Questa è una storia di blu e di mare.
Ed è anche una storia di vento e di libertà.
Un viaggio porta lontano, a volte conduce dove neppure si pensava di arrivare.
Viaggia e sogna, vivi e guarda verso il cielo.
Questa è una storia di blu e di mare.
E di riflessi di luce, quando cala sera.
Di un velo rosato che scende lentamente e rischiara l’orizzonte.
Sui moli, al Porto Antico.
Una ringhiera e al di là di essa il mare.
E puoi vedere il tuo limite o l’immensità.
Può essere il termine del viaggio o un punto di partenza.
A volte il blu incontra l’arancio, la città e il suo porto si vestono di tinte brillanti, del colore vivace di un tramonto acceso.
Sono solidi e tesi gli anelli della catena.
Il blu è spazio infinito del quale non sai vedere la fine.
E’ corde sospese sull’acqua.
E’ un attracco, alcuni partono senza tornare, altri invece riprendono il mare verso la loro casa.
E un porto è la metafora di quel ritorno, delle proprie certezze, di ciò che conosci e che non vuoi lasciare.
Ma a volte si va lontano.
Buon vento ai naviganti, a coloro che si gettano in nuove avventure e in sfide impossibili.
Buon vento ai sognatori e agli idealisti.
Buon vento alla gente di mare, a coloro che hanno il viso riarso dal sole e che amano respirare quell’ aria salmastra.
Una sola onda, sul mare piatto.
Una sola onda, smossa da un traghetto.
E per ognuno di noi c’è un’onda, di questo sono più che certa.
E anche un posto dove tornare.
Si sbarca.
Ci si ferma, è casa.
Si rimane, questa è casa.
Ed è quasi sera, il sole saluta il mondo.
I gabbiani planano sull’acqua, guardo la luce rosa che avvolge la Lanterna.
Qualche nuvola candida imperla l’orizzonte.
E una striscia bianca attraversa il cielo.
Buon viaggio a chi parte.
Per cielo o per mare, buon vento a chi cerca la sua strada.
Una sera d’inverno accarezzata da riflessi caldi e tenui.
Tra le prospettive di blu e di mare.
Così finisce un giorno nel bagliore di una luce dorata.


















