal dio del Sole.
Il giardino degli dei circonda questa splendida dimora.
E profumano i dolci fiori smossi dal vento.
Davanti al mare una delle Muse tiene in serbo la sua sapienza.
La natura fiorisce rigogliosa e ricca in questo giardino dove una divinità dei boschi alimenta l’acqua della bella fontana.
E un’altra figlia di Giove, Pallade dea della saggezza, veglia sugli ombrosi viali nei quali si trova frescura e ristoro.
La vita è sogno in quei luoghi che permettono di credere di trovarsi tra la fiaba e il mito, tra il reale e l’immaginario.
Chi visse qui ogni mattina si risvegliava su questo sogno.
E sogno anch’io, cammino piano per non disturbare le ninfe.
Chissà, qui forse qualcuno si sarà scambiato promesse di amore eterno.
Scendono le foglie madide di rugiada.
E i petali si spalancano a salutare la luce.
Qui dove tutto è fiorente armonia, cura e perfezione.
E si cammina nella splendida quiete e non si è mai soli nel giardino degli dei.
E la natura regna e vince.
Trionfa tra i viali e sui prati verdi nel mistero bello dell’universo, dove si può sognare e immaginare che sia stata una ninfa con il suo soffio a far sbocciare una rosa rossa.





















