Azzurro all’orizzonte

Un nuovo inizio in un luogo amato e a me molto caro.
Davanti alla ringhiera di Spianata Castelletto, ammirando i tetti, il mare e la Lanterna.
Il tempo è come una musica di frammenti irripetibili e per ognuno di noi assume un significato differente a seconda del nostro sentire.
E guardando lontano lo sguardo si impiglia nel blu del mare e nel tono celeste del cielo, in una sola sinfonia senza tempo che risuona come un felice auspicio di lucente azzurro all’orizzonte.

Il cielo di dicembre

Il cielo di dicembre non è mai uguale, è questa la stagione dei colori e dei tramonti straordinari capaci di togliere il fiato per la loro bellezza.
E così a volte, prima che il sole ci saluti, l’azzurro limpido sfuma nel toni vivaci dell’arancio.

Altre volte, invece, la luce dorata trafigge le nuvole e trionfa.

E poi il cielo si accende in un inarrestabile tumulto di nubi e di meraviglia.

In questo cielo di dicembre e di Genova a volte nuvole leggere vagano sovrastando l’orizzonte.

E poi un’effimera magia di rosso illumina ogni cosa.

A volte, poi, il cielo di dicembre incanta con sfumature più delicate che si riflettono sul mare che, per appena qualche istante, pare divenire rosa.

E una ad una si accendono le luci del porto e rischiarano la sera di Genova nel tempo di dicembre.

Oro sul mare

È oro sul mare, la sera al Porto Antico.

È luce che scende piano e lenta sfiora l’acqua, i luoghi, i sorrisi.

È la dolcezza del tramonto che si attende seduti ad aspettare la magia della sera.

Tutto si veste di incanto, nella quiete silenziosa.

Dondolano le barche, l’acqua è appena increspata dal vento mentre lento si posa l’oro sul mare di Genova.

La stagione dei bagni a Sampierdarena

Nel mezzo della calda estate la folla dei bagnanti occupa le spiagge ai piedi della Lanterna.
Una barchetta veleggia sull’acqua chiara e nel tempo dolce dell’estate ognuno trova il proprio svago in questo mare di Sampierdarena tanto amato.
Alcuni nuotano, altri si dilettano con i tuffi dal trampolino.

Altri ancora se ne stanno ad oziare sulla spiaggia, certe signore invece sono là in piedi, tutte intente in un’appassionante conversazione.

E mentre l’onda lambisce la riva alcune bagnanti amano restarsene sedute sul bagnasciuga.

È un tempo che a ognuno riserva una gioia, un istante di spensieratezza e magari al momento non si sa nemmeno comprendere quanto sia fondamentale quella leggerezza capace di scacciare almeno per qualche istante i pensieri dalla mente.
Il tempo poi scorrerà e quella spiaggia un giorno sparirà, lasciando il posto alle navi e alla vita fervente del porto.

Nei giorni di un’altra estate il mare accarezzava la riva e tutti guardavano l’orizzonte, nella stagione dei bagni a Sampierdarena.

Sampierdarena: il tiro della rete

Ritorniamo nel passato, con una bella cartolina di una spiaggia ormai scomparsa.
Sullo sfondo la nostra amata Lanterna e in primo piano i pescatori di Sampierdarena: sono ore di fatiche laboriose e c’è bisogno dell’aiuto di tutti.
Si lavora insieme, con i calzoni arrotolati fino al polpaccio e la pelle riarsa dal sole.
È il tiro alla rete e c’è anche un ragazzino con la maglietta a righe e il cappellino bianco: lui non prende parte all’impresa, rimane con le mani sui fianchi e osserva quelli grandi, poi un giorno tra loro ci sarà anche lui.

L’onda batte la riva, il canto del mare si mescola alle voci dei pescatori.

La rete da pesca emergerà dall’acqua luccicando sotto i raggi del sole e una nuova fatica attenderà i pescatori.
In questo tempo distante di Genova sulla spiaggia di Sampierdarena.

Luce d’inverno

La luce d’inverno scende piano con le sue sfumature dorate e cala su un tempo che si è compiuto.
Il mare luccica e si fonde con i colori del cielo, con una dolce lentezza.
E giungerà una luce nuova a illuminare un tempo ancora da vivere, con le sue gioie e le sue speranze.

