{"id":53353,"date":"2025-08-10T10:00:00","date_gmt":"2025-08-10T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/char.hypotheses.org\/?p=53353"},"modified":"2025-07-03T07:42:01","modified_gmt":"2025-07-03T05:42:01","slug":"exposition-simone-cantarini-1612-1648-un-giovane-maestro-tra-pesaro-bologna-e-roma-palazzo-ducale-di-urbino-du-22-mai-au-12-octobre-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/char.hypotheses.org\/53353","title":{"rendered":"Exposition : &#8220;Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma&#8221;,\u00a0Palazzo Ducale di Urbino, du 22 mai au 12 octobre 2025"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify\">Curata da Luigi Gallo, Anna Maria Ambrosini Massari e Yuri Primarosa, e organizzata in collaborazione con le Gallerie Nazionali Barberini Corsini di Roma, l\u2019esposizione testimonia l\u2019estro pienamente moderno del giovane pittore attraverso una selezione di 56 dipinti. Prima del suo genere a Urbino, citt\u00e0 che il giovane Cantarini frequent\u00f2, la mostra \u00e8 anche l\u2019occasione per celebrare l\u2019ingresso, nelle collezioni di Palazzo Ducale, delle opere del <em>Pesarese<\/em> che, dopo il deposito della collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e\u00a0 delle due grandi pale arrivate dalla Pinacoteca di Brera con il progetto <em>100 opere tornano a casa<\/em>, si \u00e8 arricchita di un ulteriore nucleo di opere, grazie all\u2019accordo di comodato sottoscritto con Intesa Sanpaolo, comprendente anche cinque dipinti di Cantarini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esposizione intende presentare al pubblico una selezione di opere del <em>Pesarese<\/em>, il cui <em>corpus<\/em> pittorico \u2013 accresciutosi notevolmente \u2013 sar\u00e0 per l\u2019occasione ulteriormente incrementato da opere inedite provenienti da collezioni pubbliche e private.\u00a0Grazie a prestigiosi prestiti da musei italiani ed europei, importanti opere di Cantarini ospitate negli ambienti storici di Palazzo Ducale, recentemente riallestiti, saranno accostate per la prima volta a numerosi capolavori del pittore e di maestri a lui contemporanei, al fine di presentare al pubblico l\u2019intera parabola artistica del pittore nel suo contesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progetto espositivo si pone l\u2019obiettivo di approfondire aspetti ancora poco noti della produzione artistica di Cantarini: la sua prima attivit\u00e0 nella terra d\u2019origine, i rapporti con la famiglia Barberini e in particolare con il cardinal legato Antonio Barberini <em>junior<\/em>, il funzionamento della sua bottega e, in filigrana, il suo rapporto con Guido Reni a Bologna, segnato dal litigio a seguito della <em>Trasfigurazione di nostro Signore<\/em>commissionata dai Barberini nel 1637 per la chiesa del Forte Urbano a Castelfranco.\u00a0Mentre il Montefeltro scompariva dall\u2019orizzonte della storia sotto l\u2019assalto dei Medici prima e di Urbano VIII Barberini dopo, il <em>Pesarese<\/em> metteva a punto un linguaggio straordinariamente innovativo, frutto della sua formazione marchigiana sotto il segno di Raffaello e Barocci, unita al modello reniano appreso a Bologna tra il 1630 circa e il 1639 e allo studio dell\u2019antico al quale si era dedicato nel biennio romano inquadrato nell\u2019equipe di casa Barberini (1640-1642).\u00a0La sua originale sintesi di classicismo e naturalismo, riconducibile al suo ritorno a Bologna a seguito della morte di Guido nel 1642 e alla disfatta dei Barberini segnata dalla guerra di Castro del 1641 e dalla morte del papa nel 1644, chiudeva un\u2019epoca gloriosa, all\u2019insegna di nuovi orizzonti. Il soggiorno romano si presentava infatti come una sorta di ritorno al grande stile dei bolognesi e tornato a Bologna, Simone si dedic\u00f2 molto all\u2019invenzione e all\u2019elaborazione del progetto. Il suo linguaggio, che divent\u00f2 vera e propria maniera, non guardava infatti soltanto ai modelli aulici dei campioni urbinati, ma si apriva a ventaglio a stimoli pi\u00f9 aggiornati, provenienti da Roma e Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esposizione ruota attorno ai seguenti nuclei tematici: il ritratto \u2013 per cui secondo Carlo Cesare Malvasia (1678) Cantarini era \u201cprovisto di una particolar dote\u201d \u2013 (<em>Autoritratto<\/em>, Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini; <em>Ritratto di Guido Reni<\/em>, Bologna, Pinacoteca Nazionale; <em>Ritratto di Eleonora Albani Tomasi<\/em>, Pesaro, Collezione Banca Intesa Sanpaolo; <em>Ritratto di Antonio Barberini junior<\/em>, Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini), i temi profani (<em>Allegoria della pittura<\/em>, Repubblica di San Marino, Collezione Cassa di Risparmio; <em>Ercole e Iole<\/em>, Roma, Collezione privata; <em>Giudizio di Paride<\/em>, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, in deposito presso Urbino, Galleria Nazionale delle Marche) e il rapporto di Cantarini con gli altri maestri del suo tempo, a partire appunto da quello col Reni, che verr\u00e0 mostrato nel percorso espositivo attraverso il confronto con alcune delle produzioni che Simone emul\u00f2 come il <em>San Girolamo<\/em> (Parigi, Galerie Canesso), il <em>Davide e Golia<\/em> (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche \u2013 donazione Volponi), il <em>San Giuseppe<\/em> (Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini) e il <em>San Giovanni Battista<\/em> (Londra, Dulwich Picture Gallery).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/gndm.it\/simone-cantarini-1612-1648-un-giovane-maestro-tra-pesaro-bologna-e-roma\/\">Source<\/a><\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Curata da Luigi Gallo, Anna Maria Ambrosini Massari e Yuri Primarosa, e organizzata in collaborazione con le Gallerie Nazionali Barberini Corsini di Roma, l\u2019esposizione testimonia l\u2019estro pienamente moderno del giovane pittore attraverso una selezione di 56 dipinti. 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