Luce d’inverno in Via di Santa Croce

La gioia delle giornate limpide è nella bellezza del cielo e nella freschezza frizzante dell’aria, così gironzolando per il centro storico si apprezzano ancora di più le sue meraviglie e le vedute del quotidiano.
E così è l’azzurro d’inverno, in Piazza di Santa Croce.

Scendo verso Via di Santa Croce, una delle strade antiche dove già vi ho portato in passato e a me molto cara, qui si respira davvero l’anima della città vecchia, qui soffia il vento di mare con i suoi sentori salmastri.

E la luce disegna i profili delle case.

In un giorno sorprendente di colori e sfumature.

Toni caldi e aranciati si stagliano nel contrasto con il turchese del cielo.

E lo sguardo trova ancora la bellezza di Salita della Seta, altro luogo ricco di storie e di memorie lontane.

Respirare Genova, la sua intensità e la sua autenticità, qui è per me più semplice che altrove.

Un’antica Madonnetta vigila su noi passanti.

E la si ammira anche in questa prospettiva straordinaria.

Si scende con il passo leggero per Via di Santa Croce.

E si sale affrontando la salita con una certa decisione.

E continuando a scendere, laggiù dove la nostra via si perde in altri caruggi, c’è ancora uno stupore di luce e di cielo, di caruggi, finestre e panni stesi.
Nel tempo d’inverno, in Via di Santa Croce.

Azzurro all’orizzonte

Un nuovo inizio in un luogo amato e a me molto caro.
Davanti alla ringhiera di Spianata Castelletto, ammirando i tetti, il mare e la Lanterna.
Il tempo è come una musica di frammenti irripetibili e per ognuno di noi assume un significato differente a seconda del nostro sentire.
E guardando lontano lo sguardo si impiglia nel blu del mare e nel tono celeste del cielo, in una sola sinfonia senza tempo che risuona come un felice auspicio di lucente azzurro all’orizzonte.

Diverse sfumature di azzurro

E queste sono diverse sfumature di azzurro e di turchese.
E vento, passi rapidi, sorrisi, veli ondeggianti e sguardi sicuri.
Un cielo che pare dipinto, luce potente e ombre tremolanti, nelle ore del mattino.
Sono diverse sfumature di azzurro, in Piazza De Ferrari.

Luce in Via di San Bernardo

Quando giunge la bella stagione passeggiare in certi luoghi è ancora più piacevole perché la luce ne svela l’autentica bellezza.
Così è il cielo tra Via di San Bernardo e Piazza Ferretto.

E questa è la luce sole che inonda la nostra Via di San Bernardo in una mattinata della tarda primavera.
Gli antichi muri scaldati dal sole, una striscia di cielo, una prospettiva autenticamente genovese.

E piante che cercano il chiarore, davanti a certe finestre.

E sole, sole, sole che scaccia l’ombra.

E gerani temerari che si nutrono di questa luce e paiono catturarla tutta.

Palazzi dalla bellezza ritrovata, grazie ad accurati restauri.

Una passeggiata che ho compiuto nella vita decine di volte, molto spesso senza una ragione precisa.
Solo per il piacere di esserci, per il desiderio di attraversare una strada tanto amata.

E ancora luce e colori della frutta di stagione nelle ceste della bottega dei Fruttarelli.

E diverse sfumature di caruggi, mai identiche a se stesse in queste parti della città vecchia.

Mentre il vento sfiora il bucato che danza sulla corda da stendere.

Nella luce chiarissima che scende sui tetti e sulle finestre di Via di San Bernardo.

Un tratto di Salita Pollaiuoli

C’è un tratto di Salita Pollaiuoli che si apre in una sorta di minuscola piazzetta e il cielo lassù è circondato dalla case alte in uno di quegli incanti genovesi che sanno cogliere gli sguardi attenti.

È appena un fazzoletto di centro storico, con un’edicola che trova spazio tra le finestre di uno degli edifici.

È molto semplice e ospita una statua di Maria.

È la Madonna della Concezione che così si staglia nella sua mistica dolcezza.

Il cielo è turchese in questa straordinaria geometria di Genova.

E vale la pena di prestare attenzione a uno di questi edifici che, adeguatamente restaurato, ha nuovamente acquisito il suo antico splendore.

Questo parte di Salita Pollaiuoli ha sempre suscitato la mia curiosità, mi sono anche chiesta se questa sorta di slargo avesse un tempo una diversa denominazione.
Ho così controllato sulle mie antiche guide ma non ho trovato nessun riscontro particolare, ho però scoperto che a metà degli anni ‘20 qui, in questo breve tratto di un caruggio, c’era un pullulare di diverse attività: un parrucchiere e una trattoria, un’oreficeria, una libreria e un panificio.

È il mio solito girovagare avanti e indietro nel tempo di Genova, sotto a questo cielo che, comunque lo si guardi, riesce sempre a sorprendermi.