Un ragazzino genovesissimo

Lui è un ragazzino genovesissimo ritratto nel tempo degli anni della scuola.
Forse, come altri coetanei della sua epoca, anche lui frequenta un rigoroso collegio con regole severe.
Forse, come i suoi coetanei di tutti i tempi, anche lui vorrebbe godere di maggior libertà.
E invece eccolo qui, davanti al fotografo, a farsi fare il ritratto in questa posa ai nostri occhi un po’ artificiosa per un ragazzo della sua età.
Nulla di straordinario, invece, per quel suo tempo così diverso dal nostro.
E dunque il ragazzino se ne sta lì, con il suo completo alla marinara, l’espressione un po’ distaccata e aristocratica, lo sguardo perso in pensieri suoi e là, sullo sfondo, la Lanterna.
Sì, perché lui è un ragazzino genovesissimo, non c’è alcun dubbio.

Porta le scarpe coi lacci, i pantaloni al ginocchio, tiene il suo cappello in una mano e sta appoggiato a una roccia che pare proprio di cartapesta o di qualche altro materiale simile.

Il ritratto porta la firma del bravo fotografo Sciutto e restituisce un frammento di una giovinezza lontana, con i suoi sogni e le sue aspirazioni nascoste: un ragazzino genovesissimo con tutta la vita davanti.

Viaggi di novembre

Sono viaggi di novembre, verso sera, al Porto Antico, nel luogo dove andiamo ad ammirare il tramonto.
Sono approdi e soste, nell’aria ormai frizzante dell’autunno.

Mentre piano scende il sole per tuffarsi nel mare.

Passa una vela e rapida scivola via.

Sono viaggi di novembre, sono ricordi, nostalgie e riflessioni.

Seguendo la linea della ringhiera e respirando il profumo salmastro.

Mentre lentamente tutto si colora.

E pennellate di rosso accarezzano le nuvole e l’orizzonte, in una sera di novembre.

Alla spiaggia vicino alla Lanterna

È il tempo di un’estate lontana e di un ricordo che sbiadisce come la fragile caducità di una fotografia che ha fissato un istante felice.
È il tempo di un’estate diversa e si va a rilassarsi sulla spiaggia di Sampierdarena e a tuffarsi tra le onde frizzanti in cerca di refrigerio, con la cara Lanterna sullo sfondo.
Un giorno qui ci sarà il porto con i suoi container e le sue navi, il progresso farà il suo corso inesorabile.
Per adesso, in questo scorcio di un’estate più lenta, qui c’è semplicemente la spiaggia, scenario di pigrizie estive.
E ci sono le ragazze con i cappellini in testa e le espressioni stupite o distratte, in quell’istante della fotografia.

Ci sono amici, fratelli e compagni d’avventura nel gioco bellissimo degli svaghi balneari: tuffi dal trampolino, spericolate capriole e corse a perdifiato sul bagnasciuga.

Uno della compagnia, quello con l’accappatoio bianco, sembra più disinvolto degli altri e pare sapere il fatto suo.
Forse è di casa su questa spiaggia e potrebbe raccontare aneddoti avvenuti negli anni e piccoli fatti memorabili per la gente del posto, ricordi che con il passare degli anni sbiadiranno quando nessuno li rammenterà più.

Rimarrà qualche fotografia, qualche traccia di felicità, a volte una data o nome scritto a mano con la matita, altre volte ancora una reale memoria di famiglia tramandata di padre in figlio.
E un sorriso nostalgico:
– Sai, io andavo alla spiaggia di Sampierdarena!
Erano parole che mi diceva mia nonna e nel suo sguardo c’era la luce di un bel ricordo custodito con amorevole cura.
Non conosco i nomi di coloro che vennero ritratti in questa fotografia, in quel tempo di un’estate lontana stavano tutti vicini, appoggiati alla barca.
E il futuro doveva ancora accadere, mentre il presente era scandito dal canto dell’onda.
Alla spiaggia, vicino alla Lanterna.

Tornando all’Isola delle Chiatte

Tornando all’Isola delle Chiatte, in un pomeriggio di primavera, ho ritrovato il luccichio del mare, la linea dell’orizzonte, una scia chiara sull’acqua, nuvole bianche e cielo azzurro.

Sono le nostre amate prospettive di mare e di porto davanti alla Lanterna.

E blu e barche a riposo in attesa di nuove avventure.

E la superficie dell’acqua increspata d’argento mentre piano scende la sera.

E un tempo dolce, sul mare che culla i pensieri e le speranze.