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Visualizzazione dei post con l'etichetta OSR

Le campagne lunghe sono davvero le migliori?

Recentemente mi sono imbattuto in alcuni post di un paio di blog OSR storici che esaltavano le campagne lunghe. Con "lunghe" si intende della durata di anni. Questa è una posizione che sento spesso sostenere anche da diverse persone appassionate, ma mi domando se l'idea della campagna molto lunga non sia qualcosa di un po' troppo sopravvalutato. Intendiamoci, questo tipo di gioco, se si riesce a portare avanti può diventare un'esperienza quasi epica, infatti  giocare per molto tempo permette sicuramente di sviluppare ed esplorare i personaggi e l'ambientazione in molti modi. Può persino creare legami solidi tra le persone oltre che tra i personaggi, ma... una campagna deve per forza durare più di un anno, per essere significativa? Secondo me, no. Le mie campagne più lunghe degli ultimi anni sono durate una media di otto mesi, poco più di un anno al massimo, giocando solitamente una volta ogni due settimane.  In questo tempo c'è stata  sicuramente  una buon...

Perché ho lasciato perdere la Lore 24 e cosa dovrebbe essere un'ambientazione in ogni caso?

  All'inizio di quest'anno ho intrapreso con  entusiasmo l'avventura della Lore24, ma col tempo il mio interesse a continuare è progressivamente diminuito. Purtroppo sono in buona compagnia da questo punto di vista, credo che tutte le persone che conosco che avevano iniziato la sfida abbiano lasciato a questo punto.  Ultimamente mi è sembrato di scrivere materiale in gran parte poco utile, anche perché questa stessa sfida mi ha fatto riflettere sul valore e l'uso che per me hanno le ambientazioni per giochi di ruolo. Credo che avrei dovuto tenere presente la lezione di Electric Bastionland, che (almeno per come la vedo io) ripensa il concetto di ambientazione, presentandolo strettamente in termini di materiale utilizzabile al tavolo per creare l'ambientazione stessa, anche sul momento, sotto forma di princìpi di gioco, tabelle varie (ispirazione, incontri casuali, caratteristiche dei quartieri, elementi da mischiare tra di loro, creature, carriere fallite) e non ult...

Fate & Streghe: riepilogo del Vecchio Carnevale Blogghereccio 2024

Eccoci giunti al riepilogo del Vecchio carnevale Bloghereccio del febbraio 2024, a tema Fate & Streghe Il Blog bellicoso ci parla delle streghe nel suo mondo di Eos.   La Fumeria dei Pensieri Incompiuti di Dismaster Frane ci presenta non uno ben due contributi, sotto forma di background per Troika! Dietro lo schermo ci spiega come rendere in D&D 5 la famosa Fata Turchina, nel caso volessimo ispirarci a lei per un personaggio Gregorio getta nel Calderone del Troll una coppia di fate / streghe armate e pericolos e Invece nerdcoledì ci parla del finale della gradevolissima serie animata Owl House (attenzione agli spoiler) Ci sono poi i miei due contributi, qui sul Castello Chimerico: Un'avventura per Cairn basata su un castello fatato e un tomo stregonesco Due pacchetti di avventura per Cairn, ovviamente una fata e una strega... più o meno. Infine un po' di musica a tema: Cruel Sister nell'interpretazione dei Pentangle. Buona lettura!

Lore 24: Witchlight - settimana 8 - Gli Gnoles

  Gli Gnoles Gli Gnoll a forma di iene umanoidi non mi sono mai piaciuti granché, in quanto trovo il concetto di animale umanizzato malvagio poco attraente e vagamente problematico, specie quando non ha chiare radici folkloriche o mitologiche. Infatti gli Gnoles (sic) appaiono per la prima volta in  How Nuth would have practised his art upon the gnoles,  racconto di  The Book of Wonder  (1912), raccolta dell'autore Irlandese Lord Dunsany, in cui un ladro si introduce nella casa di questi esseri per rubare gli smeraldi di cui fanno collezione. Qui però gli Gnoles non vengono descritti, nè è chiaro da dove derivi il loro nome. Un'illustrazione che accompagna il testo però, li mostra come umanoidi pelosi e vagamente scimmieschi, per cui in origine le iene  non erano associate con questi esseri. In seguito troviamo  The Man Who Sold Rope to the Gnoles racconto di Margaret St. Clair,  (autrice che, come Dunsany, è inclusa nella Appenix N di AD&D) ...

