R: c. 164v-165r
V: c. 45r
Chi vuol saper più là che de le sette arte
imparino otto; e chi ha tristo nome
facciselo scambiare: e saprà come
chi sta veder guicar sempre tien parte.
Chi non è san, guarisca, e senza carte
non si può scriver bene: né le some
son del par tutte; e delle folte chiome
rare volte il bestiame si diparte.
Chi mal vede, e vorrebbe veder peggio
tenga el buono occhio chiuso e ’l tristo aperto.
Chi non vuole star, pigli puleggio,
e chi fusse diffarto, ovver diserto,
rifaccisi di nuovo, ch’io non veggio
altro rimedio al suo malo, o più certo.
Chi vuol parlar coperto
entri nel forno, e chi vuol viver chiaro
non si intorbidi, e questo è buon riparo.
6 non… bene] si perde ’l piato spesso
8 rare] rade
10-12] vv. aggiunti in margine da Braccesi
OpenEdition vi suggerisce di citare questo post nel modo seguente:
Federica Signoriello (1 Luglio 2018). Chi vuol saper più là che de le sette arte. Il canzoniere comico di Alessandro Braccesi. Recuperato il 26 Luglio 2026 da https://doi.org/10.58079/m4mq