Questa è una storia di prati verdi e lucidi.
Una strada tortuosa, i contadini intenti a lavorare il fieno.
E si arriva lassù, in questo paesetto che per me è un gioiello.
Steccati, sentieri, casette.
Giardini e fiori alle finestre, questa è Foppiano.
Un pugno di case, la bellezza di un raccolto borgo rurale, così vero nella sua semplicità.
E allora trovi un paio di zoccoli di legno appesi a un muro.
E un grande orcio che ospita una bella pianta.
E vasi assiepati uno accanto all’altro, a ridosso di un casa, piante generose di foglie vellutate e fiori delicati.
E poi, come spesso accade, alcuni sono artisti senza saperlo.
Nella scelta dei colori, nella disposizione, quanta armonia in certe simmetrie!
Tegole, cielo azzurro e una nuvola bianca.
In questa giornata calda e pigra di fine estate un giovane micetto presidia una porta di legno.
Mi osservava cauto e curioso, poco più in là c’era la sua mamma che dormiva beatamente sullo zerbino.
Sfumature leggere, tinte confetto.
E lenzuoli bianchissimi, a volte ho come l’impressione che qualcuno allestisca certe scenografie, non pare anche a voi?
E c’è un suono in sottofondo, una musica lenta che accompagna questa passeggiata; è il rumore dei campanacci delle mucche che pascolano sulle pendici del monte.
E vengono qui da un paesino della vicina Emilia per brucare l’erba di questi prati.
Uno scorcio, la legna pronta per quando arriverà il freddo.
E un tronco che diviene la casa di certe piantine fiorite che adornano la piazzetta del paese.
La vite che si arrampica sulle ringhiere, i grappoli sono ancora acerbi.
E tutto attorno i verdi prati di Foppiano, è verde acceso, rasserenante, ispira pace e quiete.
E’ un dono della natura difeso dall’uomo, da quei contadini che curano questi prati rendendoli così lucenti e perfetti.
Vita rustica e antichi attrezzi, un signore mi ha fatto entrare nel suo giardinetto e mi ha mostrato tutte queste preziosi oggetti che colleziona.
Un secchio, due falci, un campanello, una panca di legno.
E questi? Oh, sono ramponi da ghiaccio!
E da queste parti in inverno servono eccome!
E persino la vecchia Singer ha il suo angolino, tutto è semplice e tutto è così semplicemente bello.
E ancora quei prati così verdi, a tarda sera qui arrivano i daini, escono dal bosco e vengono a godersi la frescura.
E a volte se ne vanno a passeggiare nella piazzetta, ma che meraviglia!
Qui davanti alle case si trovano certe targhe di ceramica che rammentano un passato da ricordare, i tempi antichi di Foppiano e dei suoi abitanti.
Un’esplosione di colori, in questa Val Trebbia disseminata di paesini incantevoli e così pacifici.
Con le case che si affacciano sulle montagne.
Solida pietra che giunge da anni lontani.
E c’è persino la cassetta per le lettere delle Regie Poste, che rarità!
E poi rose rampicanti che crescono rigogliose.
E cascate di fiori giù dai terrazzi.
E’ vivace, colorata e ricca di profumi l’estate di Foppiano.
Guardo l’orizzonte.
E sento i campanacci delle mucche in lontananza.
Don, don, don!
Un antico pozzo che in altre epoche sarà certamente stato di grande utilità.
E luce e ombra, tra cascine e steccati.
Tetti spioventi e facciate dai colori caldi.
Un preludio d’autunno in queste foglie rosse che coprono una scala.
Ancora l’aria è calda e il sole brilla, svetta la cima del Monte Alfeo davanti alle case della piccola Foppiano.
E i prati sono verdi, questa è una storia di prati verdi e lucidi, di fieno e di superbe montagne che fanno da cornice a questo paese della Val Trebbia, nella luce dorata dell’estate settembrina.


