Una fata-strega e una strega-fata per il vecchio carnevale blogghereccio

  Eccovi il mio secondo contributo per il Vecchio carnevale blogghereccio del mese di marzo, a tema Fate & Streghe: due background per Cairn, con un po' di roba in più stile second edition . Per quanto le parole strega e fata in Italiano siano di genere femminile,  tali personaggi possono essere di qualsiasi genere. Basti pensare al Witch King of Angma r di tolkieniana memoria o all'antica parola francese " fé " per indicare il maschile di fée , cioè "fata" esistente in tempi più recenti anche nella forma " homme fée " (uomo-fata). Falsa Fata Alcune streghe maligne e altri incantatori legati alle tenebre a volte hanno una crisi di coscienza, o semplicemente si stufano di essere odiati e temuti ovunque vadano. Tali personaggi si recano presso il Dominio di una Signora Arcifatata della Corte Contenta e ne invocano l’aiuto. Se l’Arcifatata ascolta la loro richiesta, diventano False Fate dall’aspetto rassicurante e luminoso, però può capitare che ...

Lore 24: Witchlight - settimana 2

  Arthur Rackham Inizierò a rispondere alle 20 domande per riassumere un'ambientazione e per fornire a chi gioca un breve documento con le notizie essenziali. Le risposte si riferiranno specificamente al Dominio di Prismeer laddove non indicato diversamente. 1 - Cosa devo sapere riguardo alla religione del mio chierico? Siccome molte avventuriere e molti avventurieri arrivano nella Selva Fatata e nel Dominio di Prismeer da diversi mondi, di solito conservano i loro patroni divini di origine, però nella Selva Fatata esistono le Regine e i re delle Corti Stagionali,  quattro esseri molto potenti che alcuni adorano come divinità. Le Regine e i Re delle Stagioni sono ciò che gli Arcifatati rappresentano per i mortali e le fate comuni, esseri che non solo hanno autorità sul loro Dominio, ma in misura minore su tutta la Selva. anche se raramente si avvalgono di questa possibilità per non scatenare faide pericolose tra di loro. Essi incarnano le caratteristiche positive e negative de...

Lore 24: Dala-Zala mappa brutta e ultimi pezzi.

Marzo è arrivato, e sarebbe ora di passare a Witchligth, (inizierò Domenica) però ho lasciato indietro alcuni elementi di Dala-Zala che avevo già accennato in precedenza e che dettaglierò un po' di più qui, fornendo i punteggi di alcune creature, delle tabelle di incontri casuali e soprattutto la mappa brutta del territorio, come mia tradizione.  I Bhu-Yak sono grosse e pelosissime persone-Yak, la versione locale del Minotauro, ma senza la capacità di orientarsi nei labirinti. Periodicamente scendono dalle Alte Montagne per razziare.  9 PF, 15 FOR, 9 VOL, mazza chiodata (D10) o giavellotto (D8) o carica (D12, se ha spazio) Immune al freddo. I Naga dell'Acqua : i grandi serpenti elementali dell'Acqua, possono essere terrificanti nemici o potenti alleati, anche se raramente escono da laghi e fiumi e sempre per ben poco tempo. 10 PF, 1 Armatura, 16 FOR, 13 DES, 16 VOL, morso (D10) e codata (D8) o sguardo (vedi sotto). Danno critico: trascina sott'acqua la vittima che anne...

Fate & Streghe del Vecchio Carnevale Blogghereccio

  Ritorna il Vecchio Carnevale Blogghereccio (se non sapete cosa sia andate a leggere il link precedente) e ospiterò il prossimo mese di marzo, con tema Fate & Streghe .  Cosa sono fate e streghe se non le due facce di una stessa medaglia? Creature  magiche e potenti, a volte bellissime, a volte orrende,  che spesso spaventano o attraggono irresistibilmente?  Sbagliereste a pensare che tutte le streghe siano anziane che volano sulle scope: come potrebbero essere una strega contemporanea o una post apocalittica? E le fate? In Italiano la parola "fata"  suscita subito l'idea di una creatura magica, bella e gentile, però può anche essere usata per indicare collettivamente tutti gli esseri fatati come folletti e gnomi, quelli che in Inglese sono chiamati faeries e nel folklore (sono ben presenti anche in quello italiano, non solo nelle Isole Britanniche) non sempre sono dolci e carini come Tinkerbell o le fate madrine, anzi più spesso puniscono orribilmen...

The Wild Beyond the Witchlight: recensione giocata

  Ho terminato da poco di giocare questa campagna per D&D 5e da master e devo dire che è stata una piacevole sorpresa. Lo dico da persona che non apprezza molto l'attuale editore del gioco e che non annovera D&D 5e tra i suoi GDR preferiti, pur non disprezzandolo. Intendiamoci, il modulo ha i suoi difetti (ad esempio suggerisce di far visitare al gruppo diversi luoghi in un ordine preciso, fatto che ho ignorato senza problemi, facendo il contrario)  ma ha anche molti pregi, secondo me rari in un'avventura di D&D post B/X.  Attenzione, seguono possibili spoiler, non proseguite a leggere se volete giocare questa campagna come Pg Le situazioni sono molto aperte e possono essere risolte quasi sempre in vari modi,  premiando così la creatività di chi gioca più che la system mastery . Gli autori hanno dichiarato che  è possibile completarla senza combattere mai,  anche se in pratica almeno un paio di volte è difficile che il gruppo non ricorra alla vi...