Gnu Quartet, un magico altrove

Questa è una storia di musica e di grandi talenti.
Loro sono i Gnu Quartet e sono genovesi, questi i loro nomi: Raffaele Rebaudengo alla viola, Stefano Cabrera al violoncello, Francesca Rapetti al flauto e Roberto Izzo al violino.
La loro musica è una bella avventura, un viaggio tra contaminazioni e sperimentazioni.
Hanno all’attivo tre dischi e diverse collaborazioni, impossibile citarle tutte, hanno suonato con la PFM e Roberto Vecchioni, con Dolcenera e Niccolò Fabi, con gli Afterhours e i Baustelle,  di recente sono stati sul palco ospiti dei Negramaro a San Siro e all’Olimpico.
Il loro ultimo lavoro, Muse_ic, è dedicato alla musica dei Muse che i Gnu Quartet reinterpretano con grande passione.
Era da molto che desideravo parlarvi di loro, riesco a farlo in maniera speciale grazie a lei, la mia amica soprano Laura Catrani che mi ha messo in contatto con Raffaele Rebaudengo.
Il mondo della musica è emozione, coinvolgimento e sensazioni diverse e suscita il mio interesse e la mia curiosità.
Avevo delle domande e ho avuto queste risposte da Raffaele Rebaudengo e dai Gnu Quartet, questa è un’intervista che vi porterà nel magico altrove della loro musica.

Quattro musicisti, quattro amici. Quanto conta il legame che vi unisce?

Siamo una vera famiglia d’elezione. È molto complicato dall’esterno capire la natura e la forza del legame che ci tiene uniti. Siamo quattro personalità molto forti individualmente, anche spigolose ma funzioniamo come un puzzle perfetto. È sul palco che questa confidenza si traduce nell’abbandonarsi l’uno nell’altro con una fiducia senza esitazioni.

Corpo da musicista classico, il cervello da jazzista e le zampe da rockettaro. Così si legge sul vostro sito a proposito dello gnu italico.
La vostra è una musica fatta di contaminazioni nella quale si ritrovano diverse influenze. Una bella sfida, come avete iniziato questo vostro percorso?

Ognuno per suo conto, dai tempi della scuola, ha percorso vie alternative alla musica cosiddetta colta seguendo il proprio gusto e le attitudini personali. Trovandoci assieme abbiamo buttato tutti gli ingredienti nella pignatta e continuato a studiare come ragazzini curiosi qualsiasi cosa ci stimolasse. Ancora oggi non sappiamo bene cosa tireremo su col mestolo!

I musicisti sul palco a chi li ascolta e li osserva paiono essere in un loro mondo. Sono lì e suonano per te ma sembrano anche altrove, in un luogo quasi inaccessibile.
E voi quando siete sul palco dove siete realmente? Tu sei proprio lì o nel tuo altrove?

Credo che ognuno di noi abbia un approccio diverso. Il nostro tentativo è quello di traghettare il pubblico in un magico altrove comune. Il concerto, la performance artistica in generale, è un rito condiviso che prevede qualcuno che agisce e qualcuno che fruisce. Spostarsi per andare a sentire qualcuno che suona è un’azione, il pubblico non è mai passivo.

Qual è il momento più bello di un concerto? Quello che attendi e che vorresti che si verificasse sempre?

Per me è l’attimo prima di salire sul palco.

Ci sono tanti giovani che suonano, vuoi dare loro un consiglio? Come si può sfruttare al meglio le nuove tecnologie e i cambiamenti del mercato musicale?

Il consiglio lo rubo a Miles Davis, ma anche ad alcune altre centinaia di musicisti: studiate. Tanto, tutto, sempre. Ogni artista con il quale abbiamo collaborato ci ha regalato un pezzo di quello che siamo oggi.
Le nuove tecnologie sono sempre stimolanti, il mercato musicale invece è morto perché la musica è diventata merce e sottofondo continuo. Come il sesso, è stata privata della sua carica vitale con la reiterazione inutile a scopi pubblicitari.
Forse c’è un altro disegno. Sesso e musica possono essere motori di un forte spirito rivoluzionario, se vengono depauperati e sfruttati ossessivamente alla fine lasciano indifferenti. È lo stato d’animo perfetto per sudditi consumatori.

Genova e la musica. Come si suona in questa città? E come vorreste che fosse lo scenario musicale genovese?

 A Genova si suona con difficoltà ma ci sono realtà meravigliose che ci invidiano le grandi città. Siamo molto legati a La Claque che ospita da anni l’offerta musicale più varia della città.
Per quello che riguarda gli eventi più grossi siamo divisi tra campanilismo ridicolo ed esterofilia a tutti i costi.
Credo che nessuno si occupi, nelle istituzioni, di musica in modo strutturale e specifico perciò c’è una grande confusione e poche idee.
Stiamo studiando un modo per mettere al centro di un tavolo alcune proposte concrete per il futuro di questo mestiere a Genova e più in generale in Italia. Vorremmo vedere seduti musicisti, promoter, gestori di locali, SIAE, enti previdenziali e istituzioni locali.

Che musica ascoltano i Gnu Quartet?

Siamo orrendamente onnivori, un po’ tamarri, un po’ poeti, un po’ trash!

Tanti concerti e collaborazioni importanti, da Gino Paolo a Niccolò Fabi, Simone Cristicchi e molti altri. E poi la vostra musica. Qual è il sogno musicale ancora da realizzare dei Gnu Quartet?

Chi lo sa, ne abbiamo di nuovi ogni notte!

Gnu Quartet plays Muse e presto un nuovo disco composto da vostre composizioni originali, Untitled.
Raccontami qualcosa in merito al prossimo disco.

È il primo disco di musiche originali.
Abbiamo tutto il materiale ma non sappiamo ancora con precisione come fissarlo su CD, se seguire una linea pura acustica, lavorare nuovamente con l’elettronica, fare tutte e due le cose. Di sicuro ci sarà un brano a totale disposizione degli ascoltatori, abbiamo intenzione di allegare i PDF delle parti e della partitura e gli stem delle registrazioni, le tracce separate di ognuno degli strumenti, in modo che chiunque possa manipolare i materiali.

E per finire una domanda che non riguarda la musica ma la nostra Genova, questo mio blog è in gran parte dedicato alla sua storia e alle sue strade e così mi piacerebbe sapere se c’è un caruggio, una strada, una piazza che a te è particolarmente caro,un luogo dove torni e che senti tuo.

Canneto il Lungo, i profumi, i pesci, i bottegai che ti conoscono, i magrebini che dicono belin. Casa.

Casa, Genova.
E voi genovesi non perdetevi i Gnu Quartet in concerto venerdì 2 Agosto alle 21.30 in Piazza Lavagna.
Ringrazio di cuore Raffaele Rebaudengo e i Gnu Quartet per questa intervista e per il tempo dedicatomi.
Qui trovate il loro sito dove potrete leggere maggiori dettagli sulla loro musica e sui loro prossimi appuntamenti.
Vi lascio con le emozioni delle note di quattro musicisti di grande talento, con la magia del suono di una viola e di un flauto, di un violoncello e di un violino.
Per voi, Gnu Quartet plays Muse e i Suoni delle Dolomiti, un magico altrove.