Dopo la pioggia in Piazza Soziglia

Dopo la pioggia in Piazza Soziglia compare, come un incanto improvviso, la caduca magia delle pozzanghere.
E il cielo e le case si riflettono nell’acqua.

E torna il sole e si spalancano le persiane per fare entrare la luce.

Dopo la pioggia si intravede un mondo sottosopra eppure così perfetto, malgrado i contorni a volte tremuli.

E con lo sguardo si segue a prospettiva di Via Luccoli.

In qualsiasi modo la si guardi la nostra Soziglia è davvero una piazza raccolta, accogliente, viva, con un suo cuore battente e un’anima che custodisce le vicende e le memorie antiche di Genova.

E dopo la pioggia il cielo su Piazza Soziglia è chiaro, lucente e brillante.

E così la città si specchia, nell’effimera leggiadria di una pozzanghera.

Nell’abbraccio dei monti

Sono ritornata, ieri mattina, nella mia Fontanigorda.
Così porto qui quell’aria fresca e la soffice evanescenza della nebbia che si posa nell’abbraccio dei monti.

Tra i colori autunnali, sotto il cielo celeste.

In un tepore che accoglie, con questa lenta dolcezza.

Là dove gli alberi antichi osservano il susseguirsi delle stagioni.

Così la nebbia gentile si adagia come morbida coltre, mentre il sole scalda i tetti di tegole rosse e il campanile della Chiesa di Fontanigorda.

Fremono le foglie e la vera bellezza, pura a e intatta, così rimane nel dolce abbraccio dei monti.

La Madonna di Piazza Valoria

Ritorniamo nei nostri amati caruggi, alle spalle di Canneto si trova un delizioso angolo che racchiude molte antiche storie.
Piazza Valoria è la piazza dei campanari e delle Camicie Rosse, di quelle lontane vicende scrissi diverso tempo fa in questo post.
Le case colorate, l’armonia della città vecchia, la sua vera anima.

E certi fieri custodi a guardia delle finestre.

E un’antica edicola sul muro di una casa.

È un po’ difficile fotografarla, in quanto l’immagine sacra è protetta da un vetro e quindi bisogna trovare la posizione giusta per evitare il riverbero.
Tra le stanze dove battono i cuori, così si trova Maria.

Sotto l’edicola si trova una scritta in latino che significa Madre di Pietà prega per noi.

L’edicola è molto raffinata e presenta una notevole ricchezza e varietà di marmi, di certo meriterebbe un accurato restauro.
Maria, dolce ed eterea, resta così a braccia incrociate, con il capo coperto dal suo manto azzurro.

E azzurro è il cielo che così sovrasta Piazza Valoria e le sue antiche storie.

Il posto dei fiori nei caruggi di Genova

Il posto dei fiori è in una parte amatissima dei caruggi di Genova e tutti dovrebbero passarci non solo per ammirare certe particolari bellezze ma anche per lasciarsi meravigliare dalla sontuosa eleganza dei fiori che dondolano davanti alle case vetuste.

Il posto dei fiori ha inizio nel tratto finale di Piazza Sarzano, verso Piazza di Santa Croce.
Qui sbocciano splendidi fiori di ibisco e non so dirvi se li abbia portati il vento generoso o se sia stata una mano gentile a lasciare qui i semi dai quali sono nate le piante.
E i petali delicati si stagliano così contro l’azzurro.

E ancora si aprono altri fiori nella nostra Piazza di Santa Croce.

In questo angolo di Genova a me tanto caro.

E le corolle accolgono così il calore del sole.

Nutrite e accarezzate dalla luce del cielo della Superba.

I fiori donano semplicemente armonia.

E sono diverse sfumature di rosa nei caruggi di Genova.

Una bellezza che qui so sempre ritrovare.

Questo è uno dei doni preziosi del creato: la gentilezza dei fiori.

Il rosso vivace, sullo sfondo in lontananza l’antica chiesa di San Salvatore.

E tutta questa incantevole leggiadria che sempre ritorna nel posto dei fiori, nei caruggi della mia Genova.

Pioggia di giugno

È la pioggia di giugno dal profumo quasi autunnale sebbene questo sia l’inizio dell’estate.
E grigio e celeste si posa sul mare nel consueto gioco di riflessi.

La pioggia dona quel mondo all’incontrario che si specchia evanescente nelle pozzanghere.

E vedi le case antiche dai contorni tremuli.

E le finestre e i terrazzini agli ultimi piani, un universo rovesciato per me sempre ricco di fascino.

E le nuvole e l’azzurro si fondono in una dolce e delicata sfumatura.

E tra cielo e mare svetta il galeone dei pirati.

È la pioggia di giugno, inattesa e imprevedibile come la magia effimera delle pozzanghere.